I legislatori italiani spingono per il divieto alla cinese Huawei


Una battaglia all’interno del governo giallo/verde di Roma si sta scaldando mentre l’Europa alza le spalle di fronte alla campagna statunitense

Nonostante la drammatica minaccia del Segretario di Stato americano Mike Pompeo giovedì, secondo cui Washington avrebbe dovuto tagliare i ponti con i paesi che utilizzano apparecchiature di telecomunicazione cinesi nelle reti 5G – un gruppo che potrebbe includere Regno Unito e Germania – la maggior parte delle capitali europee sembra essere ambivalente circa il problema.

Roma non fa eccezione e continua a inviare segnali contraddittori, con una nuova relazione che fa luce su una battaglia che si sta sviluppando tra due parti della coalizione di governo.

Il Quotidiano Il Messaggero ha riferito Venerdì che i legislatori del Lega stanno spingendo per vietare apparecchiature della Huawei, nonostante le rassicurazioni date dal vice primo ministro Luigi Di Maio che i contratti con la ditta cinese sono già stati finalizzati. Di Maio è il leader dei cinque stelle che si trova spesso in contraddizione con le scelte della Lega, nonostante abbia formato una coalizione di governo con la Lega.

Il rapporto arriva a documentare come il capo Lega, Matteo Salvini, si trovi ad affrontare accuse secondo cui il loro partito, la Lega, avrebbe ricevuto finanziamenti da Mosca in uno schema dettagliato pubblicato giovedì da L’Espresso . La notizia è stata seccamente smentita da Salvini che ha negato di aver mai incontrato il presidente Putin.

Anche l’ex primo ministro italiano Silvio Berlusconi sta valutando l’ informazione mentre cerca di tornare come leader in politica, invitando il paese a ostracizzare le imprese cinesi. Italia Oggi ha riferito giovedì che Berlusconi vuole sostenere la sfida degli Stati Uniti alla Cina visto che vede la competizione tra Washington e Pechino come la questione più urgente dei tempi attuali.

La notizia arriva dopo rapporti contrastanti di diverse settimane fa che hanno rivelato che Roma aveva intenzione di bandire Huawei o che non avrebbe fatto nulla del genere.

Non è ancora stato visto come il Regno Unito e la Germania, che hanno entrambi dichiarato di non mettere al bando Huawei, risponderanno agli avvertimenti degli Stati Uniti rilasciati da Pompeo giovedì.

BARCELONA, SPAIN – MARCH 03: A logo sits illuminated outside the Huawei pavilion during the second day of the Mobile World Congress 2015 at the Fira Gran Via complex on March 3, 2015 in Barcelona, Spain. The annual Mobile World Congress hosts some of the wold’s largest communication companies, with many unveiling their latest phones and wearables gadgets. (Photo by David Ramos/Getty Images)

“Se un paese adotta questo e lo inserisce in alcuni dei suoi sistemi di informazioni critiche, non saremo in grado di condividere le informazioni con loro”, ha detto Pompeo durante un’intervista con Fox Business. “In alcuni casi c’è un rischio: non saremo neppure in grado di co-localizzare risorse americane, un’ambasciata americana, un avamposto militare americano”.
Nota: Gli americani si preoccupano che la loro fitta rete spionistica nei paesi europei rischierebbe di essere a sua volta controllata dalla Cina e questo è un rischio che l’amministrazione USA non vuole correre. Washington teme che i cinesi potrebbero un domani portare a conoscenza dei governi europei delle attività spionistiche americane che vengono svolte sia attraverso i canali diplomatici (Ambasciate) sia mediante un rete di informatori inseriti in tutti i gangli economici e politici dei paesi europei. 

Fonte: Asia Times

Traduzione e nota: Sergei Leonov

2 Commenti

  • Seoxseo
    25 Febbraio 2019

    Gli USA sono terrorizzati solo all’idea di perdere il predominino sul mondo e reagiscono come un animale ferito! Non riescono a capire che si può anche convivere e non prevaricare!

  • Leopardo
    25 Febbraio 2019

    Dal mio punto di vista, dobbiamo stare alla larga sia dalla prevaricazione arrogante degli USA, sia dall’ invasione stupidamente permissiva della porcheria mercantile madre in Cina..

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