Il Cambiamento che verrà. “Ci scusiamo per l’inconveniente, ma questa è una rivoluzione”.

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di Luciano Lago

Come si poteva facimente intuire, la questione che viene trattata al centro della scena politica italiana, quella degli aiuti dell’Unione Europea, è in realtà una falsa questione ed un finto assioma utilizzato per occultare l’essenza della questione stessa.
L’Unione Europea è una costruzione burocratica parametrata sugli interessi e sulle regole degli organismi finanziari con cui è collegata e di conseguenza non esiste una “caso Italia” di “aiuti” ma piuttosto si va concretizzando una procedura con la forma di finanziamenti che la UE può prestare all’Italia sulla base delle strette condizioni già previste nel trattato del MES.
In sostanza per la mentalità usuraia predominante nei circoli di Bruxelles non esistono regali a fondo perduto ma solo prestiti che vanno rimborsati alle condizioni stabilite dal creditore. Fra queste condizioni esistono le garanzie sui prestiti erogati che coinvolgono il patrimonio dello Stato.
Questo vizio di sostanza e non di forma implica che il dibattito su eurobond, corona bond, MES e similari sia falsato fin dall’inizio in quanto nessuna delle parti in causa mette in questione un cambio di paradigma. Il sistema del capitalismo finanziario non può essere cambiato dal suo interno e gli strumenti che questo sistema propone per “salvare “l’economia italiana sono strumenti finanziari di debito e non aperture di credito illimitato, quelle che soltanto una banca centrale di Stato, come garante di ultima istanza, potrebbe concedere allo Stato (che procede mediante emissioni e stato-note) per le sue necessità di intervento urgente a sostegno delle imprese e delle famiglie.
Sull’Italia in questo momento grandi fondi finanziari stanno già assaporando la possibilità di fare business e spartirsi la torta delle risorse che il nostro paese dovrà mettere all’asta per garantire i creditori.
Lo Stato Italiano di fatto si trova nella drammatica situazione di essere stato fraudolentemente privato delle sue difese, quelle di cui uno Stato sovrano dispone e che consentono a tale stato di emettere una propria moneta e proprie emissioni a circolazione interna piuttosto che ricorrere alla speculazione internazionale.
Questa è la vera essenza del problema a cui si gira intorno per non essere costretti ad ammettere che l’unica strada percorribile è quella dell’uscita dall’euro, in forma coordinata e pianificata, secondo un vero piano B di cui già altri paesi disponevano prima di questa crisi.
Siamo di fronte ad una grave crisi sanitaria ed economica che deve essere risolta come una priorità. Sebbene il confinamento sia presentato all’opinione pubblica come l’unico mezzo per risolvere la crisi sanitaria, i suoi impatti devastanti sul sistema economico e sociale del paese sono sottovalutati.
Il Cambiamento Globale alle porte


Bisogna avere consapevolezza del quadro generale che si sta verificando a livello internazionale in Europa e in altri paesi del mondo. Si tratta di un evento epocale che in molti equiparano ad un cambiamento radicale o a una rivoluzione. Qualcuno una volta aveva detto: “Ci scusiamo per l’inconveniente, ma questa è una rivoluzione”.
Putroppo il cambiamento radicale non sarà favorevole per i popoli ma servirà agli interessi di una Elite.
La verità indicibile è che il nuovo coronavirus costituisce un pretesto per potenti interessi politici e finanziari corrotti, per un riassetto dell’ordine globale che non sarà una passeggiata.
Questo evento è destinato a condurre buona parte dei paesi coinvolti in una spirale di disoccupazione, di bancarotta e di estrema povertà e disagio sociale. Tale è lo scenario che si andrà a presentare sulla fase successiva alla pandemia: la povertà diffusa con la situazione di milioni di persone che diventeranno dipendenti degli aiuti sociali per la spesa alimentare che lo stato (e gli stati) dovrà corrispondere.

Eurogendfor – Polizia Europea


La gente sarà troppo spaventata per uscire a protestare, visto il clima di psicosi e di paura che i media tendono volutamente a diffondere. Fra gli altri effetti la catena alimentare rischia di spezzarsi per la carenza di produzione agricola e vengono al pettine i nodi della globalizzazione, quella che doveva portare progresso e benessere a tutti e che sta determinando una delle peggiori crisi che si ricordino a memoria d’uomo.
L’ Unione Europea che incentivava l’abbandono delle produzioni agricole nazionali per favorire le importazioni da paesi africani e asiatici e rendeva impossibile anche allevamenti e produzione casearia per effetto della lievitazione dei costi (effetto euro) è responsabile pienamente dell’aggravamento di questa crisi. Chiedere aiuti alla UE sarebbe come chiedere, in caso di incendio, aiuto a coloro che hanno appiccato il fuoco.
In Italia questa crisi fortifica le mafie che dispongono di liquidità e possono fornire aiuti economici alle famiglie disperate ed ottenere in cambio complicità ed arruolamento di “picciotti” a cui garantiranno lavoro e protezione.
Nella realtà dei fatti questa crisi del coronavirus unisce paura e panico per la pandemia e produce un sofisticato processo di manipolazione economica. In pratica la crisi sta producendo un”riassetto globale” nella struttura dell’economia mondiale e innesca una serie di effetti a catena di insolvenza, disoccupazione di massa e povertà.
Tale crisi è iniziata con la chiusura e il confinamento obbligatorio a casa per milioni di lavoratori, presentata questa come unica soluzione che ottiene il consenso generale indipendentemente dalle devastanti conseguenze economiche.


Le linee guida per le misure di contenimento sono state dettate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con le restrizioni ai trasporti, agli spostamenti ed al commercio. Potenti istituzioni finanziarie e gruppi di pressione come la Commissione Europea, Wall Street, Big Pharma, World Economic Found (WEF) e la immancabile “Bill and Melinda Gates Fondation” hanno partecipato alla articolazione delle misure raccomandate dall’OMS relative alla pandemia. Questa chiusura delle economie nazionali è stata effettuata in tutto il mondo a partire da Marzo, colpendo in contemporanea un gran numero di paesi nelle principali regioni del mondo. Un evento senza precedenti nella Storia.
I responsabili politici dei vari paesi, non potendo opporsi alle misure dettate dai grandi organismi sovranazionali, hanno dovuto adeguarsi anche quando, in molti casi, non erano convinti di dover prendere tali drastiche misure.
Le conseguenze della destabilizzazione del sistema economico in paesi come Italia Spagna, Portogallo e altri paesi del sud Europa, avranno l’effetto di una concentrazione di ricchezza nei grandi gruppi, eliminazione dei residui diritti sociali, del lavoro e dell’accesso gratuito ai servizi pubblici, contrazione dei salari e, nel caso italiano, svalutazione del patrimonio immobiliare e cessione dei principali asset produttivi ancora in mano pubblica.
In un sol colpo questa crisi ha prodotto un impoverimento ed un livellamento della popolazione non solo nei paesi del sud Europa ma anche a livello mondiale.
Si può indovinare chi viene in soccorso dei paesi in difficoltà come l’Italia e la Spagna: la BCE, la Commissione Europea, con il famigerato MES e le sue clausole, il FMI e la Banca Mondiale.
Non a caso un autorevole esponente della finanza internazionale aveva dichiarato che l’OMS interviene per proteggere la salute delle persone , l’FMI per proteggere la salute dell’economia dei paesi in difficoltà. Si sapeva che gli strozzini si dichiarano sempre generosi.


L’obiettivo dei super banchieri è quello di prestare i soldi ed aumentare il debito, non ci sono condizioni obbligatorie per spendere i soldi. Tuttavia il denaro prestato aumenterà il saldo del debito e richiederà a media scadenza il rimborso. Paesi come Italia e Spagna vengono presi in una camicia di forza dovuta alle condizioni imposte (tipo MES) su qualsiasi forma di intervento finanziario (MES, Recovery Found, ecc.) che prevede il successivo commissariamento dell’economia. La strategia è quella di accumulare più debito e mettere i paesi sotto facile ricatto, essendo questi sotto controllo dei creditori che alla fine imporranno le loro decisioni. Grecia docet.
Non ci sono mezze misure e il grande capitale finanziario non accetta retromarcia.
Questa è la soluzione neoliberista applicata in Europa e su scala globale. L’Italia, come paese più vulnerabile in Europa, nonostante il suo avanzo primario e il suo alto tasso di risparmio, si trova in posizione di lista di attesa con la complicità della sua classe politica.
I poteri dominanti hanno fretta, vogliono imporre le loro misure in tempi brevissimi per evitare l’insorgere di possibili reazioni popolari che sarebbero imprevedibili (gilet gialli o forconi).

La soluzione è il controllo di massa con tracciamento mediante telefoni, soppressione delle fonti di informazione non conformi, vaccinazioni obbligatorie, limitazione dei movimenti con il pretesto della sicurezza sanitaria. Loro sono già un passo in avanti.

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