I guerrafondai di Washington vogliono la guerra in Europa. La tecnica della propaganda prima del conflitto

di Luciano Lago

Il “Deep State” che guida la politica estera degli Stati Uniti ha deciso di portare il mondo sull’orlo di un grande conflitto con la Russia e sta muovendo i personaggi di Washington per attaccare il paese euroasiatico.
Se fino a poche settimane fa si riteneva che l’obiettivo di Biden e della sua amministrazione fosse quello di provocare una guerra limitata tra la Russia e l’Ucraina, mantenendo fuori gli USA e la NATO, per far impantanare la Russia in un lungo conflitto e trarne vantaggio, sembra al momento attuale che la situazione sia cambiata.
Non è facile capire cosa sia accaduto all’interno della elite di potere USA dove esistono contrasti interni ma è intuibile che il gruppo dei neocon guerrafondai abbia avuto la prevalenza e sospinga l’amministrazione Biden per una guerra a tutto campo.
In questo modo Washington e i suoi alleati della NATO stanno creando le condizioni per la guerra tra potenze nucleari, un piano criminale con conseguenze inimagginabili.

In questa fase si diffondono le false informazioni con le bugie della propaganda. Notizie circa l’imminenza di una invasione russa dell’Ucraina, smentite da Mosca, si alternano da Novembre, assieme a false informazioni circa un complotto russo per un cambio di regime a Kiev, anche queste totalmente destituite da ogni fondamento. Tali bugie servono a distogliere l’attenzione dalle azioni aggressive delle forze NATO mentre informazioni concrete fanno intravedere la possibilità di una provocazione (false flag) degli ucraini, addestrati dalla CIA, per avere il pretesto di un attacco delle forze NATO Ucraine contro le Repubbliche del Donbass.
Sarebbe questa la scintilla della guerra, visto che le massime autorità russe hanno già avvisato da tempo che non permetteranno una aggressione contro le repubbliche di Donetsk e Lugansk dove sono presenti centinaia di migliaia di cittadini russi.
Il presidente americano Joe Biden parla, dichiara e si contraddice scordando quanto detto pochi giorni prima. Lui recita una parte che gli hanno scritto e non dimostra di essere molto al corrente e consapevole di quello che fa. L’età avanzata e la poca lucidità mentale lo rendono un personaggio telecomandato dai gruppi che contano. Lo stesso Biden nel corso del fine settima si è riunto a Camp David con i suoi addetti alla sicurezza ed ha dichiarato di esaminare “le continue azioni di aggressione russa verso l’Ucraina” che in realtà non esistono. Nella realtà le operazioni militari russe avvengono all’interno dei propri confini a centinaia di Km. di distanza dal confine ucraino, questo però è un dettaglio per gli strateghi USA.

L’utilizzo di tale propaganda costituisce la politica di lunga data degli Stati Uniti e dell’Occidente contro i nemici supposti, utilizzata in particolare in vista di azioni ostili e pianificate contro di loro. Lo stesso copione di sempre: una propaganda che precede la guerra. Così fu per la guerra in Iraq, idem per attaccare la Libia, l’Afghanistan e la Siria, ecc.. Siamo esattamente in questa fase e questo non è un buon segnale.
La propaganda di Washington, ripresa da grandi media, tende a convincere il pubblico, in specie quello occidentale ed europeo, che la Russia è una minaccia e che bisogna difendere l’Ucraina e l’Europa da una aggressione russa. Nella storia recente gli aggressori contro paesi sovrani sono sempre stati gli USA ed i loro alleati ma questo è un dettaglio di poco conto per i falsi media.
Come avvenne nel periodo che ha preceduto la guerra di aggressione anglo-americana all’Iraq nel 2003, c’è un’orchestrazione della percezione pubblica occidentale al fine di “fabbricare il consenso” per il confronto, questa volta con la Russia. Una tecnica della menzogna sistematica e della falsificazione (le armi di distruzione di massa) per convincere il pubblico della necessità di neutralizzare il pericolo con una guerra.

L’incitamento alla guerra è smaccato e scoperto e fa leva sulla paranoia dei paesi dell’Est Europa, dalla Polonia ai paesi baltici, sempre avvelenati da rancore nei confronti del grande vicino euroasiatico. Questi paesi vorrebbero trascinare l’intera Europa in una guerra con la Russia e favorire così il piano USA di una disconnessione dell’Europa dalla Russia per evitare il formarsi di un blocco euroasiatico. La vecchia ossessione degli anglosassoni che risale all’epoca dell’Impero britannico.

I personaggi chiave dell’Amministrazione Biden

Dall’altra parte, dalla sponda russa, nessuno conosce le reali intenzioni di Putin ma, da alcune indiscrezioni, trapela quale sarà la prossima mossa del presidente russo per risolvere a suo favore la crisi con l’Ucraina. Bisogna interpretare alcune dichiarazioni dei suoi più stretti collaboratori per capire cosa stia maturando a Mosca e, se si analizzano le dichiarazioni e si verificano questi segnali, allora possiamo concludere che bisogna prepararsi al riconoscimento ufficiale da parte della Russia dell’indipendenza delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
Il tono duro e risolutivo di Mosca, nelle ultime dichiarazioni, fa pensare ad una decisione già presa e tutti iniziano a temere una “grande guerra”. In realtà se questa ci sarà, il conflitto avverrà per volere di Washington e non di Mosca.

E’ l’elite di potere di Washington che insegue il sogno del dominio unilaterale sul mondo e che aborrisce il formarsi di un potere continentale nell’Eurasia costituito dalla Russia e dalla Cina. E’ sempre Washington che non tollera una possibile saldatura fra la Germania e la Russia nei progetti di cooperazione energetica, economica e politica ed ha fatto di tutto per interromperli.
L’Ucraina è il perfetto motivo di rottura dei rapporti fra la Germania e la Russia e gli Stati Uniti si giocano su questo la subordinazione completa della Germania (e dell’Europa) all’asse atlantico.
La Russia non può tollerare l’occidente che sta inviando tonnellate di armi all’Ucraina e tanto meno le basi militari della NATO installate in quel paese con i missili puntati contro le città e le basi russe in Crimea come nella stessa Russia, a pochi minuti di volo da Mosca.
Questo è il fattore che determinerà la prossima mossa di Putin sulla scacchiera. In questo spettacolo politico, mentre la propaganda occidentale continua a martellare sul presunto piano di invasione russa dell’Ucraina, non resta che l’ultimo atto, quello che non arriva mai e che crea l’attesa, la tensione. In realtà è Vladimir Putin che conduce il gioco e, dopo aver ricevuto un rifiuto scritto dall’Occidente di accettare le sue richieste chiave, possiamo prevedere che Mosca avvierà il processo di riconoscimento della sovranità statale delle repubbliche ribelli del Donbass e con quello garantisce la loro “sicurezza e integrità territoriale”.

Truppe USA nei paesi baltici ai confini della Russia

Questa decisione avviene dopo che Mosca ha preso atto della volontà degli USA e della NATO di continuare con la politica aggressiva vicino alle frontiere russe oltre che al rigetto delle sue richieste chiave, fatto con una tattica dilatoria che Putin non è disposto più ad accettare. Sarà Putin a decretare la fine del gioco con tutte le sue conseguenze. Si può prevedere una ondata di reazioni isteriche da parte dell’Occidente e queste saaranno accompagnate da altre pesanti sanzioni già preannunciate, le più pesanti fra quelle elencate, oltre a una mobilitazione di truppe NATO e moniti contro la Russia che verranno lanciati da Washington, da Londra e da Bruxelles. La Russia risponderà a sua volta con altrettante contromisure e il blocco Russia-Cina-Iran diventerà sempre più saldo per contrastare l’aggressività degli USA e della NATO. L’effetto diretto sarà la morte ufficiale e definitiva degli accordi di Minsk a cui Kiev non aveva mai voluto adempiere.

La fine di questi accordi, sebbene occultata da una finta reazione indignata e di condanna dell’Occidente, sarà salutata come il minor male, meglio questo che una guerra in Europa. La responsabilità di Kiev e dell’Occidente verrà nascosta e tutte le colpe saranno gettate sulla Russia.

14 Commenti
  • Farouq
    Inserito alle 19:15h, 25 Gennaio Rispondi

    Ma gli ucraini si rendono conto a che cosa vanno incontro? La soluzione del problema è nelle loro mani se sono ancora capaci di pensare

    • atlas
      Inserito alle 19:57h, 25 Gennaio Rispondi

      che i servizi di sicurezza russi stiano pensando a gruppi di miliziani popolari armati sovranisti anche all’interno dell’Ucraina per cambiare quel sistema seguendo schemi occidentali non è escluso ma è difficile da realizzarsi. Questione di spazi ormai troppo occupati. Potrebbero chiedere, sfondando la porta, il cambio di governo a Kiev direttamente la Bielorussia, Lugansk e Donetsk, con la Russia ufficialmente non implicata. E’ una ipotesi. Allah Benedica Putin, persona valida

      • Farouq
        Inserito alle 08:36h, 26 Gennaio Rispondi

        Secondo me siamo alla fine dei tempi, i piccoli segni ci sono tutti, quelli grandi arriveranno a breve

        • atlas
          Inserito alle 12:50h, 26 Gennaio Rispondi

          beh Mohammed disse che un vento mortifero si porterà via la maggior parte delle genti no ? Agli altri gli Angeli marchieranno sulla fronte HMD (pochi) e KFR (molti). Speriamo bene, alla fine Allah farà il conto solo di quello che c’è nel cuore

    • La soluzione
      Inserito alle 20:58h, 25 Gennaio Rispondi

      Se sono vaccinati non possono pensare. A questo servono i vaccini. A renderti uno zombi incapace di pensare.

  • atlas
    Inserito alle 19:45h, 25 Gennaio Rispondi

    articolo che ha una sua visione, solo in parte condivisa. 1) con la fine dell’URSS, che effetto fa oggi la propaganda sulle popolazioni (inebetite ed effemminate dalla democrazia) ? La gente ha forse potere nel modificare qualcosa ? Soprattutto in Europa. La propaganda, oggi, non è fondamentale. Non è così tanto fondamentale dirigere “l’opinione pubblica”. 2) coloro che fomentano guerre da sempre, e tendono a disarticolare tutti gli ordini costituiti che non si piegano ai loro interessi hanno nome e cognome ben precisi, scriviamolo senza terrore, (non si finisce in galera per questo), almeno quì (su questo sito): giudei ebrei. 3) qualcosa non mi quadra: la Russia è presente a Lugansk e Donetsk paramilitarmente dal 2014, ove lasciò fare a Maidan per calcoli geopolitici di vantaggio, Yanukovich fu messo subito al riparo, in Russia; che si prese la Crimea, mentre in Donbass fomentò la nascita di 2 Repubbliche Popolari su base etnica all’interno dell’Ucraina, come una spina nel fianco. A Maidan operarono direttamente sin dall’anno d’insediamento di Putin i servizi di sicurezza giudei occupanti la Palestina, come fecero coi wahhabiti in Cecenia. Putin riuscì quindi a togliersi le spine dal suo fianco, Georgia compresa, e a mettergliele dentro a loro, come in Siria (è tutto collegato). Ma come ? Con la guerra. Solo con la guerra, diretta ed indiretta. In questo caso la propaganda serve solo a convincere le cancellerie del mondo sul perchè si turbano equilibri, importanti o meno. 4) la difesa delle genti russe è una motivazione irrinunciabile, le Repubbliche di Lugansk e Donetsk devono essere riconosciute, lo saranno, ma non è fondamentale. Anche perchè rossofoni sono in gran parte presenti anche in Estonia, Lettonia e Lituania. Non serve alla Russia avanzare territorialmente di qualche metro, serve circondarsi di governi sovrani e non democratici (filonato). Quì lo si DEVE scrivere, non siamo le cancellerie del mondo noi; anche perchè la nato ebrea non desisterà perchè il loro sogno di sostituire Putin col democratico Navalny è franato senza che nemmeno loro ci credessero troppo. La Russia attende lì, forse li vuole lì, li fa avvicinare e poi fallire, come con Napoleone. Per questo reagì in quel modo alle mosse su Maidan, lasciando fare, che non è stato affatto passivo. Non c’è altra soluzione alla guerra diretta, cerchiamo tutti di farcene una ragione. Io tifo Russia sinchè c’è uno come Putin. Dovesse cedere il sovranismo russo alla democrazia tifo solo per me (e le mie donne) (e cmq, vivere in società mascherate, italiche o siciliane che siano, che si salutano col gomito, non è da me. Meglio le esplosioni nucleari. Sinceramente, MOLTO meglio)

  • Idea3online
    Inserito alle 20:48h, 25 Gennaio Rispondi

    Probabilmente gli USA verranno depotenziati non dopo la battaglia, ma prima che inizi, in quanto alcuni Stati del Mediterraneo non daranno supporto alle manovre militari, soprattutto navali essendo implicato il Mar Nero e il Mar Mediterraneo.

    A breve annunci come coriandoli dai cieli.

    Si legge:

    Nordafrica e Asia occidentale. È un mare dipendente dall’Oceano Atlantico a ovest, a cui è connesso tramite lo stretto di Gibilterra e al Mar Nero a nord-ovest tramite lo stretto del Bosforo; il canale di Suez, artificiale, lo collega a sud-est al Mar Rosso e quindi all’Oceano Indiano.

  • Monk
    Inserito alle 22:11h, 25 Gennaio Rispondi

    Ma i russi si rendono conto a cosa andranno incontro? Gli infami globalisti sono troppi, anche per l’orso.

  • franco
    Inserito alle 22:29h, 25 Gennaio Rispondi

    Da quello che sento in giro, molti non trovano malvagia l’aggressione Russa anzi dicono che gli daranno anche una mano a farsi aggredire. valli a capire forse son matti forse che no.

  • Manente
    Inserito alle 22:41h, 25 Gennaio Rispondi

    Stati uniti e Gran Bretagna hanno fornito a Zelensky le armi con cui suicidarsi; Comunque vada a finire, è la volta buona che l’Ucraina cesserà di esistere come Nazione e speriamo che una sonora sconfitta militare sul campo di battaglia segni la fine politica anche dei neo-con americani e dei loro servi della troika, quelli nostrani per primi.

  • antonio
    Inserito alle 11:34h, 26 Gennaio Rispondi

    Internazionale Socialista – tradita nel 1914 nel 1939 e nel 2022 – con antipasto di Spagnola e Covid

  • luther
    Inserito alle 17:46h, 26 Gennaio Rispondi

    Te credo che bramino la guerra in Europa gli americhi…. se ci fosse un cambiamento di rotta verso laRussia e l’Europa stessa voltasse le spalle a Washington sarebbe la fine per l’impero. Gli americani sono troppo stupidi per cercare di gestire in qualche modo la sitiazione, cercare di salvare il salvabile. Non lo faranno e basta. In sostanza si suicideranno. Che bellezza!

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