I russi del Donbass eleggono i loro leaders, nonostante le critiche dell’Occidente

La scorsa Domenica, nelle autoproclamate “Repubbliche del Popolo” di Donetsk e Lugansk (Ucraina orientale) si sono svolte le elezioni per scegliere membri del parlamento e nuovi leader , si tratta delle prime elezioni libere che si svolgono nelle repubbliche che sono controllate dalle forze filo-russe dopo l’avvenuta rottura con l’Ucraina nel 2014.

I risultati pubblicati lunedì mattina hanno mostrato il leader usciti vittoriosi nella regione di Donetsk, questi sono stati Denis Pushilin e Leonid Pasechnik, mentre il leader della rep. di Lugansk, sono risultati eletti rispettivamente con il 61 e il 68% dei voti, dopo il completamento quasi totale del conteggio dei voti.
Tuttavia il voto viene considerato illegale e non riconosciuto dalla Commissione Europea, come dichiarato dalla alta rappresentante per le questioni Esterne e della Politica di Sicurezza della UE, Maja Kocijancic, in una conferenza stampa del Mercoledì.

Donetsk e Lugansk, che sono note ufficialmente come capitali del Donbass, sono province dell’est Ucraina abitate da popolazione russa, che hanno rifiutato di riconoscere il governo di Kiev, installatosi con un golpe appoggiato da USA e UE e che sono state assediate nel conflitto tra le forze militari ucraine sostenute dall’Occidente e quelle filo-russe .

Dal canto loro gli esponenti delle due Repubbliche secessioniste hanno dichiarato:
“Oggi abbiamo dimostrato al mondo che non possiamo solo combattere, non solo vincere sul campo di battaglia ma anche costruire uno stato basato su reali principi democratici”, ha detto Pushilin ai sostenitori accorsi durante una riunione pubblica.
Funzionari e osservatori delle elezioni hanno riportato un’alta affluenza nonostante le richieste di Kiev e dei suoi sostenitori occidentali di effettuare il boicottaggio delle elezioni.

Oltre l’80 percento degli elettori eleggibili ha votato a Donetsk, mentre l’affluenza alle urne era pari al 77 per cento nella regione di Lugansk alla chiusura dei sondaggi, una chiara manifestazione della volontà della popolazione di appoggiare le autorità delle due repubbliche.

Gli sforzi internazionali per riportare la pace e la stabilità nella regione sono ampiamente falliti, favorendo la divisione tra le due parti. Finora, oltre 10.000 persone sono morte nel conflitto armato dal 2014, secondo le stime (per difetto) riportate dalle Nazioni Unite. Il governo di Kiev ha sempre nascosto le sue perdite nel conflitto.

Donbass elezioni

Le elezioni sono arrivate dopo l’uccisione del leader di Donetsk Alexander Zakharchenko in un attentato ad agosto.
Sebbene Kiev e i suoi partner occidentali non riconoscano il diritto dei 3,7 milioni di residenti della regione del Donbass di tenere elezioni, il processo è stato monitorato da osservatori di 22 paesi, secondo gli organizzatori.

Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno definito le elezioni “illegali e illegittime”.”Queste cosiddette elezioni minano l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina”, hanno detto i due in una dichiarazione congiunta di domenica.

I sostenitori occidentali di Kiev ritengono che le elezioni avrebbero incrementato l’influenza della Russia nella regione, regione peraltro abitata da popolazione russa. “Non è possibile accettare il separatismo di queste province dall’Ucraina”, hanno ribadito i rappresentanti della UE.

Mosca e le autorità locali del Donbass, tuttavia, respingono la obiezioni occidentali, affermando che il popolo nell’Ucraina orientale (Donbass) ha il diritto di decidere autonomamente.

Donbass seggio elettorale

“Le persone hanno semplicemente bisogno di vivere normalmente, andare avanti con le loro vite e assicurare l’ordine nella regione che si trova sotto il blocco e le minacce permanenti all’uso della forza da parte delle autorità ucraine”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, difendendo le elezioni.

La Zakharova ha aggiunto che è stato necessario colmare il vuoto creato dall’assassinio di Zakharchenko.

Nota: Il precedente del Kosovo dimostra il doppio standard dell’Occidente

Si nota come l’atteggiamento occidentale è stato ben diverso nel caso della secessione del Kosovo dalla Serbia, a seguito della guerra nella ex Yugoslavia.
In quel caso la scelta di tenere un referendum per l’indipendenza fra la popolazione di etnia albanese, maggioritaria nel Kosovo, era stata appoggiata e sostenuta dai paesi occidentali, sulla base del principio autodeterminazione dei popoli, nonostante l’opposizione della Serbia che reclamava l’appartenenza storica di quella regione al proprio territorio, testimoniata anche dalla presenza degli antichi monasteri cristiani ortodossi in tutta la regione.
La NATO, con il suo intervento militare, garantì la creazione di questa nuova enclave secessionista in Europa dove poi gli USA hanno costituito una delle loro maggiori basi militari in Europa.

Lo stesso principio di autodeterminazione non può essere applicato, secondo le potenze occidentali, nel Donbass ed in Crimea, dove con un referendum la popolazione si è pronunciata con una schiacciante maggioranza per l’autonomia o, nel caso della Crimea, il ritorno alla madrepatria russa.

Gli osservatori indipendenti stigmatizzano come il doppio standard adottato dall’Occidente nel caso del Donbass e della Crimea sia in evidente contraddizione con il principio di autodeterminazione che era stato invocato per il Kosovo dalle stesse autorità europee e favorisca la situazione di uno stato di conflitto permanente nella regione.

Fonti:   Press Tv   Kommersant

Traduzione e nota: Luciano Lago

3 Commenti

  • contadino
    12 Novembre 2018

    E bravi il massone Macron, e frau Merkel! Per il kossovo, tutto va bene, anche steccolare mezza Serbia bombardando canagliescamente Belgrado (grazie anche a D’Alema) e per “sbaglio” anche l’ambasciata cinese, perchè c’era da far posto alla Nota Agenzia Terroristica Occidentale vedi NATO(morte), e di fatto spalancando l’ultima porta all’INVASIONE musulmana in Europa, riducendo la Jugoslavia a polpette, e creando uno “stato” mafioso riconosciuto solo dal Pentagono dove una delle maggiori voci di entrata economica, è il commercio di Organi Umani. Bei risultati vero ipocriti ed autolesionisti come tutti i “governanti” europei massone Macron e frau Merkel? Basta portare borracce a Sion ed al Pentagono che ci ricompensano IMPONENDOCI vigliacche sanzioni contro la Russia perchè ha “aggredito” L’Ucraina! L’Italia per questo vi ha gia rimesso oltre dieci miliardi di Euro. Sarebbe ora di cominciare ad applicare sanzioni contro la criminale finanza in mano a due note “democrazie”, che criminalmente esportano “democrazia” con Bombe Bombe Bombe. Vedi anche aggi a Gazauswytz.

  • atlas
    13 Novembre 2018

    attenzione nell’interagire con questa persona

    https://www.facebook.com/mauro.voerzio?ref=br_rs

    servizi di sicurezza, politicanti pd, operazioni militari, guerriglia urbana … Giulietto Chiesa ne sa di più

  • amadeus
    13 Novembre 2018

    Ora che la Russia é forte, farebbe bene a liberarsi di tutta la spazzatura che la circonda, se gli si da tempo di rinforzarsi la cosa avrebbe un costo maggiore, conviene ?!

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