I gruppi di resistenza irachena danno preavviso di “sfratto” alle truppe USA


I legislatori iracheni hanno aspramente criticato la visita di Trump come violazione della sovranità irachena.

I leader politici e paramilitari iracheni hanno condannato la visita a sorpresa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alle truppe USA in Iraq come una aperta violazione della sovranità dell’Iraq, e i legislatori hanno detto che un incontro tra Trump e il primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi è stato annullato a causa di un disaccordo sulla sede di tale incontro..

Sabah al Saadi, leader del blocco parlamentare di Islah, ha chiesto una sessione di emergenza del parlamento “per discutere di questa palese violazione della sovranità dell’Iraq e per fermare queste azioni aggressive di Trump che dovrebbe conoscere i suoi limiti: l’occupazione americana dell’Iraq è finita ”, ha dichiarato. Il blocco della alleanza Bina, guidato dal leader Hashd Al-Shaabi Hadi al-Amiri, ha anche contestato il viaggio di Trump in Iraq.

“La visita di Trump è una flagrante e chiara violazione delle norme diplomatiche e mostra il suo disprezzo e la sua ostilità nei suoi rapporti con il governo iracheno”, ha detto una dichiarazione del leader della Bina.

L’ufficio di Abdul Mahdi ha detto in una dichiarazione che le autorità statunitensi avevano informato in anticipo la leadership dell’Iraq sulla visita del presidente. La dichiarazione afferma che il primo ministro iracheno e il presidente degli Stati Uniti hanno parlato per telefono a causa di “un disaccordo su come condurre l’incontro”.

I parlamentari iracheni hanno riferito a Reuters che la coppia non era d’accordo su dove avrebbe dovuto aver luogo la loro riunione programmata: Trump aveva chiesto di incontrarsi presso la base militare USA di Ain al-Asad, un’offerta che Abdul Mahdi ha rifiutato.
“Lo stupido presidente USA deve sapere che la sovranità irachena è stata ristabilita nel paese con il prezzo del sangue dei martiri e che sarà impossibile creare basi militari nel paese dei martiri e della resistenza”, ha dichiarato Hashim al Musawi, portavoce del movimento Hezbollah al Nujaba. Inoltre lo stesso ha sottolineato che gli iracheni non permetteranno agli USA di utilizzare il territorio iracheno per portare a compimento attacchi contro la Siria.

Qais al-Khazali, il leader del potente gruppo paramilitare Asaib Ahl al-Haq, ha scritto su Twitter, “Gli iracheni risponderanno con una decisione parlamentare di spodestare le vostre truppe (statunitensi). E se non se ne andranno, abbiamo l’esperienza e la capacità di rimuoverli con altri mezzi con cui le vostre forze hanno familiarità. “

Il leader di Hezbollah al Nujaba

I circoli politici iracheni hanno anche criticato le dichiarazioni di Trump sull’uso delle basi militari statunitensi in Iraq per avviare operazioni contro la Siria.

(Nota: Di tutto questo i media occidentali non fanno menzioni facendo credere che il presidente Trump sia accolto come un trionfatore in Iraq).
L’Iraq è entrato da tempo a pieno titolo nell’asse della Resistenza formato da Siria-Hezbollah-Iran e a Baghdad è stato costituito il centro di cordinamento delle forze militari della resistenza, il cui comando è stato affidato al generale iraniano Quasem Soleimani, l’alto ufficiale che ha sconfitto i gruppi terroristi dell’ISIS nel paese.

I servizi di intelligence di Israele e degli USA hanno più volte cercato di assassinare il generale Soleimani ma non sono riusciti nel loro intento.

Fonte: Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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