Il capo della LPR ha risposto all’appello di Zelensky a Putin con un invito ad un incontro nel Donbass


Il capo della Repubblica popolare di Luhansk, Leonid Pasechnik, ha rilasciato oggi una dichiarazione ufficiale in risposta al discorso di ieri del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy rivolto al presidente russo Vladimir Putin.

Come riportato da Russkaya Vesna , il 20 aprile Zelenskyj ha registrato un videomessaggio in cui accusava il presidente russo di volersi impadronire dei territori ucraini e lo invitava a un incontro in Donbass.

Per questo appello, il capo della LPR ha definito svergognato il presidente ucraino e ha detto che Zelenskyj non aveva il diritto di prendere appuntamenti a casa di qualcun altro.

“Non posso non commentare la dichiarazione del presidente ucraino sul suo desiderio di incontrare Vladimir Putin nel Donbass. Signor Zelensky, lei non ha il diritto morale di fissare appuntamenti a casa nostra.

Stai chiamando spudoratamente il Donbass come un tuo possedimento, ben sapendo che hai già venduto la terra ucraina (agli Stati Uniti).

Premier della LPR, Leonid Pasechnik

Prima di puntare di nuovo le tue arme contro di noi, pensa a come andrà a finire per te. I russi non abbandonano i propri fratelli! ” – ha detto nella dichiarazione di Pasechnik.

Inoltre, il capo della Repubblica ha parlato dei progressi della passaportizzazione dei residenti del Donbass e ha ringraziato i dipartimenti russo e repubblicano per la loro assistenza nell’acquisizione accelerata della cittadinanza russa.
“Più di mezzo milione di abitanti del Donbass sono diventati cittadini della Federazione Russa.
Questo fatto suggerisce che il popolo della Repubblica popolare di Lugansk, nelle condizioni di un blocco assoluto da Kiev, sia economico, politico che informativo, ha già fatto la sua scelta.

A nome di tutti i residenti della Repubblica, vorrei esprimere la mia gratitudine ai dipendenti del Ministero degli Affari Interni LPR, al Dipartimento del Servizio Migrazioni, nonché a tutti i dipartimenti per il buon lavoro, grazie al quale abbiamo ottenuto risultati impressionanti in così poco tempo.
Il Ministero degli affari interni della LPR ha compiuto ogni sforzo nel processo di rilascio dei passaporti della nostra Repubblica per il successivo ingresso nella cittadinanza della Federazione Russa. Il lavoro titanico dei nostri dipartimenti ha permesso di realizzare il desiderio degli abitanti del Donbass: diventare cittadini della Russia.

Vorrei anche ringraziare il Servizio Federale per la Migrazione della Federazione Russa. Da parte loro, i colleghi russi hanno fatto tutto il necessario per rendere gli abitanti del Donbass parte della grande Russia.

Per noi un passaporto russo non è solo un documento, ma un’ulteriore conferma che la Russia non ci sta abbandonando.
Con questa scelta, il nostro popolo dimostra che il neonazismo, che è diventato la base principale dell’attuale statualità del regime di Kiev, è categoricamente inaccettabile per noi.
Abbiamo chiaramente e chiaramente dimostrato la nostra scelta al mondo intero, incarnata nel documento rosso da mezzo milione di copie “, ha sottolineato Pasechnik.

Combattenti a difesa del Donbass

Nota: La presenza di circa 500.000 cittadini russi nel Donbass rende impossibile il sogno di Zelensky e delle autorità del governo di Kiev di impadronirsi del Donbass e portare a compimento la pulizia etnica delle popolazioni russofone. Il presidente Putin ha già avvisato, sia l’Ucraina che la NATO, riguardo al fatto che la Russia non abbandonerà i propri cittadini e l’imponente schieramento delle forze russe ai confini dell’Ucraina deve far riflettere tanto Zelensky quanto i sui sponsor americani. La Russia è pronta a fare la sua parte in difesa del Donbass e, se questo accadrà, l’Ucraina è un paese destinato al collasso.
Zelensky si trova in un vicolo cieco, vittima delle sue stesse sbruffonate. Se vuole salvarsi deve capitolare e cercare un nuovo accordo con Mosca, riconoscendo l’indipendenza del Donbass e l’intangibilità delle frontiere russe, inclusa la Crimea.

Fonte: https://rusvesna.su/news/1619016556

Traduzione;: Sergei Leonov

Nota: Luciano Lago

4 Commenti
  • antonio
    Inserito alle 18:24h, 21 Aprile Rispondi

    Putin non si avvicini ai serpenti velenosi ammaestrati dai Rockf-Rotschl perchè quelli usano da sempre mezzi criminali ed omicidi, vedi attentato ai Kennedy e ad infini altri Giusti della storia
    occhio Putin quelli non aspettano altro per ammazzarti a tradimento style watican-CIA-Mossad-Mi6

  • eusebio
    Inserito alle 19:20h, 21 Aprile Rispondi

    Nel Donbass la situazione sta diventando paradossale, Zelensky invita Putin ad incontrarlo nel Donbass ma Putin non c’entra, è un problema interno dell’Ucraina, i russi si limiteranno a difendere i propri concittadini, il problema per il quisling sionista è che l’esercito ucraino è terrorizzato per l’enorme schieramento militare russo, pare che siano stati posati campi minati non solo davanti all’esercito ucraino ma pure dietro, quasi per impedirgli di scappare, mentre sembra che un drone USA che ha sorvolato la Crimea partendo da Sigonella sia stato abbattuto dai russi.
    Del resto pare che i satelliti dell’impero anglosionista stiano cominciando a prendere le distanze dagli USA, il premier giapponese Suga ha escluso che in caso di invasione, forse imminente, di Taiwan da parte cinese truppe nipponiche possano intervenire in difesa dell’isola.
    L’accerchiamento della Cina da parte degli anglosionisti è già fallito, la Corea del sud ha già avuto incontri a livello di governo con i ministri degli esteri di Russia e Cina, in Birmania la rivoluzione colorata promossa dagli USA è fallita, l’ASEAN è compattamente schierato con Cina e Birmania, la Cina non ha nemici seri nelle sue vicinanze, forse ha qualche quinta colonna interna come la comunità protestante convertita dagli evangelici USA, i cosiddetti “sionisti cristiani”.
    Israele nei decenni passati ha favorito la creazione negli USA di correnti protestanti filosioniste, poi diffuse con poco successo pure in America Latina dove è più forte la sinistra di tipo bolivariano.
    In Cina i protestanti che sono 30-40 milioni potrebbero destabilizzare il paese, forse il governo dovrebbe farli passare alla chiesa cattolica filogovernativa oppure alla minuscola chiesa ortodossa cinese.

  • mario
    Inserito alle 20:45h, 21 Aprile Rispondi

    putin difendera” il suo popolo a qualunque costo…………………….
    non come questi ladri corrotti servi leccaculi di politici italiani …….. tutti sul libro paga dei
    sionisti ebrei ashkenazi………….

  • nicholas
    Inserito alle 20:49h, 21 Aprile Rispondi

    Putin, potrebbe chiedere l’incontro in videoconferenza.
    D’altronde, se le scuole sono in DaD, perché non fare pure meeting, conferenze, ecc online.

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