I peggiori crimini dell’Arabia Saudita sono nello Yemen (con la complicità USA )

Mentre l’attenzione dei media si è concentrata sul Consolato saudita dove è stato assassinato in modo macabro il gionalista Khasshogi, non tutti hanno conpreso che i peggiori crimini dell’Arabia saudita attualmente vengono commessi nello Yemen dove la popolazione locale è oggetto di un vero e proprio genocidio con la complicità degli USA e della Gran Bretagna. Il massacro viene attentamente oscurato dai media occidentali che evitano di parlarne e di nominare i responsabili ed i mandanti che sono, fra l’altro, gli stessi dell’omicidio Khasshogi.

L’ONU lancia l’allarme

Segnala il rapprorto dell’ONU: 12 milioni di yemeniti potrebbero affrontare la carestia peggiore in 100 anni
12 milioni di persone – o due su cinque – potrebbero morire di fame nello Yemen e potrebbero affrontare la “peggiore carestia al mondo in 100 anni” se l’aggressione saudita degli Stati Uniti continua nel paese, ha dichiarato il World Food Program (WFP).

Più di 15.000 persone sono già state uccise durante la guerra, altre migliaia sono state ferite e milioni sono stati sfollati da quando l’aggressione saudita e degli Stati Uniti ha iniziato a bombardare il paese nel 2015.

Mentre infuria la guerra, in particolare intorno alla principale città portuale di Hudaydah, e la situazione economica si deteriora, il WFP ha detto di temere che milioni di persone che lottano per sbarcare il lunario nel più povero paese arabo soccomberanno alla fame e alle malattie.

“Se questa situazione persiste, potremmo vedere altri 3,5 milioni di yemeniti gravemente in difficoltà di sopravvivere, in particolare i bambini… e stanno chiedendo urgentemente assistenza alimentare regolare per evitare che scivolino in condizioni simili a carestie”, ha osservato il portavoce del WFP Hervé Verhoosel.

Verhoosel si è rammaricato che l’assedio causato dall’aggressione allo Yemen, in particolare al porto di Hudaydah, stia impedendo ai lavoratori del WFP di raggiungere le sue 51.000 tonnellate di grano presso l’impianto di Red Sea Mills. Il funzionario del WFP afferma che gli stock sono sufficienti per sfamare 3,7 milioni di persone nello Yemen settentrionale e centrale per un mese.

Bimbi yemeniti fra le macerie

Il 13 giugno, le forze dell’aggressione USA-Arabia Saudita ha lanciato un’offensiva sul porto di Hodeidah, attraverso la quale scorre quasi l’80% delle importazioni dello Yemen, nonostante gli avvertimenti internazionali che questo avrebbe aggravato la crisi umanitaria della nazione impoverita.

L’aggressione USA-Arabia Saudita ha invaso lo Yemen nel marzo 2015 nel tentativo di reintrodurre un ex presidente del regime che si era dimesso in mezzo al malcontento popolare ma che era stato fedele a Riyadh. E’ stato imposto anche l’assedio al paese e questo ha portato  alla peggiore crisi umanitaria. La popolazione si trova bloccata in mezzo ai bombardamenti indiscriminati dell’aviazione saudita che, oltre a colpire case, scuole, mercati ed ospedali, hanno puntato anche a colpire i magazzini di scorte alimentari per affamare la popolazione e costringere alla resa.

Washington appoggia in pieno l’operazione sia a livello logistico che con forniture di armi e di intelligence alle forze saudite. Forti critiche sono arrivate da vari settori interni degli USA e della Gran Bretagna per questo sostegno al criminale regime saudita ma l’Amministrazione Trump sembra sorda ad ogni richiamo ed interessata soltanto al business delle forniture di armamenti a favore del  loro maggior cliente della regione: la Monarchia Saudita.

Fonte: Al Masirah

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

 

5 Commenti

  • atlas
    16 ottobre 2018

    cmq in Yemen la Russia C’E’, da sempre

    • Lalla
      16 ottobre 2018

      Che cosa intendi dire esattamente?

      • atlas
        17 ottobre 2018

        che non sarà semplice per i giudei sauditi. E nemmeno per gli ameri cani. I Russi sono anche in Afghanistan. E ora anche in Libia

        • robyt
          17 ottobre 2018

          Il Regno dell’Arabia Saudita al momento è su tutti i giornaloni e il suo principino maomet bin salam che ce lo avevano venduto come il “riformatore”, o il “moderato”, o il “moderno”, adesso si scopre che in realtà non è vero niente. Strano. Ma loro possono fare quello che vogliono, perché sanno che con la complicità US e di più o meno tutto il mondo occidentale, o meglio con il loro ricatto petrolifero, non hanno nulla da temere. Adesso che la Davos nel deserto, sta fallendo poiché i grossi del comparto tecnologico americano hanno deciso di disertare l’incontro economico, basterà guardare dall’altra parte dove la Cina non avrà nessun problema a parteciparvi, vendere armi e comprare petrolio.

          • atlas
            17 ottobre 2018

            uhm…non credo proprio in questa svolta, pochi mesi fa vi avevano accennato, almeno parte di loro, ad un concorso politico/economico/strategico con la Russia; e Muhammad Ibn Salman li ha fatti arrestare e seviziare tutti da squadre multinazionali democratiche giudeo ameri cane che quindi su quei metodi hanno solo da insegnare. Il disertare un incontro economico è tutta una farsa democratica che durerà fino a quando l’opinione pubblica tornerà a giocare col telefonino e si dimenticherà anche di questo fatto, poi si tornerà peggio di prima. Mi consola invece che i ‘petrodollari’ sono alla fine grazie all’oro di Putin e che anche questi signorini suinocrati sauditi stiano provando un po’ cosa vuol dire essere in guerra (Yemen)

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