I gruppi di potere in Europa non scommettono sulla fine della pandemia

di Luciano Lago

In Europa si discute circa un improbabile ritorno alla “normalità” dopo la fine della pandemia.
La situazione in cui si trovano le società europea dopo diverse ondate di pandemia è denominata come “nuova normalità”. Tuttavia questo tipo di normalità è ben lontana dalle radicate abitudini e dallo status precedente delle società europee, sia per quelle più ricche del nord Europa sia per i paesi mediterranei come Italia, Spagna e Grecia.

Sembra che le popolazioni abbiano fatto l’abitudine al confinamento, al coprifuoco, alla chiusura di ristoranti, palestre e teatri, all’abolizione dei diritti umani fondamentali, diritto al lavoro, allo studio, allo svago, mentre si verifica una forte ondata repressiva della polizia nelle strade contro chi contravviene alle disposizioni o peggio contro chi manifesta contro il blocco.
In realtà si può iniziare a comprendere che la rimozione di barriere e divieti, il ripristino delle libertà fondamentali può diventare una seria sfida per l’élite europea. Le elite di potere non vogliono un ripristino della situazione precedente e cercano di prolungare lo status di limitazioni totalitarie perchè questo è conforme ai loro piani.

I paesi europei stanno rapidamente entrando nella terza ondata della pandemia COVID-19. Mercoledì, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato una quarantena a livello nazionale a causa della diffusione del ceppo britannico del coronavirus. Lo stesso giorno, le autorità di Amburgo hanno imposto il coprifuoco. In precedenza, una misura simile era stata introdotta dalle autorità locali in diversi stati della Repubblica federale di Germania, dal Brandeburgo alla Baviera.

Dopo il 4 aprile, durante la settimana della Pasqua, in Italia il governo Draghi annuncerà un nuovo blocco: divieto di spostamenti e chiusura di varie strutture pubbliche. Lo stesso accade in Slovenia dove è tornato un regime di quarantena rigoroso dall’inizio di aprile; così come in Polonia è stato introdotto un blocco totale .
Durante il fine settimana, le proteste contro i confinamenti e le restrizioni hanno avuto luogo in tutta Europa. Nei paesi dell’Unione Europea è stato introdotto un rigoroso coprifuoco, i trasgressori dei divieti anti-coronavirus devono affrontare multe enormi e persino periodi di detenzione.
Tutto questo denota un tendenza: l’instaurazione di restrizioni, confinamenti e divieti fa parte di un sistema che non è mirato, come dicono le autorità, alla salvaguardia della salute ma piuttosto per inasprire il giro di vite sulle libertà personali. Questa conclusione è contenuta anche in un rapporto intitolato “Nuova normalità. Come l’Europa abbandona i diritti civili e la tradizione politica ”, presentato giovedì dall’Istituto di esperti dell’EISS (European Institute of Social Security).
Di fatto quella che viene denominata “nuova normalità” corrisponde ad un sistema sociale profondamente mutato che è stato apertamente espresso in uno dei vertici del G20, dopo il crollo finanziario globale del 2008.
A questa conclusione sono arrivati diversi analisti che hanno rilevato come la pandemia del Coronavirus abbia accelerato la crisi delle democrazie liberali nel mondo occidentale ed in Europa in particolare.
Dall’inizio dell’epidemia, lo stato della democrazia e dei diritti umani si è deteriorato in molti paesi. I governi rispondono alla crisi abusando del loro potere, mettendo a tacere i loro critici e indebolendo o chiudendo importanti istituzioni, spesso minando gli stessi sistemi di responsabilità necessari per proteggere la salute pubblica “.
Per questo si afferma che non sarà più possibile ritornare al mondo di prima e le società risulteranno profondamente cambiate in peggio con l’istaurazione di fatto di sistemi di controllo sociale esteso e con il deterioramento delle istituzioni democratiche.

Proteste contro la dittatura sanitaria


Il deterioramento dei diritti e delle libertà si va verificando in Europa, proprio nel continente dove si erano affermate la inviolabilità di certi diritti e delle libertà di espressione. In nome della sicurezza e del primato scientifico sarà esteso il controllo nella sfera singola di tutti i cittadini e si sta affermando un sistema di repressione delle idee affidato alle grandi congregazioni transnazionali (social media in primis) che utilizzano le loro piattaforme in modo da escludere qualsiasi critica al sistema liberista vigente. Vedi le censure su Facebook, su You Tube su Twitter e similari.
Circolano vari articoli del “mainstram” dove si afferma l’inevitabilità di considerare permanenti le restrizioni pandemiche che devono essere fissate per legge, adducendo che le varianti previste che per ogni ceppo, rischiano di moltiplicarsi e di non finire mai. I governi trovano conveniente gestire in questo modo la popolazione con il pretesto della salvaguardia della salute e con l’emergenza permanente. L’emergenza a sua volta poggia sui dogmi espressi dagli scienziati al servizio dei governi che decidono le misure restrittive e che, mediante l’apparato mediatico controllato, diffondono l’allarme e la psicosi fra la gente.
In modo subdolo si sta instaurando un sistema totalitario di controllo che permette alle elite di operare senza subire controlli dal basso e senza dover rispondere per le enormi conseguenze di impoverimento dei ceti popolari e di arricchimento dei grandi detentori dei capitali. Le disuguaglianze crescono in modo esponenziale ed una esigua minoranza accumula enormi profitti prendendo il controllo dei circuiti economici, finanziari e del commercio mondiale.

Posti di blocco e stato di controllo


Il costo della crisi viene al momento occultato dall’incremento del debito pubblico in ogni paese esposto, successivamente le oligarchie economiche hanno un piano per drenare il risparmio privato e far pagare ai cittadini il costo delle misure necessarie per far ripartire il sistema economico.
Al momento nelle società europee si coltiva l’aspettativa di far superare la crisi con le vaccinazioni di massa, affermando che queste aiuteranno a tornare in un mondo simile a quello di prima, per far ripartire i traffici, il turismo e le attività. Presto la gente dovrà risvegliarsi dalle illusioni e scoprire che è stata ingannata ma sarà proprio allora che saranno utili e indispensabili quelle misure di confinamento e privazione della libertà che permetteranno alle elite di potere di controllare la rabbia e il malcontento.
Il cerchio si chiude a poco a poco senza che le masse ne abbiano l’esatta percezione.

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