Il commercio di merci tra Iran e Cina decuplica a fronte del blocco navale statunitense.

Il commercio di merci tra Iran e Cina decuplica a fronte del blocco navale statunitense.

La rete terrestre ampliata può accogliere future esportazioni di petrolio superiori a 300.000 barili al giorno.

Il traffico merci su rotaia dalla Cina all’Iran è decuplicato da quando gli Stati Uniti hanno imposto un blocco marittimo ai porti iraniani, grazie all’attivazione di tre corridoi ferroviari da parte di Teheran e all’ampliamento della capacità dei suoi porti settentrionali, come rivelato il 29 settembre dal membro del parlamento iraniano Meisam Zohourian.

Zohourian ha affermato che la stessa rete terrestre e ferroviaria potrebbe consentire all’Iran di spedire all’estero tra 300.000 e 400.000 barili di petrolio al giorno (bpd), bypassando completamente le rotte marittime.

Ha aggiunto che l’avvio delle esportazioni di petrolio greggio via terra, su rotaia e su camion, potrebbe creare corridoi commerciali alternativi non marittimi e, in ultima analisi, portare alla costruzione di oleodotti, qualora si dimostrassero economicamente vantaggiosi.

Zohourian ha riconosciuto che la ferrovia non può trasportare l’intero carico che un tempo veniva gestito via mare, ma ha affermato che offre a Teheran un’alternativa affidabile in tempi di crisi e rafforza la resilienza del commercio estero iraniano anche in tempi normali.

Ha attribuito alle consultazioni successive al blocco l’apertura di nuove rotte che hanno determinato l’aumento del trasporto merci su rotaia.

L’ostacolo principale ora, ha affermato, è che le merci si muovono prevalentemente in una direzione. La maggior parte delle spedizioni sono importazioni destinate all’Iran, il che significa che alcuni treni effettuano il viaggio di ritorno con vagoni vuoti.

Incrementare le esportazioni iraniane via ferrovia permetterebbe di sfruttare quella capacità inutilizzata e di ridurre i costi di trasporto, ha osservato.

Il  Wall Street Journal (WSJ) ha riportato il 23 settembre che la Cina ha consegnato  all’Iran circa 1.300 spedizioni di componenti per missili e droni tra gennaio e la fine di giugno, mentre Teheran si opponeva alla guerra illegale lanciata da Stati Uniti e Israele.

Citando dati doganali iraniani, il Wall Street Journal ha affermato che una spedizione di componenti elettronici utilizzati in droni e sistemi di guida missilistica è arrivata al Ministero della Difesa iraniano proprio il giorno in cui è stato annunciato il cessate il fuoco di aprile, seguita due giorni dopo da componenti per droni per un valore di oltre 6 milioni di dollari. Il giornale ha inoltre segnalato un aumento dei voli cargo cinesi verso l’Iran nell’ultimo anno.

Nota: Le minacce di Trump per interrompere gli scambi commerciali tra l’Iran e a Cina non impensieriscono né Teheran ne’ Pechino che procedono ad incrementare l’export di petrolio e l’importazione di componenti elettronici. D’altra parte la Cina dispone di materiali strategici che fornisce agli USA e di conseguenza non è sensibile ai ricatti del personaggio della Casa Bianca.

Fonte: The Cradle

Traduzione: Luciano Lago

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