"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I sovranisti e la sfida sinistra della globalizzazione

Il successo in tutta Europa, dall’Ungheria alla Francia, dall’Austria alla Polonia, dei movimenti sovranisti segna un colpo durissimo nei confronti dell’ideologia della fine capitalistica della Storia, delle ambizioni globaliste delle finanza internazionale, delle velleità egemoniche del grande capitale transnazionale e della cultura politica della sinistra mondialista e cosmopolita.

Un successo che trae origine e si alimenta appunto dal divorzio intervenuto, già dalla fine dgli anni sessanta del XX Secolo, tra sinistra e classi popolari. Un successo che segna l’emergere del malcontento  di quei ceti sociali sradicati dai processi di globalizzazione e, secondo la vulgata mediatica dominante, spinti da pulsioni razziste, scioviniste e omofobe che avrebebro votato per i movimenti sovranisti in spregio alle “pussy generation” di New York, di Parigi o di Berlino che la stessa Hillary Clinton ed il ceto progressista ebbe a definire, sprezzantemente, “deplorables”, deplorevoli.

La sfida dei tempi presenti e futuri, lo schieramento sovranista contro le elites finanziarie e globaliste che controllano l’economia globale e condizionano la vita politica degli Stati, sono descritte nell’opera di Paolo Borgognone “Deplorevoli” che verrà presentata a Modena, presso il Circolo La Tera dei Padri” (via N. Biondo, 297).

Conferenza con Paolo Borgognone per il giorno 30 Settembre, ore 17,30, a seguire aperitivo e cena comunitaria.

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  1. Eugenio Orso 1 mese fa

    Il problema dei sovranisti, vicini al tanto deplorato “populismo”, è che non si può andare in guerra – contro le élite finanziarie e i loro servi – con le mappe fornite dal nemico e, come se non bastasse, rispettando a capo chino le sue regole democratiche, pensate per fottere i popoli.
    Altre forme di lotta dovranno essere applicate, senza riguardo alcuno per il politicamnte corretto e il pacifismo, che sono tabù imposti dal sistema di potere elitista, democratico e occidentale.
    Fin tanto che non si capirà ciò che precede, le sfide sovraniste, e/o populiste, al sistema di potere elitista e globalista saranno pateticamente inutili …

    Cari saluti

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    1. Salvatore Penzone 1 mese fa

      La partita del sovranismo si gioca sul piano del confronto internazionale tra le élite mondialiste e le nazioni che stanno promovendo il multipolarismo. La diretta discesa in campo di Cina e Russia offrono il necessario sostegno alle nazioni che hanno scelto di difendere la loro sovranità. Siria, Venezuela ma anche Corea del Nord sono la prova lampante dell’efficacia dell’ombrello ad esse offerto. Egitto e Libia ricorrono allo stesso ombrello e la stessa Turchia membro della NATO lo utilizza per parare i colpi dell’imperialismo americano che mostra di non aver riguardo neanche per gli alleati. Un tentativo in questo senso, ma ancora prematuro, fu fatto da Tsipras.
      Dopo il referendum tenuto in Grecia, Hollande ricevette da Putin una telefonata che comunicava la volontà di Tsipras di chiedere il sostegno della Russia nell’abbandonare l’euro coinvolgendola nella stampa di dracme. Allora la telefonata voleva porre l’accento sulla volontà russa di non interferire nelle faccende europee per non complicare ulteriormente la questione Ucraina. Con il senno di poi, forse quella posizione pur sembrando un un errore di strategia non aveva alternative. Abbandonando a malincuore la Grecia, Putin lasciava sole quelle popolazioni europee che volevano alasciare l’Unione auspicando che la ferma adesione della Russia al Diritto Internazionale avrebbe spinto i “partner” americani e europei ad abbandonare i propositi di ingerenza nella questione ucraina. Se avesse agito diversamente avrebbe sicuramente rafforzato l’opinione pubblica che voleva l’uscita dalla UE, ma con esiti molto dubbi. Sarebbe stato difficile arrivare ad una risposta unanime della volontà popolare che mettesse l’élite europea e statunitense difronte al fatto compiuto. Putin avrebbe potuto trovare nella nuova Europa che si fosse andata a costruire quell’alleato che va tanto cercando. Ora invece quella volontà viene criminalizzata e viene manipolato apertamente l’orientamento dei popoli europei perché siano spinti a darsi la zappa sui piedi costruendosi l’immagine di una Russia nemica da sconfiggere con una guerra che tutti dovremmo sostenere ma che nessuno vuole. Forse non poteva andare diversamente. La Russia doveva ancora rafforzare le alleanze e soprattutto indebolire il dollaro come sta facendo, Ora invece i tempi sono maturi ne testimonia la scelta di Maduro di abbandonare la valuta statunitense. Inoltre, perché il nuovo mondo multipolare che si va costruendo sia legittimato dalla garanzia del Diritto Internazionale. E’ questa la forza di Putin, anche se dal punto di vista dei signori della guerra è, invece, la sua debolezza.

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      1. Salvatore Penzone 1 mese fa

        Inoltre, perché il nuovo mondo multipolare che si va costruendo sia legittimato, è necessario per la nuova impalcatura non derogare dal Diritto Internazionale.

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        1. Salvatore Penzone 1 mese fa

          Scusate, non è un secondo commento ma un errata corrige al primo.

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  2. MauriZIO 1 mese fa

    perfettamente in sintonia con Eugenio Orso

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  3. Mario Rossi 1 mese fa

    Esattamente come scrive Eugenio Orso.
    Non si può andare alla guerra contro il grande capitale apolide e disumano con le armi (inceppate) che esso stesso fornisce.

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    1. animaligebbia 1 mese fa

      Grazie a Dio sono deplorevole e molto contento di esserlo.

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