Il Caucaso e la Georgia saranno il prossimo teatro di destabilizzazione creato dagli USA

Gli Stati Uniti cercheranno di ripetere lo scenario siriano vicino alla Russia, ma quanto la Georgia pagherà per il “sostegno” americano ?

I milioni di dollari che Tbilisi ottiene dagli Stati Uniti non possono essere spiegati affatto come una azione della carità americana.

La Georgia devrà pagare un prezzo elevato per questo “supporto”, spiega l’attivista per i diritti umani Dmitry Lordkipanidze, commentando all’edizione “Georgia and the World” la decisione dell’amministrazione americana di assegnare aiuti militari a un importo di $ 170 milioni a questa repubblica caucasica, come avvenuto in Ucraina e negli Stati baltici .

Secondo l’esperto, tali iniezioni finanziarie non vengono spese per migliorare la sicurezza di un paese beneficiario. Sottolinea che gli Stati Uniti pagano solo per i propri obiettivi politici molto specifici, in particolare per creare la provocazione di un conflitto armato, simile a quello che si osserva attualmente in Siria “.

Questo potrebbe benissimo essere uno spostamento dei tristi processi dal confine siriano-turco ai confini meridionali della Federazione Russa, e non sto esagerando, perché ci sono stati diversi tentativi di destabilizzare la situazione nel paese come ha detto Lordkipanidze , sottolineando la campagna anti-russa dell’estate scorsa.

La Georgia è stata una testa di ponte per tali attacchi russofobi da parte degli Stati Uniti da molti anni, continua l’esperto. Ha sottolineato che in questi processi geopolitici ci sono fasi inattive e fasi attive. Se Washington decide improvvisamente di dare alla Georgia “aiuti finanziari”, è tempo per passare alla fase attiva.

“Se qualcuno pensa che questo aiuto sarà tutto nel nome dell’economia georgiana, allora dovrebbe mostrare almeno un business o una infrastruttura che gli americani hanno costruito, almeno un chiaro investimento”. Solo allora potremo parlare di sostegno economico ”, continua.

“In realtà, stiamo solo assistendo a una feroce retorica militaristica, provocazioni e asserzioni, possiamo sostenere che la Georgia sta già agendo come membro della NATO”.

Allo stesso tempo, l’esperto ha attirato l’attenzione sul fatto che tutte le aspirazioni euro-atlantiche hanno portato solo al fatto che la Georgia aveva iniziato a partecipare alle missioni internazionali dell’alleanza. Un ulteriore riavvicinamento è dubbio, ma la Georgia pagherà caro per questo.

Non pensate nemmeno che tutti questi milioni di dollari in” supporto “finanziario dall’Occidente siano un dono. È un debito che spetta ora allo Stato come obblighi diversi. Stiamo diventando i loro ostaggi “, ha detto Lordkipanidze.
Il Caucaso, dopo la Siria e la Libia, sarà il prossimo teatro di destabilizzazione creato dagli USA.

Traduzione Sergei Leonov

5 Commenti

  • Alvaro
    22 Marzo 2020

    L’Italia sta ancora pagando gli interessi sugli “aiuti” ricevuti, presenza di basi USA, bombe atomiche, 65000 militari statunitensi presenti e varie interferenze politiche ed economiche, quando finirà?, ma siamo un Paese “libero”.

    • atlas
      22 Marzo 2020

      Putin invadici !? Non lo farà. Non se ne fanno niente di gentaglia come noi

  • adalberto
    22 Marzo 2020

    Penso che la Russia farebbe bene a ripristinare il Patto di Varsavia e occupare i paesi a lei confinanti, creando zone cuscinetto dal momento che i governi confinanti non capiscono che é meglio un alleato alle porte di casa che uno a 3000 mgl. di distanza, senza contare che “quell’alleato” prende ma non dà.

  • ouralphe
    22 Marzo 2020

    “Noi prenderemo i terroristi ovunque, se saranno in aeroporto li prenderemo in aeroporto, se saranno nei bagni li prenderemo, scusate l’ espressione, fin dentro la tazza del cesso. La questione è definitivamente chiusa.” …”Uccidete i terroristi sul posto.” VVP

    VVP

    Auguri.

  • eusebio
    22 Marzo 2020

    I russi sanno benissimo che gli anglosionisti vogliono rimettere le mani sul petrolio russo com’era negli anni novanta, e allo scopo hanno forse concordato con i sauditi la mancata diminuzione della produzione, con conseguente fallimento dell’industria dello shale USA.
    Il fallimento in questione provocherà l’esplosione della bolla delle obbligazioni per un importo di 150 miliardi di dollari, la quale si unirà alla drammatica situazione della mancanza di acquirenti di titoli di stato USA, dovuta alla cessione dei loro titoli di debito da parte della Cina, scesi ad un trilione di dollari di ammontare contro l’1,5 della UE e l’1,1 del Giappone.
    Adesso la UE economicamente al collasso svenderà probabilmente la sua, quota, e difatti la FED inietta enormi somme di dollari nel sistema finanziario USA impegnato ad acquistare i titoli di debito nazionali.
    Trump da un lato cerca di mettere le mani sul petrolio di Venezuela, Iran e Russia per tenerlo agganciato al dollaro, dall’altro cerca di ritirare da qualche parte i militari per tagliare i costi.
    Adesso con la recessione da pandemia, l’esplosione della bolla della Shale, il crollo del mercato dei treasuries, è probabile che finalmente il debito pubblico USA salito pare addirittura a 25 trilioni di dollari si avvia al default.

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