"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il caso. Borgognone, “L’immagine sinistra della globalizzazione” e la sinistra che dimentica i poveri

Di Augusto Grandi

Il pifferaio magico sta conducendo le destre verso il precipizio finale. E’ cosa buona e giusta. Le imminenti elezioni amministrative metteranno fine, ed era ora, alla farsa di chi crede di avere ancora qualcosa da dire ad un esercito di fedeli e si ritroverà, invece, senza truppe cammellate alle urne. La delirante scelta di imporre candidati privi di seguito e privi di identità avrà il pregio di chiudere definitivamente un periodo con la speranza che se ne possa aprire uno nuovo.

Dove i concetti ottocenteschi di destra e sinistra saranno cancellati, dimenticati, ignorati. Di fronte a vertici di fantasmi che discettano su quale candidato imporre, senza distinzione politica perché per loro la politica è morta, stanno nascendo sentimenti nuovi. Paradossalmente le dichiarazioni più intelligenti su invasori e matrimoni gay sono arrivate dal comunista Marco Rizzo che ha parlato di immigrazione imposta da un capitalismo alla ricerca di schiavi e di armi di distrazione di massa a proposito delle interminabili discussioni su un problema che riguarda una piccolissima minoranza di italiani mentre si evita di parlare di una ripresa promessa e svanita prima di concretizzarsi.

Peccato che Rizzo non sia ancora riuscito a scrollarsi di dosso quel retaggio inutile ed insulso legato a chi, grazie all’invenzione dei nuovi partigiani dell’Anpi, si è ritagliato posizioni di vantaggio economico e politico. Ma una critica, feroce, a questa incapacità di liberarsi delle scorie del passato arriva proprio da sinistra. Dal giovane filosofo Paolo Borgognone che, dopo un corposo libro dedicato alla Russia, ha pubblicato per Zambon un immenso volume (oltre mille pagine) dedicato alla situazione politica.

Immagine sinistra della Globalizzazione
Immagine sinistra della Globalizzazione

Già il titolo aiuta: “L’immagine sinistra della globalizzazione”. Dove il “sinistra” non è sinonimo di funesto o sfavorevole, ma anche e soprattutto è un riferimento politico. Ad uno schieramento che ha rinunciato ai sogni di rivoluzione e di cambiamento per trasformarsi nel maggior sostenitore del turbo capitalismo. Una sinistra che ha rinunciato alla difesa dei più poveri per diventare la paladina degli alto borghesi globalizzati e dei pochi super capitalisti che controllano la stragrande maggioranza della ricchezza mondiale.

Una sinistra che blatera di antifascismo per inventarsi nemici inesistenti e distogliere l’attenzione dai problemi veri. Una sinistra che idolatra gli Usa ed Obama, che cancella i diritti dei lavoratori per sostituirli con i desideri individuali senza limiti e senza controlli. Una sinistra che lotta contro le frontiere per creare un nuovo mondo di sradicati assoldabili a poco prezzo in ogni parte del mondo. Con gusti omologati, con una sola lingua, con i consumi come unico obiettivo di vita.

E non è un caso che Borgognone abbia scelto, per introdurre il suo ottimo lavoro di demolizione e di ricostruzione, le frasi di personaggi come Alian de Benoist e Marine Le Pen. Una Marine Le Pen che replica alla “sinistra” Lilli Gruber. Ed è evidente che Paolo Borgognone, nello scontro, non è dalla parte della Gruber.

Tratto da Barbadillo

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Nota:

L’Autore presenterà il suo libro Sabato 19 Marzo a Bologna, presso il Centro Giorgio Costa

in via Azzo Gardino, 48 – ore 15,30

Incontro organizzato da Controinformazione.info, da Bye ByeUncleSam e da Arianna Editrice

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  1. Luca Finizio 2 anni fa

    Abbasso la sinistra borghese! Wiwa la sinistra proletaria! Wiwa il marxismo-leninismo!

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    1. PieroValleregia 2 anni fa

      …abbasso qualsiasi sinistra, sinistra che, ad iniziare dalla rivoluzione francese (la più grande sciagura dell’umanità)
      ha sempre e solo distruto e fatto danni…
      sinistra è il male assoluto
      saluti
      Piero e famiglia

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      1. Luca Finizio 2 anni fa

        Invece la classe dirigente attuale, opportunista, capitalista e imperialista non distrugge e non fa danni? Impara a distinguere fra querra giusta ed ingiusta! Una guerra imperialista, di aggressione contro altre popolazioni, è ingiusta, così come è ingiusta la repressione della maggioranza della popolazione. La guerra giusta è la guerra di difesa, per proteggersi dagli aggressori, stesso dicasi per la guerra rivoluzionaria (rivoluzione francese) in cui la maggioranza della popolazione (quella povera) prende il potere contro la minoranza della borghesia che schiavizza le persone con il lavoro salariato (salariato male peraltro). La rivoluzione è un atto di forza, è ovvio che non sia una passeggiata. Altrimenti anche l’ attuale resistenza della Palestina dagli israeliani o la resistenza dei curdi e dei siriani ecc… non avrebbero senso secondo il tuo ragionamento. Dovrebbero farsi forse sottomettere dall’ imperialismo e dal capitalismo? Il revisionismo è il male assoluto.
        Saluti
        Luca e compagni!

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        1. Ludovico 2 anni fa

          Una delle caratteristiche principali degli pseudo-intellettuali “compagni” della sinistra radical chic è ostentare in modo presuntuoso e arrogante la propria “ignoranza e idiozia” (nel senso di mancanza di conoscenza e assenza di comprensione); vedi frase: ” …la guerra rivoluzionaria (rivoluzione francese) in cui la maggioranza della popolazione (quella povera) prende il potere contro la minoranza della borghesia che schiavizza le persone con il lavoro salariato …”!
          E raggiunge l’apoteosi con la frase finale: “Il revisionismo è il male assoluto.” Che è la resa totale dei corpi e dei cervelli al totalitarismo imparenta del pensiero unico liberal-capitalista.
          Ludovico

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          1. Luca Finizio 2 anni fa

            La tua risposta è un esempio del più sano opportunismo. Perchè invece di cercare di ridicolizzare frasi (di cui forse non capisci neanche il senso) non dici allora ciò che tu pensi della situazione? Inoltre, forse non hai notato che un altro utente ha attaccato per primo in modo presuntuoso, arrogante e con ignoranza la sinista. Ed è doveroso ricordare che i partiti di sinistra che vediamo, qualsiasi partito presente, non sono davvero di sinistra, ma sono tutti opportunisti e revisionisti.
            Comunque vorrei un approfondimento sulla tua ultima osservazione “Che è la resa totale dei corpi e dei cervelli al totalitarismo imparenta del pensiero unico liberal-capitalista.” Si combatte il revisionismo proprio per evitare che torni a farsi strada la mentalità capitalista!

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  2. nessuno 2 anni fa

    non capisco come si faccia ancora a parlare di destra o sinistra, sono
    la stessa cosa…..uno schifo!

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  3. Eugenio Orso 2 anni fa

    E’ confortante scoprire che alcuni anni fa solo in pochi legavamo indissolubilmente i destini della miseranda sinistra neoliberista-neoliberale e neolibertaria (le tre teste del Cerbero) al nuovo capitalismo a vocazione finanziaria, mentre oggi la cosa è quasi di dominio comune.
    Costanzo Preve, ancora in vita, puntava l’indice contro quel mondo di riciclati che avevano sostituito la giustizia sociale con i “diritti umani” (con annesso bombardamento americano), mentre io sostenevo che costoro, riciclatisi negli apparati ideologici del neocapitalismo, sostituivano l’internazionalismo proletario di marxiana memoria con la “globalizzazione buona” dei diritti …
    Oggi tutti comprendono cos’è veramente la “sinistra”: il principale puntello ideologico-politico delle crescenti disparità sociali, della de-emancipazione di massa e del predominio dei Mercati e Investitori.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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    1. Redazione 2 anni fa

      Siamo ancora in pochi nel tentare, con i nostri scarsi mezzi, di squarciare il velo delle menzogne diffuse a piene mani dai media dell’informazione ufficiale. Si apre qualche spiraglio e sempre più persone con un minimo di senso critico si avvicinano alla controinformazione fatta sul web ed ai convegni che vengono lanciati da varie iniziative di ambienti anti sistema. Qualche risultato si potrà raggiungere ma non illudiamoci: la grande massa crede ancora nei vecchi schemi della politica destra-sinistra e si lascia abindolare dalla falsa demagogia della sinistra mondialista di potere e dalle mitologie dei “diritti umani” e similari. Loro, i sostenitori di questo sistema, , dispongono di mezzi possenti, del controllo mediatico e possono falsare e manipolare l’opiniopne pubblica, loro sono quelli che comandano nelle Università, nei centri di cultura, nelle Accademie, nelle Istituzioni. Ci vorrà molto tempo e molta fatica per vedere dei cambiamenti.
      Contraccambio i saluti
      Luciano Lago

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      1. Ireneo Corbacci 2 anni fa

        Paolo Borgognone ha scritto un libro che mette una pietra tomabale sulla vecchia e arsa questione della destra e della sinistra, che furono opposizioni fittizie per tutto il Novecento avendo, al di là di sparutissime eccezioni, accettato il dogma del Progresso.
        In questo secolo, in proposito ne vedremo delle belle, anche se, come scrive Luciano, ci vorrà molto tempo…
        Intanto lancio un appello ad esserci a Bologna alla presentazione del libro.
        Ireneo

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        1. byebyeunclesam 2 anni fa
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  4. Ireneo Corbacci 2 anni fa

    Ho visto che la presentazione del libro di Borgognone fa parte di una serie di incontri intitolati “Come e perché la società del capitale fabbrica guerra e falsa opposizione”. Mi sembra davvero interessante riportare il corsivo che introduce gli incontri. L’impostazione mi sembra ragionata e non episodica, la qualità dei relatori e dei libri al di sopra di qualunque “evento” corrente in rete.
    Ecco l’introduzione.

    Nella società del capitale, sin dai suoi esordi, fabbricare guerra e falsa opposizione non è mai stato una semplice opzione: ha significato e significa (forse oggi più di prima) formare – non a caso da dentro la sua “anima” meglio riposta, là dove alberga il suo principio determinante – due fra le articolazioni principali che ne promuovono l’incessante riproduzione; tanto “in profondità”, nell’immaginario e nei rapporti sociali, quanto nello spazio, ormai esteso senza distinzione a tutte le aree del pianeta.
    Se nel caso della guerra ciò che occupa senz’altro il davanti della scena è la secolare dimensione geopolitica ed economica dei conflitti, con la creazione di falsa opposizione siamo di fronte – a partire quanto meno dalla rivoluzione francese – alla dimensione delle strategie propriamente ideologiche che mediante dissimulazione via via più sottile mirano a porre l’establishment in una condizione di immunità invero permanente, in quanto per nulla incrinabile da forme di critica e contestazione rivelatesi “in matrice” fedeli ai suoi dettami cognitivi e “valoriali”.
    Nel corso dei quattro incontri, cercheremo di vedere come queste due dimensioni fabbricate dai dominanti vengano da essi agite in effettiva, stretta simbiosi: nel confronto, incerto e non ancora dispiegato, fra la potenza egemone unipolare e gli aspiranti protagonisti del mondo multipolare; in due dei più atroci laboratori “a piaghe aperte” del Nuovo Ordine Mondiale, le guerre in Afghanistan e in Ucraina; nelle tante stanze del castello di false piste costruito, per lunghi decenni, incastonando l’ideologia della (fu) sinistra nell’anima più oscura della mondializzazione.

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