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I Potentati Finanziari e le menzogne dei media

di Paolo Borgognone

Chiamare, come fa il coro unanime del mainstream politico-intellettuale italiano, anche ai più alti livelli, le organizzazioni finanziarie transnazionali, tipo la BCE, il FMI e le famigerate agenzie private di rating, “autorità indipendenti” è un po’ come cercare di far passare un lupo per vegetariano o una pornostar per illibata.

Io credo che il dovere di ciascuno all’onestà intellettuale dovrebbe imporre il buon gusto di chiamare le cose con i loro nomi: le banche private internazionali, compresa ciò che resta di Bankitalia, sono centrali di potere neoliberista, ossia profondamente ideologizzate. E chi sta, in politica, dalla parte del neoliberismo, dovrebbe avere il coraggio di riconoscere questo dato di fatto, peraltro elementare, senza provare pudore o vergogna di sorta.

I capitalisti dovrebbero avere il coraggio di definirsi tali senza vergognarsene, perché i pudori e la vergogna sono quasi sempre sinonimo di “coda di paglia”. Se uno è tifoso non deve definirsi “imparziale” o “indipendente” ma rivendicare, magari con orgoglio, la propria preferenza. Invece no, questo non accade.

Christine Lagarde Direttrice del FMI

Qui si fa politica, da posizioni ideologizzate fino all’eccesso, e però ci si spaccia poi come “indipendenti” e super partes, ossia come “la voce della scienza”.

E questo atteggiamento la dice lunga su come, in fin dei conti, i neoliberisti sappiano di star combattendo una vera e propria lotta di classe dalla parte dei ricchi, ne sono consapevoli e portano avanti le loro posizioni ogni giorno, ma non le rivendicano! Non hanno il coraggio di presentarsi per quel che sono e devono ricorrere a continui e patetici maquillage mediatici perché, in fin dei conti, sanno di avere torto, di star combattendo dalla parte dei prepotenti, degli speculatori, del big business che non guarda in faccia a nessuno. Lo sanno, ma il “dio denaro”…

(….) Romano Prodi dice che «le regole europee vanno rispettate anche quando non sono intelligenti» (cit. “Il Sole 24 Ore”). In questa frase è condensato per intero il cieco fideismo ideologico dei tecnocrati liberisti. La Ue è, per costoro, un dogma di fede incontrovertibile e come tale bisogna che i “pezzenti” si adeguino a prestargli venerazione e, soprattutto, sacrifici.
Prodi ripropone la retorica, già sentita più volte dai commenti del banchiere internazionale Mario Draghi, secondo cui non ci sarebbe vita fuori dall’euro e dalla Ue.

Tranquilli, cari amici e lettori, più lor signori persevereranno in questa retorica da Ancien Régime al crepuscolo, prima la fede idolatrica e blasfema di cui sono sacerdoti (il liberalismo globalista) si esaurirà e svanirà spazzata via dalle numerose “eresie” (populismo, sovranismo, socialismo) che stanno sorgendo e divampando in ogni Stato europeo (e che, soprattutto, a differenza dei tecnocrati globalisti, godono del consenso popolare di massa…).

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  1. Monk 6 giorni fa

    Siamo testimoni di un vero e proprio predominio di questi delinquenti senza scrupoli, arroganti, pericolosi e cattivi. Dopo tutto questo, l’immobilismo delle masse è sempre allo stesso livello e devo asserire, con amarezza, che lo meritiamo, al posto di questi farabutti obbligherei tutti noi a donare il deretano.

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  2. Monk 6 giorni fa

    Sarà spazzato via da chi?! Dalle urne? Dall’immobilismo dei popoli solo bravi a frignare? Questi non ce li togliamo dagli zebedei se non facciamo qualcosa, qualsiasi cosa…ma è improbabile.

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