I jet russi scatenano l’inferno su Idlib dopo il fallimento del cessate il fuoco concordato dalla Turchia

Giovedì oltre cinque caccia russi hanno iniziato a lanciare attacchi aerei contro il Governatorato di Idlib in seguito al crollo dei colloqui di cessate il fuoco con la Turchia .

Secondo una fonte militare nel nord-ovest della Siria, i colloqui per il cessate il fuoco sono crollati dopo che la Turchia aveva chiesto che l’esercito arabo siriano (ASA) si ritirasse da tutte le aree che avevano conquistato nel nord-ovest di Hama.

Le forze armate russe hanno respinto le richieste della Turchia e hanno riavviato la loro campagna aerea sulla provincia di Idlib .
L’aviazione militare siriana aveva già lanciato attacchi aerei sul Governatorato di Idlib giovedì, ma l’esercito russo aveva effettuato solo attacchi limitati a causa dei colloqui di cessate il fuoco con la Turchia.
La fonte ha aggiunto che l’esercito siriano deve ancora ricevere il via libera per riprendere la propria offensiva di terra contro le forze jihadiste nel nord-ovest di Hama.

Il regime turco stava spingendo per un nuovo accordo di cessate il fuoco intorno alla zona di descalation di Idlib dopo che i loro alleati ribelli filo turchi avevano perso una grande quantità di territorio nel nord-ovest di Hama.

Parlando alla Al-Masdar da Damasco, un ufficiale dell’esercito arabo siriano (FSA) ha detto che Ankara sta spingendo Mosca per un cessate il fuoco senza limiti nel nord-ovest della Siria.

Forze speciali russe in Siria

L’ufficiale ha detto che la Turchia vuole impedire ulteriori avanzamenti dell’esercito siriano nella Siria nord-occidentale, chiedendo anche che questi ultimi si ritirino dalle aree che hanno recentemente catturato.
Ha aggiunto che la Russia sta resistendo alle richieste della Turchia perché i turchi hanno fatto richieste simili in passato e hanno ripetutamente violato gli impegni senza mantenere tali promesse .

La Turchia avrebbe dovuto costringere i gruppi ribelli a ritirarsi dalla zona smilitarizzata lo scorso ottobre; tuttavia, i gruppi miliziani sono rimasti all’interno di questa regione, spingendo le forze armate siriane ad aumentare la loro presenza lungo la linea del fronte.

A partire da ora, l’esercito siriano ha interrotto la sua offensiva nel nord-ovest della Siria, ma questo potrebbe cambiare nei prossimi giorni se la Russia e la Turchia non riusciranno a raggiungere un accordo.

Nota: Il comando russo e siriano hanno deciso di sradicare i terroristi dall’area di Idlib dove si erano arroccati, anche perchè da quelle postazioni hanno lanciato attacchi contro l’Esercito siriano, contro le zone abitate della provincia di Hama e persino contro la base aerea russa di Khmeimin. Mantenere i terroristi nelle loro roccaforti senza annientarli (come vorrebbero gli USA e i loro alleati) non è tollerabile. Risulta piuttosto chiaro che USA, Arabia Saudita e Israele vorrebbero prolungare la guerra in Siria e provocare un logoramento delle forze russe e siriane. Il presidente Vladimir Putin ha dato l’ordine definitivo: annientate i terroristi e liberate Idlib.

Fonte: Al Masdar News

Traduzione e nota: Luciano Lago

5 Commenti

  • Orazio
    2 Giugno 2019

    E sarebbe anche ora…

  • Eugenio Orso
    3 Giugno 2019

    Questo dimostra che i cani turcoidi, che i nostri antenati hanno combattutto senza quartiere, sono inaffidabili e restano dalla parte dei terroristi tagliagole e della nato criminale, della quale fanno parte.
    Se Russia e Iran avevano intenzione di destabilizzare il nemico, approfittando dell’appartente voltafaccia turcoide, credo che siano già rimasti delusi.
    Il triplo gioco dell’assassino ottomano erdogan è chiaro anche a un bambino.
    Sanzioni di Trump all’Iran e appoggio ai terroristi in Siria, mentre la grande base area turcoide-nato è ancora là …
    Radere al suolo la turchia di merda, trasformandola in un deserto radioattivo, sterminare fino all’ultimo i subumani turchi!

    Cari saluti

  • Niko Propolus
    3 Giugno 2019

    Sono d’accordo con EUGENIO ORSO…. aggiungo che la feccia si estende a tutti i turcoidi

  • Atlas
    3 Giugno 2019

    ERDOGAN TRADISCE DI NUOVO PUTIN

    Siria. Il 25 maggio scorso, le forze regolari di Damasco, in un fulmineo contrattacco ben appoggiato dall’aviazione russa, riconquistano Kafr Nabudah, cominciando a smangiare l’ultima roccaforte jihadista di Idlib (lo chiameremo Idiblistan). Ed ecco, “la Turchia riprende a rifornirei armamenti i jihadisti per aiutarli a respingere l’operazione militare in corso d parte dell’esercito arabo siriano (SAA) nel Nord di Hama: dozzine di veicoli corazzati, lanciarazzi Grad e missili guidati anticarro (ATGM), tra cui il TOW made in USA (Reuters). Erdogan non solo non ha mantenuta le promesse che aveva fatto a Putin, di agire contro i jihadisti di Idlib, ma li rifornisce di armamenti che possono uccidere i soldati russi presenti sulle linee.

    Commenti tra il sarcastico e l’irritato, in ambienti di analisi militare russi, su Putin e il suo errore strategico, di aver fornito gli S-400. “Come avere solo per un secondo fiducia in Erdo? Come essere certi che non rifilerà certi segreti alla NATO e non userà gli S-400 contro gli alleati di Mosca? Come s è osato mettere la Turchia di questo piccolo fuhrer sullo stesso livello di alleati strategici come Cina o l’India, i soli paesi (con l’Algeria) ad aver ricevuto i sistemi? O al disopra dell’Iran, che ha ricevuto solo gli S-300?”.

    ..Vuol piazzare gli S-400 contro Cipro
    Il guaio è che (come ha rivelato Bloomberg) “la Turchia sta davvero considerando di schierare il sistema di difesa missilistica russo lungo la costa meridionale del paese, vicino a dove le sue navi da guerra stanno accompagnando navi di prospezione petrolifera”.

    Ankara così minaccia con la spada di Brenno la delicata questione delle zone di prospezione e sfruttamento nel mare di Cipro: La Turchia non riconosce il governo (greco-cipriota) di Nicosia né i suoi accordi relativi alla ZEE (zona di sfruttamento assegnati a varie compagnie). Ankara ritiene che il diritto di estrarre gas dovrebbe essere esercitato anche dai turco-ciprioti e anche dalla Turchia nel caso dei blocchi 4, 5, 6 e 7, attraverso il quale – secondo Ankara – passa il confine marittimo turco

    “La Turchia riguarda gli S-400 come deterrente per difendere i propri interessi energetici nel Mediterraneo orientale dove le tensioni della birra possono minacciare di portare le relazioni della Turchia con gli Stati Uniti a un punto di rottura”, ha detto Mehmet Seyfettin Erol, capo dell’istituto di ricerca di Ankara ANKASAM . “Si sente sempre più minacciato nel Mediterraneo dagli Stati Uniti e dal sostegno israeliano a Cipro”.

    La UE, per bocca della Mogherini, ha espresso condanna…

    La possibilità che gli S-400 siano schierati ad Akkuyu è piuttosto forte”, ha affermato Abdullah Agar, un analista turco della sicurezza . Ad Akkuyu sorge una centrale atomica. “È una soluzione che potrebbe fornire sicurezza alla centrale nucleare in linea con la cooperazione della Turchia con la Russia (sic) e darle un vantaggio nella tesa competizione energetica nel Mediterraneo Orientale”.

    (Noi rimandiamo alle profezie del monaco Paisios, ndr.)

    …Manda qaedisti in Libia…
    Le attività geopolitico-belliciste di Erdogan non si limitano ad Idlib (Siria) nè a Cipro. L’ambasciatore siriano all’ONU Bashar Al-Ja’afari ha dichiarato martedì al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che la Turchia manda contingenti di Jihadisti dell’ISIs e di Tahrir Al-Sham, già operanti in Siria, fino alla Libia, in appoggio al “governo” di Tripoli di Al Sarraj, per sostenerlo nel conflitto conil generale Haftar. Ironia della sorte, centinaia di combattenti che erano stati arruolati in Libia e spediti in Siria via Turchia per abbattere il governo di Damasco, adesso vengono rispediti indietro per farli partecipare alla nuova fase della guerra di Libia. Insieme ad “addestratori turchi e di altri paesi”.

    https://www.maurizioblondet.it/erdogan-tradisce-di-nuovo-putin/

  • eusebio
    4 Giugno 2019

    La scaletta di Putin è chiara, prima Idlib poi Kiev.
    Con il pieno supporto cinese.

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