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I principali paesi dell’Asia si schierano a difesa contro le sanzioni USA

La Russia e la Cina discuteranno circa l’opposizione alla politica di sanzioni degli Stati Uniti durante il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCX), ha riferito una fonte della delegazione russa.

Secondo il quotidiano russo Izvestia, un membro della delegazione russa ha affermato che durante l’evento, che si terrà a Dushanbe (Tagikistan) l’11 e 12 ottobre, sarà discussa l’intera situazione geopolitica e l’economia globale. Tra gli altri argomenti, il primo ministro russo Dmitry Medvedev e il suo omologo cinese Li Keqiang discuteranno certamente delle azioni degli Stati Uniti in relazione ad altri paesi e di come l’interazione fra i membri OCX dovrebbe essere costruita in queste condizioni, ha detto il delegato.

Sebbene Zhang Jun, l’assistente del ministro degli esteri della Cina, non menzionasse esplicitamente gli Stati Uniti, gli Stati Uniti erano chiaramente citati nelle sue dichiarazioni. Zhang ha detto che all’incontro di Dushanbe i rappresentanti discuteranno l’espansione delle aree di cooperazione e “risponderanno attivamente al militarismo, al comportamento aggressivo e ad altre azioni” (sottinteso gli USA).

Il 20 settembre, Washington ha annunciato l’introduzione di sanzioni secondarie contro la Cina per l’acquisto di sistemi degli aerei da guerra Su-35 e dei sistemi di difesa aerea S-400 dalla Russia. Pechino ha risposto che le sanzioni statunitensi erano da considerare illegali e ha promesso di continuare la cooperazione tecnico-militare con Mosca.

Un alto funzionario del governo ha detto che le misure, che hanno colpito anche il capo del dipartimento di sviluppo attrezzature, Li Shangfu, miravano a “imporre costi alla Russia in risposta alle sue cattive attività”. Il funzionario ha sottolineato che le sanzioni non sono state progettate per indebolire la capacità di difesa di un determinato paese.

Probabilmente anche le sanzioni statunitensi non hanno spaventato l’India, un altro membro OCX. All’inizio di ottobre, Nuova Delhi e Mosca hanno firmato un accordo per fornire cinque blocchi di sistemi S-400 russi alle forze armate indiane. Anche l’India è stata minacciata dall’Amministrazione Trump per essersi rivolta alla Russia per le forniture militari ma la reazione del governo indiano è stata di assoluto disprezzo per la mossa di Washington.
Ad ulteriore conferma, il premier indiano Modi ha stipulato un accordo con l’Iran, paese oggetto di sanzioni dagli USA, per aumentare l’acquisto di petrolio da Teheran.

Mapa della OCS di Shangai

Il prossimo acquirente del sistema di difesa aerea russo dovrebbe essere la Turchia, un paese che ha lo status di partner della OCX ma che nonostante questo fa ancora parte della NATO.
Lo stesso premier Erdogan ha dichiarato che la Turchia acquisterà i sistemi di difesa aerea dalla Russia e che continuerà ad acquistare il gas ed il petrolio dall’Iran, nonostante le sanzioni decretate da Washington. “Gli Stati Uniti non sono tutto il mondo e non esiste una risoluzione dell’ONU a riguardo”. “Non vedo perchè dovremmo interrompere i rapporti di collaborazione con l’Iran che è un paese a noi vicino con cui abbiamo sempre sviluppato una cooperazione economica vantaggiosa per entrambi i paesi”, ha risposto Erdogan a chi gli domandava come si sarebbe regolato per le sanzioni decise da Washington.

Nota: Non sembra quindi che la strategia di Washington venga accettata dai grandi paesi emergenti dell’Eurasia che si riuniranno l’11 e 12 Ottobre per rafforzare i loro vincoli di cooperazione economica. Washington non potrà non tenere conto che, i più importanti paesi dell’Asia, dalla Cina all’India ed alla Russia, rifiutano la politica aggressiva ed egemonica che il presidente Trump ha inaugurato e si dichiarano disposti a fare blocco contro tale politica.

Gli analisti sottolineano che, dal nuovo vertice asiatico, si apriranno degli scenari nuovi e non è escluso che si delinei la costituzione di un blocco euroasiatico che darà il colpo di grazia alle pretese egemoniche anglo USA.

Fonti: Asia Times     FRN

Traduzione e nota: Luciano Lago

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