Il Centro di Rappresentanza della DNR a Verona. Tante attività per un solo obiettivo: la pace


di Eliseo Bertolasi

Lo scorso 9 febbraio a Verona è stato inaugurato un ufficio territoriale di Rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk (DNR), il secondo in Italia dopo l’apertura nel dicembre del 2016 della prima sede nella città di Torino.
Nonostante il breve periodo dall’apertura, il Centro di Rappresentanza DNR di Verona sta efficacemente portando avanti tutta una serie di attività, prima tra tutte, certamente, informare i cittadini italiani su cosa stia realmente succedendo nel Donbass; parliamo di una guerra iniziata nel 2014, mai terminata, che ha già causato la morte di decine di migliaia civili senza contare la distruzione delle infrastrutture di tutta la regione.
L’azione del Centro, tuttavia, non è rivolta solo all’impegno d’informazione rivolto agli italiani, ultimamente un cospicuo numero di cittadini ucraini si è recato in sede, durante gli orari d’apertura dell’ufficio, in particolare per chiedere informazioni: se possibile ed eventualmente cosa fare? per poter ottenere la cittadinanza russa.

Palmarino Zoccatelli responsabile del Centro con Alberto Magagna


Il 24 aprile di quest’anno il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la possibilità per gli abitanti del Donbass, ossia quei cittadini delle Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk, qualora già in possesso del passaporto delle rispettiva Repubblica di appartenenza, di richiedere e ottenere il passaporto della Federazione Russa. https://rg.ru/2019/04/24/zhiteliam-donbassa- uprostili-poriadok-polucheniia-rossijskogo-grazhdanstva.html .
Certamente i due Centri di rappresentanza della DNR in Italia non hanno né alcuna competenza, né tantomeno il compito di soddisfare tale richiesta, tuttavia le notizie girano e l’interesse sta aumentando.
Nel Centro non solo si sono recati migranti ucraini provenienti dalle odierne Repubbliche del Donbass, direttamente interessati, ma anche ucraini originari della regione ucraina di Dnepopetrovsk.
Indubbiamente l’ottenimento del passaporto russo rappresenta, oltre che una gratificazione morale, anche un incentivo, una prospettiva, un domani, chissà! anche per un futuro migliore.


Molti immigrati ucraini, si stanno rendendo conto che l’Italia e l’Europa in generale non è più quella valle dell’Eden come poteva abbagliare una decina, o più, di anni fa: disoccupazione, povertà, degrado nelle periferie urbane delle grandi città, convivenza con popolazioni afro-islamiche sempre più pretenziose e presenti sul territorio.. sono alcuni dei fattori, in aumento, che portano alla riconsiderazione del progetto migratorio finalizzato nel cercare fortuna in Occidente.
Il Centro è inoltre impegnato in progetti di natura umanitaria in supporto alla popolazione della DNR.
“Nell’ultimo viaggio che abbiamo effettuato a Donetsk durante le celebrazioni del 5° anniversario della nascita della DNR, abbiamo portato decine di kg. di aiuti umanitari a un prete ortodosso che opera nei quartieri distrutti a Nord della città di Donetsk: vestiti per bambini e per adulti, medicinali, anche occhiali da vista.. Oltre a ciò stiamo operando in sinergia con la ONLUS “Aiutateci a salvare i bambini” di Ennio Bordato, da anni presente nel Donbass, che sta portando avanti un lavoro encomiabile. A breve prevediamo una nuova consegna di aiuti: viveri e anche del cibo non deteriorabile a un gruppo di bambini di Gorlovka che Ennio Bordato sta seguendo”, afferma Palmarino Zoccatelli responsabile del Centro.

Il simbolo del Centro aperto a Verona


Va ricordato che qualche giorno dopo l’apertura, nel febbraio di quest’anno, ci fu una provocazione, presumibilmente ucraina, considerando i colori giallo-azzurro usati per imbrattare il muro del Centro. Ne abbiamo chiesto notizia al sig. Palmarino circa la denuncia presentata alle Forze di Polizia, se ci fossero novità.
Ci ha risposto Palmarino: “Per il momento nessuna! La cosa importante è che il gesto vandalico, sicuramente opera di qualche balordo non si sia ripetuto. Da parte mia non ho neanche rimosso i colori sul muro. Il provocatore nemmeno sapeva che giallo e blu sono anche i colori della città di Verona. Noi andiamo avanti per la nostra strada questi balordi non ci spaventano, anzi rafforzano in noi la convinzione che stiamo procedendo sulla giusta direzione”.
Come stai lavorando al Centro?
“Operiamo in piena sinergia con la sede di Torino, non solo, stiamo iniziando una proficua collaborazione con l’Associazione culturale Russkij Dom di Verona, questo autunno sicuramente metteremo in atto qualche iniziativa. Nel Centro a trovarci sono arrivati anche un paio di amici imprenditori della Crimea”.
Il Veneto ha una grande tradizione imprenditoriale e industriale, secondo te, si potrà mettere in campo qualche iniziativa in questo contesto?
“Certo, appena la situazione a Donetsk si stabilizzerà. Chissà! Magari valuteremo la possibilità di organizzare una missione commerciale. Il Donbass è una regione molto ricca, ci sono molte fabbriche. Noi veneti siamo persone pacifiche e laboriose. C’è chi fomenta conflitti e discordia, noi, al contrario, siamo per la pace e per amichevoli relazioni tra i popoli”.
Tutti, sperano che col nuovo presidente ucraino Vladimir Zelenskij si arrivi presto a una risoluzione del conflitto nel Donbass. Il popolo ucraino chiamato alle urne, ha clamorosamente bocciato la politica bellicista del precedente presidente Poroshenko.

Gli ucraini stanchi di questa lunga, assurda, guerra fratricida che basandosi sulla russofobia più bieca e ottusa ha provocato tanta sofferenza, povertà e lutti in tutta l’Ucraina, ora legittimamente chiedono la pace e una vita normale.

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