I leader del Fronte della Resistenza respingono gli accordi e chiariscono quale sia il vero obiettivo dell’allineamento fra la Dinastia dei Saud e Israele


Non sono mancate le reazioni alla visita effettuata per la prima volta nei giorni scorsi dal premier israeliano Benjamin Netanyahu in Arabia Saudita. Fra queste si segnala il commento fatto dal leader di Hamas, Mahmoud Al-Zahar, il quale ha dichiarato che “questa visita segna una pietra miliare nella storia dei popoli arabi emussulmani”.
Al Zahari ha segnalato che Netanyahu non sarà felice per il fatto che la sua visita in Arabia Saudita abbia coinciso con l’attacco con un missile contro stazione della Aramco a Jeddah e ha spiegato che l’evento è molto importante per se stesso, visto che la resistenza ha oggi la possibilità di arrivare a colpire le forze dell’occupante ovunque questi si trovi.
Inoltre Al Zahar ritiene che “la visita di Netanyahu è un tentativo di sfruttare la circostanza dell’uscita di Trump dalla presidenza e l’arrivo di Biden alla Casa Bianca , sottolineando che le piazze arabe rifiutano e condannano la visita di Netanyahu.

Prossima normalizzazione fra Arabia Saudita e Israele

Nel frattempo il membro del comitato politico del movimento Ansar Allah (Yemen), Abd al-Wahhab al-Mahbasi, ha dichiarato che la normalizzazione tra l’Arabia Saudita e Israele è un fatto già avvenuto e segreto che adesso è venuto fuori alla luce del giorno.
A questo proposito ha aggiunto: “Noi siamo nella stessa trincea con la Palestina e il suo popolo e l’aggressione contro lo Yemen e la Palestina proviene da una stessa fonte”. Al-Mahbasi ha sottolineato che tutti i popoli della regione devono appoggiare la resistenza del popolo dello Yemen e della Palestina.
Le reazioni di altri ambienti dei paesi che costituiscono il fronte della resistenza sono state altretanto dure e sprezzanti nei confronti del regime saudita che si è macchiato di gravi crimini nel confronto della popolazione yemenita ed adesso si dimostra complice anche dei crimini della entità sionista contro il popolo palestinese.
Il leader del Fronte Poplare per la Liberazione della Palestina, Maher Mazher, ha considerato che questo incontro “esprime il vero volto e il vero ruolo sporco che stanno giocando i membri della famiglia di Bin Salman per stabilire relazioni con l’entità sionista degli usurpatori”. Allo stesso modo altri leader della resistenza palestinese hanno sottolineato che “i regimi dispotici delle monarchie del Golfo stanno affiancandosi ad Israele per conservare i loro troni e la visita di Netanyhu è il tradimento della città santa di Gerusalemme e dei luoghi santi”.

Mike Pompeo partecipa al vertice fra Netanyahu e Bin Salman in Arabia Saudita

Nel frattempo il segretario di Stato di Trump, Mike Pompeo, in visita in Arabia Saudita per incontrarsi con il principe Bin Salman e Netanyahu, dall’annuncio della vittoria di Biden, sembra fare una mossa diplomatica separata dalla realtà che Trump sta vivendo alla Casa Bianca, e ha ritenuto di partecipare al vertice a tre, fran Netanyahu, Bin Salman e lui stesso per concordare le linee di azione del “Piano di Pace” fra Israele e stati arabi.

Si ritiene che questo problema si collochi nel contesto della preparazione che Pompeo sta facendo per la sua campagna elettorale anticipata. Sembra infatti che lo stesso Pompeo abbia intenzione di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’ America. Fonti accreditate hanno osservato che Pompeo avrebbe bisogno del rapporto con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, anche dopo la partenza dell’attuale amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, perché potrebbe essere potenzialmente accusato di ricevere tangenti dai regimi saudita ed degli emirati per aver approvato accordi sulle foriture di armi senza passare attraverso il Congresso.

Per quanto riguarda il recente attacco yemenita alla stazione saudita Aramco, l’analisi politica ha confermato che il primo risultato di questa operazione è stato l’effetto psicologico sul popolo saudita, che in una percentuale di loro non è d’accordo con questa aggressione, e questi missili ricorderebbero ai citadini sauditi che la guerra si è spostata sul campo del territorio saudita. Questo farà sentire i suoi effetti di instabilità all’interno del Regno Saudita.

Fonti: AL Mayadeen – Al Alam

Traduzione : Fadi Haddad

Note: Luciano Lago

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