I libici protestano contro l’attacco aereo degli Stati Uniti per “la morte dei civili”

 

Centinaia  di libici hanno protestato contro un nuovo attacco aereo statunitense avvenuto in una zona desertica nella città sud-occidentale di Uwaynat, vicino al confine con l’Algeria, affermando che il bombardamento ha colpito e ucciso vari civili.

La manifestazione di protesta è stata organizzata martedì da membri della tribù etnica Tuareg che vivono nella zona colpita dagli Stati Uniti.

I rappresentanti delle tribù libiche hanno chiesto che il governo con sede a Tripoli lanci una denuncia all’ONU dell’attacco mortale.

I partecipanti al rally anti-Usa, tra cui donne e bambini, hanno accusato il Comando USA per l’Africa (AFRICOM) per il bombardamento aereo, con cartelli e opuscoli che dicevano: “Africom ha attaccato i civili” e “Africom sta uccidendo i nostri figli” secondo un rapporto della Reuters.

L’AFRICOM ha annunciato in una dichiarazione del giovedì che aveva ucciso 11 persone nei pressi di Uwaynat nella sua terza incursione di bombardamento da marzo contro quelli che affermava fossero miliziani della branca nordafricana di al-Qaeda.

Africom Ha dichiarato di aver distrutto tre veicoli e ha anche affermato che le forze americane avevano valutato al momento che “nessun civile era rimasto ferito o ucciso”.
La popolazione libica contesta questa versione ed afferma che oltre 12 civili siano rimasti uccisi nell’operazione.

Il paese del Nord Africa risulta diviso e in lotta ancora per ristabilire la stabilità, sette anni dopo una rivolta popolare che ha rovesciato e ucciso il dittatore della Libia, Muammar Gheddafi, dopo il pesante bombardamento di posizioni governative da parte della NATO.

La Libia è ora divisa tra due governi rivali – a est e a ovest, e sostenuti da una schiera di fazioni di milizie rivali.

Il governo nazionale di Tripoli (GNA) è riconosciuto dalle Nazioni Unite come il governo ufficiale. L’altro governo, noto come la Camera dei Rappresentanti, ha sede nella città orientale di Tobruk.

Nel frattempo, l’inviato Onu per la Libia Ghassan Salame ha espresso la speranza che un altro tentativo di tenere elezioni si svolgerà entro giugno. Ma i libici dovrebbero prima tenere una conferenza nazionale all’inizio del 2019 per decidere sul formato delle elezioni.

Il paese, dopo l’aggressione della NATO e le distruzioni causate, non è ancora riuscito a risollevarsi ed a ritrovare pace e stabilità anche per la continua interferenza di potenze straniere interessate a mantenere il controllo delle risorse petrolifere. La richiesta principale dei vari gruppi è quella che la NATO se ne vada, avendo causato già troppi lutti e distruzioni nel paese.

Fonte: Press TV

Traduzione. Luciano Lago

3 Commenti

  • ERNESTO PESCE
    5 Dic 2018

    “una rivolta popolare che ha rovesciato e ucciso il dittatore della Libia, Muammar Gheddafi”. QUESTA FRASE GIUSTIFICA IL BOMBARDAMENTO A TAPPETO DELL’USA, FRANCIA E REGNO UNITO, SPALEGGIATO DALL’ITALIA.
    Questo articolo sembra che sia scritto da Sarkozi

  • PESCE ERNESTO
    5 Dic 2018

    “una rivolta popolare che ha rovesciato e ucciso il dittatore della Libia, Muammar Gheddafi”. QUESTA FRASE GIUSTIFICA IL BOMBARDAMENTO A TAPPETO DELL’USA, FRANCIA E REGNO UNITO, SPALEGGIATO DALL’ITALIA.
    Questo articolo sembra che sia scritto da Sarkozi

  • gianni
    9 Dic 2018

    “Il paese del Nord Africa risulta diviso e in lotta ancora per ristabilire la stabilità, sette anni dopo una rivolta popolare che ha rovesciato e ucciso il dittatore della Libia, Muammar Gheddafi, dopo il pesante bombardamento di posizioni governative da parte della NATO.” ….. ma davvero?

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