I media temono una “terza guerra mondiale” a causa di incidenti con i cacciatorpediniere statunitensi

MOSCA, 25 novembre / Radio Sputnik. La situazione con le navi da guerra americane al largo delle coste della Russia potrebbe portare a conseguenze pericolose fino a una nuova guerra mondiale, lo scrive il Daily Express.
L’articolo menziona due incidenti notevoli che coinvolgono la Marina degli Stati Uniti . Stiamo parlando del cacciatorpediniere Donald Cook, entrato nel Mar Nero il 23 novembre nell’ambito dell’operazione NATO Atlantic Resolve – con l’obiettivo di “garantire la sicurezza in mare” .
E anche l’incidente avvenuto il 24 novembre, quando il cacciatorpediniere John McCain ha violato il confine marittimo russo a sud di Primorsky Krai , nel Golfo di Pietro il Grande.
“La minaccia della terza guerra mondiale si è intensificata nuovamente dopo che una nave da guerra russa ha allontanato un cacciatorpediniere americano, che, come assicura Mosca, ha violato il confine russo nel Golfo di Pietro il Grande”, scrive l’autore dell’articolo.

Caccia russo sorvola unità navale USA


Subito dopo l’evento il Ministero della Difesa russo ha riferito che il cacciatorpediniere è entrato nelle acque territoriali russe nel Golfo di Pietro il Grande per due chilometri. Avendo ricevuto un avvertimento dalla grande nave antisommergibile della flotta del Pacifico “Admiral Vinogradov”, l’unità navale è entrata immediatamente in acque neutre.
In questo come in altri casi, le forze USA si fanno vanto di aver sfidato l’armata russa nella sua zona di riserva, l’importante è come ne parleranno i media. E ora gli americani sono già orgogliosi del fatto che il loro cacciatorpediniere abbia violato il confine russo.
Il giorno prima, la Marina americana aveva annunciato che il cacciatorpediniere missilistico Donald Cook con a bordo armi missilistiche tele-guidate si stava dirigendo verso il Mar Nero. Secondo la parte americana, il suo scopo era quello di pattugliare e condurre manovre congiunte con i partner della NATO.
A settembre, la radio Sputnik ha riferito che la Marina americana aveva annunciato che avrebbe condotto esercitazioni congiunte con la NATO nel Mar Nero.
In effetti alla fine di Ottobre, primi di novembre, un gruppo di sei navi da guerra dell’Alleanza Atlantica (NATO) è entrato nelle acque del Mar Nero e, secondo i dati iniziali, si è spostato verso la penisola di Crimea, apparentemente diretto alle coste dell’Ucraina. A causa del numero sufficientemente elevato di navi da guerra, la flotta russa ha iniziato immediatamente a inseguire le navi considerate di un potenziale nemico.
“La flotta del Mar Nero della Federazione Russa sta monitorando le navi NATO che sono entrate nel Mar Nero il 29 ottobre”, aveva riferito il Centro di controllo della difesa nazionale.

Anche in questo caso le fonti russe hanno comunicato che “le forze ed i mezzi della Flotta del Mar Nero hanno iniziato a monitorare costantemente le azioni di un gruppo di contromisure per le mine navali della NATO che utilizza ampie forze del combinato delle flotte della Marina della NATO, che è entrato il Mar Nero, il 29 ottobre,” i militari russi hanno riferito , questo come comunicato anche dalla “pubblicazione di notizie russa Gazeta.ru .

Lo scopo della comparsa di un gruppo spazza mine nelle acque del Mar Nero rimane sconosciuto, mentre gli analisti attirano l’attenzione sul fatto che le navi NATO sono ormai quasi costantemente presenti in questa regione, sostituendosi a vicenda, il che crea sicuramente tensione vicino ai confini russi e forza l’esercito russo rispondere prontamente a queste intrusioni, anche attraverso una dimostrazione di disponibilità all’uso della forza.
Al momento Mosca non ha intrapreso alcuna azione contro l’ingresso di navi da guerra della NATO, tuttavia, gli esperti ritengono che questa sia un’altra provocazione diretta contro la Russia. Questo incremento di presenza militare costringerà il paese eurasiatico ad adottare misure difensive e di ritorsione .

Russian-fregate-Admiral-Makarov


Di fronte a una tale situazione, il governo russo ha ripetutamente denunciato l’espansionismo militare delle forze NATO, guidate dagli Stati Uniti, vicino ai suoi confini, avvertendo che tali misure rappresentano una minaccia diretta alla sua sicurezza nazionale e, pertanto, si riserva il diritto di dare una risposta energica a qualsiasi aggressione o violazione della sua sovranità, sia essa aerea o marittima.
Sembra che il Pentagono abbia privilegiato l’ambiente di mare per condurre una guerra dei nervi e sottoporre le forze dell’armata russa a continue provocazioni. Sarà un caso o questo è il preludio ad azioni di forza? Gli analisti miltari si sforzano di dare interpretazioni plausibili.

Fonti: Radio Sputnik – Daily Express – Ria Novosti

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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8 Commenti
  • La soluzione
    Inserito alle 20:57h, 26 Novembre Rispondi

    Giochini di guerra. L’america lo sa che se sgarra e incenerita. Ormai l’effetto sorpresa e sfumato. Come al solito i burattini si cacciano nei guai.

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 13:18h, 27 Novembre Rispondi

      credo cerchino un pretesto stile Pearl Harbor o Tonchino, in modo da passare pure stavolta per quelli buoni che sono stati vilmente attaccati

  • Farouq
    Inserito alle 21:27h, 26 Novembre Rispondi

    I marinai di queste barche americane da guerra saranno premiati per il loro “coraggio”

    I prossimi invece avranno delle statue commemorative come eroi dispersi in azione

  • dolphin
    Inserito alle 21:44h, 26 Novembre Rispondi

    Urge installare missili a Cuba, Venezuela e ovunque le nazioni vicino agli u.s lo consentono, così da disturbare il loro sonno finora tranquillo.

    • Hannibal7
      Inserito alle 13:17h, 27 Novembre Rispondi

      Ha ragione sig Dolphin
      Sono mesi che lo scrivo
      Putin dovrebbe installare missili nucleari in Venezuela e a Cuba soprattutto
      Così da ricreare una situazione simile a quella degli anni 60
      Cosicché si arrivi ad un compromesso
      I russi tolgono i missili da Cuba e gli ameri-CANI tolgono quelli in Europa….
      Altrimenti si arrivi allo scontro e buona fortuna a tutti
      Saluti né

  • Teoclimeno
    Inserito alle 06:10h, 27 Novembre Rispondi

    In realtà la III Guerra Mondiale tra Stati Uniti e Russia, con i rispettivi alleati, è già scoppiata. Lo disse anche Papa Imbroglio parlando di una “Guerra Mondiale a pezzi”, e se lo dice lui, che è un socio attivo delle oligarchie che l’hanno dichiarata, conviene credergli. È una guerra ibrida, combattuta con mezzi finanziari, sanzioni economiche, imposizione del Dollaro quale valuta di riserva mondiale, uso fraudolento dell’informazione e primavere fuori stagione. Quando queste armi non bastano, si passa all’esportazione diretta della Democrazia, ed hai “bombardamenti umanitari”. Tuttavia sinora l’armamentario messo in campo dall’oligarchia ebreo-sionista-anglo-americana non ha sortito l’effetto desiderato. Le continue provocazioni degli ameri-cani sui vari fronti marittimi, lasciano presagire un intensificarsi della guerra con scontri diretti fra i due contendenti. La posta in palio è il dominio del mondo.

  • giorgio
    Inserito alle 09:27h, 27 Novembre Rispondi

    Sicuramente ci saranno distruzioni e devastazioni, ma, ne sono certissimo, l’arroganza di per sè distrugge prima o poi chi la pratica …….

  • eusebio
    Inserito alle 18:43h, 27 Novembre Rispondi

    I russi possono aspettarsi una aggressione militare da un momento all’altro, l’ambasciatore USA all’OSCE James Gilmore ieri in un discorso pubblico diceva che non solo il Donbass ma pure la Crimea devono essere liberati dai russi, forse intendendo che la popolazione russa maggioritaria che sta lì da secoli deve andarsene, come deve andarsene forse la popolazione han maggioritaria che vive da decenni in Tibet, nello Xinjiang e nella Mongolia interna, per ridare l’indipendenza a quei paesi.
    A Washington si sono bevuti il cervello, del resto lì i cervelli geopolitici sono rappresentati da fancazzisti giudei immigrati come Robert Kagan, nato ad Atene e marito di Victoria Nuland, l’agente dei sionisti a Kiev organizzatrice del colpo di stato di Maydan. un ebreo greco che odia gli ortodossi, il che forse spiega il massacro economico-sociale di greci ed ucraini, e il rischio che corrono i russi, se Soros riuscirà a mettere Navalny al posto di Putin.
    Qualche buontempone ha tirato fuori la storiella che il ceceno salafita Kadyrov potrebbe prendere il posto di Putin, sarebbe come se un uiguro che ha militato nell’Isis prendesse il posto di Xi Jin Ping, questo da un pò la disperazione dei sionisti che non riescono a prendere il controllo della Russia per spogiarla come la Grecia e l’Ucraina.
    Adesso sono spaventati pure dalla possibilità che Lukashenko favorisca l’annessione della Bielorussia, timore espresso dall’ex presidente Suskevic, ex servitore dei sionisti come Eltsin e Kuchma, dopo aver varato una nuova costituzione e forse lasciato il posto al figlio Viktor.
    Non riescono a spolpare un piccolo paese povero come la Bielorussia, che può sopravvivere solo come parte della Russia, figuriamoci, la Russia stessa o perfino la Cina.

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