Il cambio di paradigma nello scenario internazionale

di Luciano Lago

Non ci può essere alcun dubbio che in questi ultimi tempi si stia assistendo ad una cambiamento degli equilibri internazionali e parallelamente ad un declino del predominio occidentale (anglo-USA ) sul sistema geopolitico e geoeconomico mondiale.
Il fenomeno più immediatamente visibile è quello di un protagonismo del blocco euroasiatico in un sistema che si viene configurando attraverso i tre grandi paesi del continente, nella alleanza tra la Cina, la Federazione Russa e l’India, paesi che non hanno perso occasione per rinsaldare i loro rapporti nella cooperazione che abbraccia la sfera economica, militare e finanziaria.

Dall’altra parte sembra inevitabile la perdita del ruolo egemonico degli USA che rappresentano oggi soltanto una parte del PNL mondiale e del commercio internazionale mentre il ruolo di motore dell’economia mondiale è stato assunto dalla Cina che, con i suoi massicci investimenti sulle nuove vie del commercio mondiale, a partire dalla “Belt and road initiative” (nuova via della seta), promossa dal governo di Pechino, sembra destinata a soppiantare l’influenza occidentale in questa parte del mondo. In realtà questa iniziativa cinese assomiglia sempre più a un piano di globalizzazione più che di semplici investimenti in infrastrutture ed è un piano che consentirà a Pechino di allargare oltremodo la sua sfera di influenza.

Via della Seta eurasiatica

Si tratta di un gigantesco piano di infrastrutture con cui la Cina vuole tagliare le distanze con Europa, Asia centrale e Africa. Strade, ferrovie, porti con cui far viaggiare merci e persone. Non solo queste ma anche reti energetiche e fibra ottica, per accelerare la trasmissione del nuovo petrolio, i dati. Un piano valutato approssimativamente in circa mille miliardi di dollari.

Accanto a questo impressionante sviluppo, assistiamo ad una rinascita economica dell Russia che, nonostante le sanzioni dell’Occidente, ha trovato una via di potenziamento delle sue risorse non solo in campo energetico e minerario ma anche in campo agricolo. Non per nulla la esportazione russa di grano ha superato quest’anno quella degli Stati Uniti ed altrettanto si appresta a fare con altri prodotti agricoli. Senza contare il forte impulso alle industrie degli armamenti e del nucleare dato dai molteplici contratti stretti dalla Russia con paesi emergenti come l’India, la Turchia, l’Indonesia, l’Egitto ed altri.

Di fronte a questo processo di cambiamento si evidenzia la stasi e l’immobilismo dell’Europa che prosegue imbrigliata nella sua alleanza e subordinazione politica a “Grande Fratello” statunitense con cui si rende sempre più evidente un netto contrasto di interessi. Un immobilismo che accentua la irrilevanza dei paesi europei fino a quando non prenderanno coscienza dei nuovi scenari economici e strategici che si vanno disegnando nel mondo in cui l’Europa, a non voler essere coprotagonista, dovrà subirne tutte le conseguenze negative.

Riunione dei leaders euroasiatici

Il ruolo distruttivo degli USA e delle guerre che Washington ha sostenuto per i suoi obiettivi geopolitici, oltre a destabilizzare importanti aree del mondo, dall’Iraq all’Afghanistan, alla Libia, alla Somalia alla Siria, provocando enormi distruzioni e centinaia di migliaia di vittime, con milioni di profughi quale conseguenza diretta, ha distrutto anche  la credibilità degli Stati Uniti come potenza stabilizzatrice ed ha indotto i popoli di queste regioni a cercare appoggio sostitutivo rispetto alla ingombrante presenza di Washington. Così risulta che molti paesi guardano all’asse Cina-Russia come equilibrio stabilizzante per ottenere quel tipo di supporto e di assistenza che necessitano per emanciparsi dalla vecchia subordinazione alla potenza imperiale. Tale processo è destinato a creare nuovi equilibri mondiali se non fosse che sembra inevitabile uno scontro con la vecchia forza dominante che non vuole rinunciare al suo ruolo di dominazione.

La possibilità di una nuova fase di conflitti è resa inevitabile per il fatto che la elite di potere negli USA non sembra si sia affatto rassegnata alla perdita dell’egemonia unilaterale e piuttosto che stia predisponendo un piano per contrastare militarmente la Russia e la Cina mediante una nuova corsa agli armamenti, facendo perno sulla sua forza economica e contando sulla sua rete di basi militari nel mondo, nell’obiettivo di riprendere la sua supremazia tecnologica e militare insidiata dall’insorgere delle nuove potenze.
Non si tratta soltanto una volontà di rivalsa ma è molto di più. Siamo in presenza di una esigenza economica dell’enorme apparato militare industriale USA che si autoalimenta con le guerre ,con il dominio e lo sfruttamento delle risorse degli altri paesi.

Declino potenza USA

Questo status viene acompagnato dalla emersione di una ideologia neocon (sionista ed evangelica) che predica il destino manifesto degli stati Uniti nella guida e supremazia sugli altri popoli in una pretesa missione biblica di “preparare il mondo all’avvento del nuovo messia”. Una visione fanatista di origine messianica che vede l’elite di potere USA  in preda ad una pericolosa forma di psicopatia maniacale, completamente avulsa dalla realtà  di un mondo divenuto complesso e articolato che non accetta più l’imposizione del modello americanoide basato sull’individualismo iper consumista e materialista ma in ogni grande paese ritrova  piuttosto  la propria cultura, le proprie origini e tradizioni che sono incompatibili con l’esportazione del modello occidentale.

I popoli non vivono soltanto di consumismo e di progresso ma anche di spiritualità e questo gli statunitensi faticano a comprenderlo.

4 Commenti

  • Mardunolbo
    23 ottobre 2018

    ” I popoli non vivono soltanto di consumismo e di progresso ma anche di spiritualità e questo gli statunitensi faticano a comprenderlo.” Analisi che condivido pienamente dato che le guerre perse dagli Usa, hanno dimostrato proprio che le hanno perse perchè non si rendono conto che un popolo, ben motivato (Vietnam,Afghanistan, Siria, Yemen ) può resitere per anni fino alla demoralizzazione piena dei soldati Usa !

  • Maurizio
    23 ottobre 2018

    L’America ora verrà posta di fronte al suo karma collettivo, come nazione intendo.
    Gli innumerevoli crimini di cui si è macchiata saranno la causa della distruzione finale di un paese/popolo assolutamente addormentato a livello di coscienza e che dal mio punto di vista è giusto che sia rimosso da questo piano di realtà.

  • Sed Vaste
    23 ottobre 2018

    Lei mardunolbo a parlare cosi dimostra Di essere fuori strada gia pronto per I’ll trattamento TSO ,ma dove vive !! Provi girare e vedra’ solo sentire parlare di denaro di grattacieli di centric megagalattici di case ecc ormai I’ll diavolo ha vinto ha attaccato l’uomo alla materia, Tutti I discorsi Degli uomini dei Lori diritti di vita e di lavoro di spirituality ecc puo farne di tutta sta roba un bel sacco chiuderlo e buttarlo nella m… ,l’unica strada e’ LA violenza come I 300 spartani di Leonida il diritto sta nella Forza legge fondamentale ,Appendere qualche senza prepuzio e’ gia un bel viatico

    • atlas
      24 ottobre 2018

      BUTTATI A MAREEE…se non sai nuotare

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