Il capo del consiglio delle tribù libiche chiede all’Egitto di espellere la Turchia e i suoi alleati

BEIRUT, LIBANO (18:00) – Mohamed Al-Mesbahi, capo del Consiglio supremo degli sceicchi e delle tribù della Libia, ha affermato che la delegazione è venuta in Egitto per confermare la dichiarazione del parlamento libico sulla richiesta di sostenere l’esercito egiziano e il suo intervento per espellere l ‘”occupante turco”.

Al-Mesbahi ha dichiarato, in dichiarazioni televisive, che la delegazione arrivata in Egitto rappresenta tutto il popolo libico ad est e ad ovest, che è controllato dal governo di accordo nazionale, che è sostenuto dalla Turchia, così come al sud , nord e migranti.

Ha continuato durante una telefonata al programma radiofonico sul canale satellitare “Sada Al-Balad”, mercoledì sera, che la delegazione è arrivata in Egitto per confermare la dichiarazione del parlamento libico che chiedeva il sostegno dell’esercito egiziano e il suo intervento per “espellere l’occupante turco, e perfino per liberare l’intera terra libica fino al confine tunisino e l’Algeria a ovest. ”

Il capo dei Diwan del Consiglio supremo degli sceicchi e delle tribù della Libia ha continuato:

“La Libia non accetta di essere divisa in due e stiamo cercando la sua stabilità e siamo seduti allo stesso tavolo sotto il patrocinio egiziano-arabo … Basta con l’occupazione che gioca con i popoli, e la nazione araba è in grado di risolvere i suoi affari”.

Al Sisi- Presidente egiziano


Il presidente egiziano Abdel-Fattah El-Sisi si è correntemente incontrato con la delegazione delle tribù della Libia per discutere della crisi in Libia, specialmente dopo lo sviluppo delle condizioni definite dall’Egitto che ha stabilito un linea rossa tra “Sirte-Al-Jafra, specificando che, in caso di attraversamento, l’Esercito Egiziano avrebbe titolo per intervenire.

Fonte: Al Masdar News

Traduzione: Luciano Lago

8 Commenti

  • atlas
    17 Luglio 2020

    Al Sisi è un Presidente Musulmano Onesto e molto Credente, è la guida dell’Islam Sunnita

  • eusebio
    17 Luglio 2020

    Si mette nera per il tacchino turco, le possenti forze di terra egiziane potrebbero arrivare a Tripoli in pochi giorni, appoggiate dall’aviazione russa, mettendo fine alla presenza turca in Libia.
    L’avventura libica di Erdogan somiglia a quella argentina delle Falkland, un disperato tentativo di ricerca di successo estero per mettere a tacere il disastro economico interno.
    In realtà il tacchino di Ankara è pronto per essere cucinato, la Turchia è in bancarotta, dipende disperatamente da gas russo, petrolio iraniano e investimenti cinesi, grazie all’accordo tra Cina ed Iran tra poco l’Iran sul piano militare ed industriale sarà più potente dei tacchini turchi, e l’Anatolia potrebbe essere divisa in più stati, un Kurdistan alleato di russi e iraniani con sbocco al mare in Cilicia, lo Hatay alawita restituito alla Siria, una porzione di territorio turco ceduto all’Armenia, e il resto uno stato turcofono vassallo dei russi, dopo che questi avranno annesso l’Ucraina.

    • atlas
      18 Luglio 2020

      fantasie che non sono da te. E poi l’Iran con la Turchia di merdogan c’ha in mezzo la comune fratellanza democratica e il comune credo salafita del PD americ ano. Sono sciiti, sono una repubblica nata nel giudaismo europeo, prima di Khomeini sono stati i migliori amici dei giudei in funzione anti-Araba, sono una democrazia con in parlamento anche giudei. Sono solo antisionisti e quì gli va tutto il mio appoggio, solo che io sono per una soluzione finale e totale

      ci vuole un’altra Turchia che non sia di merdogan per il Popolo Turco che sta soffrendo la dittatura ingiusta di questo tiranno di merdogan filogiudeo; che però attira sempre più consensi: proprio oggi Venerdì sono stato all’Orazione collettiva in un locale di un’associazione di Marocchini tranquilli e commercianti. Ma alcuni di loro stanno con merdogan e contro Al Sisi. Figuriamoci gli altri

      (quelli dell’ucoii)

      vigilare e reprimere senza pietà, anche la Tunisia è sull’orlo di una guerra civile se non spunta uno come Al Sisi

  • Farouq
    17 Luglio 2020

    Nella terra dei faraoni i progetti sono sempre grandi

    Sono quasi terminati i lavori per la costruzione della nuova capitale dell’Egitto, grande quanto il Singapore

    Poi forse sono ripresi i lavori per la creazione di un secondo Nilo formando così un enorme delta fertile

    Tutto questo provoca l’invidia e il terrore dei sionisti che cercano attraverso i loro vili complotti di fermare il tutto

    Forza Alsisi, si confermo, è onesto e non è impulsivo perché conosce bene il nemico

    • atlas
      18 Luglio 2020

      no mai visto un città grande e sterminata come Il Cairo

  • Farouq
    17 Luglio 2020

    La nuova capitale dell’Egitto
    In un silenzio strategico sono quasi finiti i lavori

    https://www.ilpost.it/2020/02/18/nuova-capitale-egitto/

  • atlas
    18 Luglio 2020

    io AMO questa Donna coraggiosa, Abir Moussi, Vera Musulmana che AMA la Tunisia. Quelle donne col velo per la forma e la politica sono salafite nemiche di Dio, dei Musulmani e della Tunisia. Il velo è bene per la Moschea non per la vita in pubblico. Piuttosto se il Marito o il Padre non vuole, è bene che la moglie o la figlia buona Musulmana non esca molto di casa, ma finiamola con questi veli per strumentalizzare la Religione per finalità democratiche

    un Militare Socialista Nazionalista come Al Sisi è l’unica strada per la Tunisia o sarà guerra civile e si vivrà nel terrore giudeo-americano di al nahda

    https://www.facebook.com/1967823173521555/videos/2565497396998129/UzpfSTEwMDAwMzMxOTAwMTE0ODpWSzo5MTE1MTMyNTI3MDQ4NTk/?multi_permalinks=911513252704859&notif_id=1594942994260840&notif_t=group_highlights

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