"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il 2018 potrebbe essere un anno terrificante per gli Stati Uniti e il loro alleato israeliano.

I nuovi piani segreti anti-Iran degli USA e di Israele difficilmente li faranno andare molto lontano.

Di Abdel Bari Atwan

Mentre la Russia si sforza di spostare la Siria da una fase di guerra e di sanguinosa anarchia a quella della  pace, stabilità e ricostruzione – invitando tutte le parti alla conferenza di Sochi del mese prossimo a concordare una tabella di marcia che includa una nuova costituzione e elezioni presidenziali e parlamentari: gli Stati Uniti e Israele stanno elaborando piani per far detonare la regione e gettarla in nuove guerre con il pretesto di affrontare la minaccia iraniana.

Il Canale 10 di Israele ha rivelato che un accordo segreto è stato raggiunto il 12 dicembre, in seguito ai colloqui tra il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Meir Ben-Shabbat e il suo omologo statunitense HR McMaster, affinché le due parti agiscano coordinandosi fra loro  e  possano escogitare  scenari contro l’Iran su più fronti.

Secondo quanto riferito, si prevedono misure volte a frenare le capacità nucleari e missilistiche dell’Iran, ridurre la sua presenza in Siria e affrontare il suo alleato Hezbollah in Libano. La Casa Bianca in seguito ha confermato  l’esistenza dell’accordo dopo che la notizia di questo è stata riportata dai media.

Si prevedono due importanti sviluppi nella regione nel corso del nuovo anno. In primo luogo, il crollo dello Stato islamico (ISIS) e la sua perdita della maggior parte del suo territorio in Siria e, in secondo luogo, la sconfitta del progetto americano in Siria. Questo era basato sull’uso di gruppi armati di opposizione per rovesciare il regime del presidente Bashar al-Asad, ed è stato sventato dalla risolutezza dell’esercito arabo siriano, dall’intervento della Russia e dal sostegno di alleati come l’Iran e Hezbollah, mettendo la Siria sulla soglia del una nuova fase di riconciliazione nazionale e rinnovamento.

In questo contesto, l’attuale amministrazione americana teme che la sua influenza nella regione stia scemando a favore di Russia e Cina e di potenze regionali come Iran e Turchia. Il regime di occupazione israeliano, da parte sua , è allarmato dalla forza di Hezbollah e dalle sue crescenti capacità militari, e teme le conseguenze del suo emergere trionfante dal conflitto siriano e che questo sia  capace di dedicare attenzione a fronteggiare la minaccia israeliana e aprire nuove fronti di attrito contro di questa  nel sud del Libano e nel sud-ovest della Siria.
Né Channel 10 né la Casa Bianca hanno rivelato i dettagli dei piani e degli scenari che gli Stati Uniti e Israele potrebbero perseguire contro l’Iran e Hezbollah. Tuttavia appare  ovvio che uno di questi scenari è quello di tentare di destabilizzare l’Iran dall’interno con interferenze architettate appositamente o suscitando  proteste e attivando un certo numero di gruppi separatisti armati.

Trump con i monarchi sauditi

Il principe ereditario saudita Muhammad Bin-Salman, uno dei più stretti alleati mediorientali dell’amministrazione Trump, lo ha dichiarato apertamente in un’intervista televisiva alcuni mesi fa.  Bin-Salman aveva avvertito che il suo paese stava per “procedere ad una  guerra all’interno dell’Iran” come misura preventiva – intendendo prima che sia l’Iran a cercare di portare la “guerra” in Arabia Saudita.
È dubbio che qualsiasi schema statunitense e israeliano per rimuovere l’Iran e la sua influenza dalla Siria e dal Libano possa avere  molte possibilità di successo, a meno che non preveda una guerra a tutto campo. Anche allora, sarebbe una scommessa pericolosa che potrebbe avere conseguenze catastrofiche, in particolare per il regime  di occupazione israeliano. Se i missili Patriot degli Stati Uniti non sono  in grado di intercettare la manciata di razzi fatti in casa sparati dagli Houthi dello Yemen contro le città saudite, il sistema di Iron Dome di Israele difficilmente farebbe meglio contro i missili più avanzati e precisi di Hezbollah, specialmente se sparati a centinaia , se non migliaia, contro le città israeliane.

La minaccia affrontata da Israele è stata aggravata. La principale minaccia proviene dall’interno: dallo stimolo di una nuova sollevazione palestinese e dalla prospettiva che si sviluppi in una campagna di resistenza armata. Questo non è improbabile dato il recente lancio di missili dalla Striscia di Gaza negli insediamenti israeliani a nord, e l’emergere all’apertura dell’alleanza di Hamas e della Jihad islamica con l’Iran – con Qasem Soleimani, capo della Brigata Quds della Guardia Rivoluzionaria iraniana, che vanta di essere stato in contatto diretto con i comandanti militari dei due gruppi islamici palestinesi.

Le minacce di Israele e degli Stati Uniti potrebbero essere equivalenti a una guerra psicologica, o potrebbero essere volte a rassicurare i loro spaventati alleati arabi e spingerli a spendere decine di miliardi di dollari in più per le armi americane. In entrambi i casi, l’anno venturo potrebbe rivelarsi spaventoso per gli Stati Uniti e il loro alleato israeliano. Potrebbero tentare la fortuna, ma i risultati non saranno sicuramente di loro gradimento. Per la regione il clima sta cambiando – e velocemente.

Fonte: Raialyoum

Tratto da: Information Clearing House

Traduzione: Luciano Lago

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