I gruppi iracheni rifiutano i negoziati con gli Stati Uniti e promettono di intensificare la resistenza fino al ritiro totale delle forze statunitensi dalla regione

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Il messaggio che le forze occupanti degli Stati Uniti, i loro alleati, sostenitori e subordinati devono capire è che la resistenza è determinata ad estendere le sue operazioni fino a quando le loro basi militari in tutto l’Iraq, inclusa la regione del Kurdistan, saranno abbandonate e chiuse ” , ha osservato su Twitter Jawad al-Talibawi, portavoce militare del gruppo Asaib Ahl al-Haq, che fa parte delle Unità di mobilitazione popolare irachena (Al-Hashad Al-Shabi).

Da parte sua, il Movimento di resistenza islamica irachena, noto come Kataeb Hezbollah, ha considerato “inutili e superflui” i prossimi colloqui tra Iraq e Stati Uniti, previsti per la prossima settimana, visto che la nazione irachena ha deciso di “porre fine alla presenza degli occupanti statunitensi ”.

Parallelamente, il leader dell’Iraqi National Wisdom Movement, Amar al-Hakim, ha ribadito che la sovranità dell’Iraq sarà completa una volta che le forze di occupazione statunitensi si ritireranno e ha sottolineato che Washington non dovrebbe avere basi militari permanenti nel paese.
L’Iraq chiede più che mai la partenza delle truppe statunitensi dopo il brutale assassinio del comandante della Forza Quds dei Guardiani del Corpo della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran, il tenente generale Qasem Soleimani e il vice comandante di Al-Hashad Al- Shabi, Abu Mahdi al-Muhandis, in un attentato perpetrato il 3 gennaio 2020 da Washington a Baghdad, capitale irachena.

Forze di Tateib Hezbollah Iraq

Il crimine contro il generale iraniano ha provocato un’ondata di rigetto in Iraq, dove la popolazione ha tenuto molteplici manifestazioni contro la presenza delle forze d’invasione statunitensi.

Nota:

La richiesta delle forze irachene avviene nel momento in cui la NATO, dietro dietro diposizione di Washington, si predispone ad inviare un contingente di circa 4.000 uomini in Iraq, con una missione ufficiale di istruire l’esercito iracheno in funzione anti ISIS. La missione è in realtà la mascheratura di un aumento della presenza militare della NATO nel paese arabo per tenere sotto controllo l’Iraq e cercare di contenere l’influenza delle forze filo iraniane nel paese.
Il particolare che riguarda l’Italia è quello che il nucleo più consistente di questo contingente sarà costituito da truppe italiane. Non è difficile capire che queste truppe saranno considerate comunque truppe occupanti al pari di quelle USA e dovranno affrontare tutti i rischi insiti nella missione. Non servirà occultare il vero scopo della missione denominandola “missione di pace” e il governo Italiano Draghi/Di Maio dovrà farsi carico di tutte le conseguenze che potranno derivare dalla presenza di militari italiani in un paese che è stufo di subire l’occupazione straniera.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e nota. luciano Lago

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