I voli iraniani con equipaggiamento militare per la Siria atterrano alla base russa di Hamaimim

Giorni fa si è saputo che la base aerea russa di Hamaimim riceve a intermittenza voli militari iraniani, trasportando equipaggiamento militare, un modo per contrastare le incursioni israeliane in Siria.
Fonti militari russe stanno cominciando a rivelare maggiori dettagli su questa mega base da cui Mosca intende pianificare le sue operazioni in Medio Oriente, nel Mediterraneo e persino in Nord Africa. Una nuova immagine satellitare della base russa di Hamaimim mostra il dispiegamento di sistemi di difesa aerea e di guerra elettronica in questa importante base militare come promemoria per “Israele” di quello che potrebbe essere qualsiasi tentativo di attacco alla struttura.


Scrive Avia.pro: “Nel corso degli anni, la base aerea russa è diventata una vera e propria fortezza inespugnabile in grado di respingere potenti attacchi aerei e missilistici da quasi tutti i nemici. È stato possibile scoprire visivamente il tipo di armi presenti nell’aeroporto militare russo. Nella foto presentata possiamo vedere l’area in cui si trovano i sistemi di difesa aerea russi presso la base aerea di Hamaimim ”.

E il sito ha continuato: “Questi includono i sistemi di difesa aerea S-400 a più lungo raggio del mondo, i sistemi S-300, i sistemi missilistici di difesa aerea Pantsir-S1 e i sistemi di difesa aerea TOR-M2. Inoltre, la base aerea ha vari tipi di sistemi di guerra elettronica in grado di combattere quasi tutti i bersagli a distanze fino a 300 chilometri, indicando che qualsiasi aggressione contro la Russia in Siria sarà immediatamente soppressa. Se il sistema missilistico di difesa aerea Pantsir-S1 non è in grado di intercettare gli obiettivi, verrebbe sostituito dallo stesso TOR-M2. Il rapporto Pantsir / TOR alla base aerea è di 6 a 1. I russi sono interessati a schierare una difesa seria, poiché la minaccia di un attacco alla base è reale.

Sistema S-400 missili antiaerei nella base russa in Siria


“Il nemico comune” è quindi uno dei fattori che rafforzano le relazioni bilaterali tra Iran e Russia. Oggi, le potenze occidentali minacciano l’Iran e la Russia e hanno diversi piani contro di loro. Ma Iran e Russia sono a un punto di svolta e costituiscono una forza in grado di contrastare queste minacce. In questa prospettiva, l’Iran vede il progresso e la stabilità della Russia come qualcosa di positivo per contenere il nemico comune, proprio come fa la Russia, che considera l’Iran una risorsa preziosa per il contenimento del nemico comune. Di conseguenza, l’ascesa del potere russo-iraniano preoccupa doppiamente gli Stati Uniti, poiché sono interconnessi e intersecati. Oltre alla Siria, c’è l’esempio del Nagorno-Karabakh dove la sinergia russo-iraniana ha sventato i piani occidentali, osserva il politologo Sadallah Zarei.
“Le relazioni Iran-Russia possono acquisire dimensioni molto importanti, con i due Stati che possono espandere la loro area di cooperazione tra i confini settentrionali dell’Iran e i confini settentrionali della Russia dove ci sono 15 paesi, alcuni dei quali occupano un posto chiave per la sicurezza russa.

Nuova base russa in Siria

Lo stesso è il caso dell’Iran e in questi tempi di crisi e di guerra ibrida, è imperativo che gli interessi uniscano gli Stati. In termini energetici, ad esempio, Iran e Russia possono avere una seria cooperazione adatta ad influenzare il mercato. Lo stesso vale per il transito di merci o lo sfruttamento delle ricchezze del Mar Caspio, che offre un importante canale di transito economico, commerciale, energetico e di sicurezza per l’Iran e la Russia costiera. Pertanto una forma di associazione in cui tutti ne guadagnano permette che Iran e Russia possono controllare molte evenienze che potenzialmente potrebbero creare problemi per entrambi i paesi e questo li obbliga a mantenere un regime comune di sicurezza, economico e politico”, prosegue il politologo.

Fonte: Press TV

Traduzione: Luciano Lago

22 Commenti
  • Manente
    Inserito alle 00:13h, 16 Febbraio Rispondi

    Ottima mossa, se usa-israello dovessero attaccare l’Iran, sarà la volta buona che riceveranno una lezione che ricorderanno a lungo, con ottime ricadute anche per l’Italia che si potrebbe finalmente liberare di una occupazione militare che dura da oltre settanta anni.

    • atlas
      Inserito alle 00:29h, 16 Febbraio Rispondi

      e le Due Sicilie da una italiana che dura da 160 anni

      • Manente
        Inserito alle 13:32h, 16 Febbraio Rispondi

        Il passo successivo sarà quello di cacciare dal Regno delle due Sicilie i musulmani ed i traditori loro complici che tramano per la “islamizzazione”, non solo dei popoli del sud,.ma dell’intera Europa, in nome e per conto delle lobby sioniste che notoriamente finanziano il traffico di clandestini ed il terrorismo di matrice islamica. Non permetteremo che i musulmani cacciati dal Regno del Sud dai Normanni, dagli Svevi, Angioini, Aragonesi, da Carlo V e don Giovanni d’Austria nella battaglia di Lepanto ed infine dai Borbone, possano reimpiantarsi nel Regno di Napoli per fare un “piacere” (sic…) ai servi di Soros.!!!

        • atlas
          Inserito alle 18:41h, 16 Febbraio Rispondi

          prima di fare tutto questo mettiti a studiare, come ho fatto io: eviterai di aprire bocca inutilmente. Capirai, se ci riuscirai, infatti che quelli che descrivi tu non sono musulmani ma fratellanza massone democratica salafita e wahhabiti. Scritto questo vai a baciare i piedi della fallace pure ora che è morta, a un essere di destra come te c’è solo da dirgli questo. Di ovunque tu sia.

          • Manente
            Inserito alle 00:11h, 17 Febbraio

            A parte la tua abituale volgarità che dimostra un livello culturale infimo, visto l’italiano in cui ti esprimi devi avere studiato sulla torah o sul manuale del perfetto troll. In ogni caso dovresti sapere che sono mille anni che arabi, saraceni, turchi e musulmani di tutte le risme rompono i coglioni al Regno del Sud che nei secoli ha dovuto guarnire le sue coste di torri, bastioni e fortezze per difendere le sue popolazioni dalle scorrerie musulmane, a prezzo di migliaia di morti e di indicibili sofferenze e non sarà certo un “rinnegato” come te a cancellare una Storia che gli uomini del sud hanno ben impressa nella memoria collettiva. A proposito dei tuoi sproloqui, dalle mie parti si dice che “parlare è un artilegio” e tu parli troppo ed a sproposito per essere un vero “duosiciliano”.. Quanto al mio livello culturale, il mio orientamento politico ed ai piedi che, a tuo dire, dovrei baciare, non ti sforzare troppo, non spetta a te giudicare per il semplice fatto che non ne hai i titoli e le capacità. Quando non hai nulla di sensato da scrivere, evita di infastidire il prossimo con commenti che altro non fanno che trascinare il confronto ad un livello più che miserevole.

          • atlas
            Inserito alle 00:59h, 17 Febbraio

            sì sì

            2/3 del tuo ‘commento’ a delegittimare l’interlocutore, tipico massone, il resto a scrivere di ‘crociate’

            è inutile che fai il finanziere, tu con Mussolini non hai proprio nulla a che fare

            preferisco mille volte un sinistro che mi scrive la verità a un viscido come te. Tu l’autoritarismo lo vuoi liberale; e per questo ti aggrappi alla religione cristiana formando il circo, da Blondet. Pensa per te che ne avete già tanti di problemi nella vostra chiesa … i musulmani a quelli come te non li vogliono nemmeno per schiavi

          • atlas
            Inserito alle 01:21h, 17 Febbraio

            ci sarebbe da scrivere di ciò che portarono gli Arabi … e del danno che fecero invece dopo i barbari normanni

            del Duca Sergio che a Napoli intratteneva rapporti commerciali coi Saraceni nella Pace più assoluta; e del papa di allora che ne temeva il condizionamento politico e che quindi pretese la testa del Sergio a Roma dopo averlo scomunicato …

            ma cosa vuoi scrivere a un barone del genere, solo d’incontrarmi. E non ti presentare mai a mani vuote: mettiti a girare finchè non trovi sfogliatelle Napoletane e cannoli Siciliani senza strutto, il porco te lo mangi te da cattivo cristiano. Ti indico io la pasticceria giusta a Napoli, tua moglie, tua figlia e tua sorella non le voglio, sarebbero brutte come la fame e la sete. E il covid

          • Kaius
            Inserito alle 13:19h, 18 Febbraio

            Io non voglio mettermi in mezzo nelle litigate degli altri ma cosa c entra il liberalismo col Cristianesimo e perché Cristo dovrebbe spezzare la Croce suo simbolo?

  • giorgio
    Inserito alle 10:17h, 16 Febbraio Rispondi

    Caro Atlas …… comprendo ciò che sta dietro al concetto storico di Due Sicilie e lo approvo.
    Riporto qua sotto una breve cronistoria di come la Sardegna per non cadere dalla padella (Savoia) alla brace (francese) sia stata di fatto oggetto di scambio e annessione violenta da parte dei colonialisti piemontesi grazie anche ai collaborazionisti locali.

    Il Regno di Sardegna – dopo la Guerra di successione spagnola – in forza del trattato di Londra del 1718 e del trattato dell’Aia del 1720 passò, in tale ultimo anno, a Vittorio Amedeo II di Savoia …… I duchi di Savoia avevano perseguito con costanza e tenacia attraverso i secoli l’ottenimento del titolo regio. L’obiettivo fu raggiunto da Vittorio Amedeo II partecipando vittoriosamente alla guerra di successione spagnola: nel 1714, in virtù del Trattato di Utrecht, il duca ottenne la corona del Regno di Sicilia e fu incoronato re a Palermo l’8 agosto 1720.

    In conseguenza di ciò nello stesso anno Vittorio Amedeo II – secondo quanto stabilito dal trattato di Londra del 1718 – lasciò il trono del Regno di Sicilia in cambio di quello del Regno di Sardegna.

    Tra il 1792 e il 1793 la Francia rivoluzionaria, intenzionata a contrastare l’Inghilterra nel Mediterraneo occidentale, provò ad attaccare la Sardegna, nel tentativo di occuparla militarmente e di sollevare una ribellione generalizzata contro i piemontesi. A tale scopo, da tempo, infiltrati rivoluzionari e simpatizzanti locali diffondevano notizie, idee e scritti politici nelle città e nelle campagne. Al momento dell’attacco decisivo, benché il governo piemontese fosse stato colto di sorpresa e non predisponesse alcuna misura difensiva, gli aristocratici e il clero sardi, timorosi delle conseguenze politiche di una vittoria francese in Sardegna, finanziarono e organizzarono la resistenza, arruolando in poco tempo una milizia.

    Fu questo esercito popolare a respingere il tentativo francese di sbarcare sul lido di Quartu Sant’Elena, nel febbraio 1793. Contemporaneamente, a nord, veniva fermato il tentativo di occupazione all’isola della Maddalena (tentativo al cui comando c’era un giovanissimo ufficiale corso di nome Napoleone Bonaparte). Il successo della mobilitazione dei sardi da parte degli stamenti (i bracci del parlamento, riunitisi d’urgenza per affrontare la crisi, nell’inerzia del governo piemontese), benché sembrasse frustrare l’opera di propaganda rivoluzionaria dei mesi precedenti, fece emergere la questione dell’inadeguatezza e della mediocrità del personale di governo forestiero.

    I rappresentanti della nobiltà, del clero e delle città inviarono dunque al re Vittorio Amedeo III una petizione con cinque richieste: 1) convocazione delle Corti Generali (ossia appunto del parlamento, che le autorità piemontesi non avevano mai convocato); 2) conferma di tutte le leggi, consuetudini e privilegi, anche di quelli caduti in disuso; 3) assegnazione al nativi dell’isola di tutti gli impieghi e le cariche; 4) creazione di un Consiglio di Stato da consultare su tutte le questioni relative al regno; 5) un ministero distinto per gli affari della Sardegna. Non erano richieste rivoluzionarie, tuttavia il re non le accolse, contestandole in parte.

    Il malcontento accumulato fino a quel momento esplose dunque con un moto di ribellione fra notabili e popolo cagliaritano che, il 28 aprile 1794, catturarono ed espulsero da Cagliari il Viceré e tutti i funzionari piemontesi; la giornata è oggi commemorata e chiamata Sa die de sa Sardigna e festa del popolo sardo. La situazione venne presa in mano dagli stamenti e dalla Reale Udienza, la suprema corte del regno. Si confrontavano il partito dei “novatori” e quello dei “moderati”. I primi, per lo più esponenti della borghesia, intendevano approfittare del momento per ottenere riforme decisive di tipo economico, politico e sociale; i secondi desideravano semplicemente l’accettazione delle cinque richieste e per il resto il sostanziale mantenimento dello status quo. La situazione intanto tendeva a sfuggire al controllo. A Cagliari vennero linciati due esponenti dell’aristocrazia.

    A Sassari la nobiltà e l’alto clero si schierarono contro gli stamenti e invocarono la protezione del re, allo scopo di ottenere un’emancipazione con l’autonomia dal governo di Cagliari e ulteriori privilegi. Nelle campagne, le popolazioni, incitate da agitatori e dal basso clero, si ribellavano, attaccavano le sedi governative, gli istituti di credito agrario, le residenze di aristocratici e di alti prelati, rifiutando di versare le imposte e le decime.
    La situazione era diventata così grave che a Cagliari si decise di inviare nel settentrione dell’Isola uno dei personaggi più in vista della politica sarda del periodo, il nobile e magistrato della Reale Udienza Giovanni Maria Angioy. Questi, investito della carica di alter nos, ossia facente funzioni viceregie, attraversò la Sardegna e giunse a Sassari accolto da un bagno di folla come liberatore.

    Angioy cercò per tre mesi di riconciliare feudatari e vassalli attraverso atti legali, ma quando s’avvide del diminuito interesse e sostegno governativo e cagliaritano, lavorò ad un piano eversivo con emissari francesi, con l’intenzione di rovesciare il governo, abolire gli istituti feudali e proclamare la repubblica.
    Il tentativo rivoluzionario coalizzò le forze moderate e reazionarie, mettendo contro l’Angioy nobiltà, clero e buona parte della borghesia cittadina e rurale, che aveva timore di perdere, insieme agli istituti feudali, privilegi e vantaggi acquisiti. A questo punto dal Viceré gli vennero revocati i poteri di alter nos, e Angioy dovette arrestare la sua marcia a Oristano l’8 giugno, in quanto venne abbandonato dai suoi sostenitori dopo che il Re ebbe accettato lo stesso giorno le citate cinque richieste degli Stamenti Sardi. Angioy dovette abbandonare la Sardegna e si rifugiò a Parigi. Qui morì esule e in povertà nel 1808.
    Sull’isola l’ordine veniva ripristinato con le armi. Furono assediati e presi d’assalto i villaggi che resistevano e furono condannati a morte tutti i capi e i maggiori esponenti del moto rivoluzionario che si riuscì a catturare.

    E cosi fu completata la schiavizzazione da parte dei Savoia ……
    Da appassionato di storia cerco di approfondire la mia conoscenza delle vicende che ci hanno portato alla attuale situazione, compresa la nascita e la storia del regno delle Due Sicilie, sulla quale leggo ogni tanto interessanti stralci, su fatti storici che non conoscevo, che riporti nei tuoi commenti.

    Saluti

    • atlas
      Inserito alle 11:13h, 16 Febbraio Rispondi

      saluti e bona fortuna. Io devo pensare a me

      • giorgio
        Inserito alle 11:56h, 16 Febbraio Rispondi

        D’accordo Atlas, è sacrosanto che ognuno si occupi principalmente della liberazione del proprio paese, ma siamo accomunati dal comune nemico ……. la liberal democrazia mercantile globalista, l’imperialismo anglo sionista e i tanti complici interni loro servi …….

        • atlas
          Inserito alle 12:27h, 16 Febbraio Rispondi

          DIO maledica i democratici. Tutti e di tutte le forme. Gesù farà a pezzi la democrazia così come spezzerà la croce

          la Luce della Verità oscurerà la menzogna nelle tenebre della merda in cui è sempre stata

          UN GIORNO

          possa quel giorno per i giudei non arrivare mai

          • atlas
            Inserito alle 12:34h, 16 Febbraio

            beati gli Arabi che sono Nazionalisti sino a dentro le ossa (porci salafiti/wahhabiti giudeizzati a parte)

            quì dopo Mussolini c’è solo la merda

  • Michele
    Inserito alle 11:01h, 16 Febbraio Rispondi

    Mi sembra che in nagorno Karabakh la sinergia fosse tra Russia e Turchia…..infatti hanno ridisegnato i confini precedenti….a discapito dell Armenia….e la Russia lo ha permesso.

    • silvia
      Inserito alle 07:03h, 17 Febbraio Rispondi

      Il Karabach ha perso un po’ di territorio, ma non tutto e, almeno, i suoi abitanti cristiani sono potuti sfuggire alle milizie islamiche e salvare la pelle, grazie all’intervento russo (Il presidente dell’Armenia sperava in un aiuto dell’Occidente)

  • Rena
    Inserito alle 18:29h, 16 Febbraio Rispondi

    Acqua passata non macina
    Più…( 2 siculi,….)

    • atlas
      Inserito alle 18:46h, 16 Febbraio Rispondi

      ti assicuro che la rivitalizzazione civile e il sentimento Nazionale Duo Siciliano è in avanzata. Più che mai. E non credo che si fermerà più. Questo va di pari passo con la discesa dell’italia nei meandri democratici più biechi

      • giorgio
        Inserito alle 19:28h, 16 Febbraio Rispondi

        Spero che il risveglio di un sentimento nazionalista nelle Due Sicilie potrà essere contagioso anche altrove ….. ne abbiamo un disperato bisogno ……

        • atlas
          Inserito alle 00:04h, 17 Febbraio Rispondi

          certo, ma voi purtroppo siete condannati all’italia. Non credo si faranno mai le Nazioni di Sardegna o della serenissima di Venezia; nonostante siano in molti di loro a volerlo, non lo ritengo fattibile, praticamente impossibile, primo fra tutti un’eventuale consequenzialismo storico, da noi la Casa Reale dei Borbone c’è ed è ancora viva e vegeta mentre chiunque altro non può accampare alcunchè. Potrete fare solo Regioni/Stato. Anche perchè neutri non si può stare e, almeno di un miracolo, senza la Russia nemmeno noi faremo niente, almeno nell’ottica delle cose che ho io

          difficilissimo anche per noi ma non impossibile, per le Due Sicilie è un pò diverso. Cmq abbiamo il dovere di tentare

          purtroppo tutto è anche rallentato da questo covid di merda, se no saremmo stati già a Ginevra per gli Atti formali. E’ la stessa strada che stanno perseguendo i veneti e vi è qualcuno fra noi che li segue e vuole una convergenza che invece non mi trova affatto d’accordo, io sono molto più radicale e razzialista, si deve pensare solo a noi, che già siamo molto frammentati, però i movimenti sono tanti e credo che al momento giusto si troverà l’unione d’intenti. I Comitati Popolari Due Sicilie già ci sono, a mio avviso si devono incrementare molto di più penetrando nei Comuni Duo Siciliani come Istituzione, magari in ogni Assessorato alla Cultura. Da quì si potrebbe chiedere di esporre la nostra Bandiera accanto alle altre. Iniziare ogni lavoro del Consiglio Comunale con l’Inno Nazionale delle Due Sicilie e altro … l’Esercito, anche se per ora solo in ambito culturale/storico C’E’

          (io sono stato inserito fra gli attivi del Comitato propositivo del Movimento di Liberazione Nazionale Due Sicilie, ho Carta d’Identità e Nazionalità Napolitana essendo iscritto da anni al Parlamento Due Sicilie. Il Documento che ho io è praticamente anche una forma di primo Passaporto, non lo danno a tutti. Per ora)

  • Manente
    Inserito alle 23:08h, 17 Febbraio Rispondi

    @Atlas – Sono purtroppo costretto a rispondere qui alle ultime carognate che hai scritto in quanto sopra non mi permette di replicare –
    Al tuo miserabile tentativo di tirare in ballo le donne della mia famiglia, minacciando subdolamente le marocchinate che i “goumier” della tua razza fecero nel “44 alle donne della Ciociaria, rispondo che, purtroppo per te, il sottoscritto proviene da una terra in cui i goumier che tentarono di violentare le donne del luogo, vennero poi trovati nelle campagne circostanti uccisi a roncolate e con i genitali in bocca, sbudellati, evirati e dati in pasto ai maiali. Invece di usare le tua sudicia lingua per offendere donne che non c’entrano, occupati delle corna che hai in testa e che devono essere talmente ramificate da averti risucchiato quel poco di cervello che avevi. Ti ho già detto in altra occasione che, se ti sei “stancato” io non ti posso aiutare perché sono contrario al “suicidio assistito” e ti ho anche suggerito di rivolgerti a Cappato che ti porterà in Svizzera e farà tutto lui, vedo che non vuoi sentire. Non mi interessa quello che scrivi, ma stai alla larga da me ed evita i tuoi insulsi commenti ai miei post lasciando in pace la buonanima di Mussolini che, a gente come te che pretende di imporre la “Sharia” in Italia trollando sul blog, come minimo gli avrebbe fatto raddrizzare la schiena a suon di legnate.

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