I generali USA vorrebbero riprendere l’iniziativa in Siria

di Luciano Lago

Per capire quali saranno le prossime mosse dell’Amministrazione Biden in Medio Oriente e in particolare sul fronte siriano, sono piuttosto importanti le dichiarazioni fatte dal generale Kenneth MacKenzie, comandante della Fanteria di Marina USA, nel corso della conferenza annuale del MEI-CENTCOM, che è un evento di punta del programma di difesa e sicurezza militare nel Medio Oriente.
Secondo questo generale, la pace e la stabilità del M.O. sono importanti per gli USA in quanto la salute e la stabilità della economia mondiale dipendono dal petrolio e, nella sua esposizione, MacKenzie ha sostenuto che gli Stati Uniti stanno affrontando una crescente concorrenza regionale da parte di Russia e Cina, le due potenze che stanno cercando di espandere la loro influenza nella regione attraverso una combinazione di mezzi diplomatici ed economici. Il generale segnala che sia la Russia in Medio Oriente, in Asia Centrale, come la Repubblica Popolare Cinese, hanno le loro ragioni per espandere la loro influenza e interessi economici in una zona strategicamente importante.
A parere del generale, nel corso del 2020, Russia e Cina hanno approfittato della attuale crisi regionale come delle opportunità create dalla pandemia del Covid per avanzare nei loro obiettivi e fortificare le loro posizioni , nel Medio Oriente in particolare.


La Russia sta cercando di affossare l’influenza degli Stati Uniti in Medio oriente, in Asia Centrale e nel sud dell’Asia, come ha dichiarato il generale Mac Kenzie e, secondo questo alto funzionario militare, questo lo fa per restaurare il suo vecchio ruolo come potenza mondiale e la stessa Federazione Russa ha anche sue motivazioni economiche per la sua attività nell’area medio-orientale, inclusa la fornitura di armi nella zona, che sono chiaramente destabilizzanti (a differenza delle forniture USA.) ed inoltre Mosca ha dei piani avanzati per creare basi militari in Siria (oltre a quelle di cui già dispone) e nel Sudan, sul Mar Rosso. inoltre il generale ha dichiarato che la Russia seguirà ad opporsi alla presenza statunitense a misura che sorgano delle opportunità e che la Cina sta utilizzando la sua iniziativa della B”elt and Road” o il corridoio della nuova rotta della seta, per le sue finalità economiche. Secondo l’autorevole parere del generale Mac Kenzie, tanto la Russia che la Cina utilizzano i loro legami storici e la vicinanza con la regione, così come la passività degli Stati Uniti, per stabilire e consolidare la propria influenza.
Il generale statunitense ha anche menzionato l’Iran, paese le cui autorità, secondo le idee del generale, finanziano ed appoggiano attivamente il terrorismo e violano le norme internazionali (sic!).

Generale Kenneth Mac Kenzie


Si rimane molto esterrefatti di fronte alle dichiarazioni di questo generale e non bisogna pensare male visto che le stellette di comando che esibisce sulla sua giacca denotano la sua autorità militare. Dichiarazioni che hanno solennizzato quello che appare ovvio dal suo discorso: “come si azzardano russi e cinesi a mettersi di mezzo in questi territori che sono stati conquistati dagli USA e da Israele e di conseguenza in questa area, a parere del generale, nessuno può mettere piede, il petrolio di questa regione è nostro e punto”.
Quello che in verità sembra rodere a questo generale statunitense è il fatto che le forze siriane e russe sono in grado di respingere tutti gli attacchi al paese arabo, mentre in particolare la forza di difesa aerea russa ha dimostrato che è in grado di abbattere tutti i missili che i terroristi, appoggiati dagli USA e dalla NATO, hanno sparato contro le basi russe e i militari russi riescono ogni volta a respingere gli attacchi dei mercenari appoggiati da USA e NATO.
Ci riferiamo all’ultimo attacco che è stato effettuato contro la base aerea russa di Khmeimim, in Siria, soltanto tre giorni fa, dove il sistema di difesa aerea russo è riuscito ad intercettare e neutralizzare tutti i missili che, come i servizi di intelligence hanno appurato, provenivano dalla zona nord della Siria, Idlib, dove esiste l’ultimo bastione dei gruppi terroristi appoggiati dagli USA, Turchia e dalla NATO e da dove è partito questo come altri attacchi.
L’attacco è stato fatto in ritorsione dei bombardamenti che l’aviazione russa e siriana hanno effettuato pochi giorni prima sui depositi di petrolio che sono presenti nella zona di Idlib, dove viene immagazzinato il petrolio siriano rubato nei pozzi che si trovano nell’area di occupazione USA. Da questi pozzi il petrolio viene contrabbandato dai miliziani e destinato all’esportazione in Turchia dove viene venduto alla metà del suo prezzo di mercato.

Idlib Forze siriane avanzano


Nell’attacco russo ai depositi e stazione di carburanti sono stati utilizzati incluso missili Tochka che hanno colpito con precisione il parcheggio dei camion cisterna. Questo è stato il promo attacco di questo tipo alle riserve di petrolio dei terroristi e delle forze pro turche difese dagli USA negli ultimi mesi. La Forza aerea siriana assieme con le Forze Aerospaziali Russe, hanno distrutto ripetutamente le forniture di combustibile che i gruppi terroristi esportano dai territori del nord della Siria controllati dalle truppe di occupazione USA, interrompendo il lucroso contrabbando che consente ai gruppi terroristi di finanziarsi. Quasi nello stesso tempo, i residenti della zona di Sharashir nella provincia di Latiaka, hanno assistito all’attività aerea nei cieli sovrastanti alla base delle Forze Aerospaziali russe di Khmeimim. Un video ha mostrato il lancio di due missili dalle strutture di fianco alla base, i mezzi di informazione controllati dai miliziani affermano che, presumibilmente, furono sparati questi missili dalla base russa e che si presume che questi andavano ad appoggiare l’attacco dell’Esercito siriano contro l’infrastruttura petrolifera creata dai miliziani.


Da parte loro le forze aerospaziali russe continuano a distruggere quello che resta dei gruppi dei miliziani e le loro istallazioni segrete in Siria. I militari russi sono venuti a conoscenza che, all’inizio di febbraio, l’intelligence aveva individuato i luoghi della base occulta dei mercenari stranieri dove operano, come parte del gruppo, a 20 Km. a nord di Idlib. Nel corso dei voli di ricerca si è scoperto un tunnel sotterraneo dove i miliziani si nascondevano dall’aviazione e nello stesso tunnel si trovavano le attrezzature militari del gruppo terrorista “Hayat Tahir al-Sham”. Dopo aver atteso che nella roccaforte si accumulassero forze significative di miliziani sottoterra, sono stati effettuati massicci bombardamenti da parte delle forze russe sui rifugi sotterranei, con il risultato di annientare decine di miliziani che hanno fatto la fine dei topi in trappola, oltre a distruggere armamenti ed attrezzature militari di cui questi disponevano. Visto che le forze russe sono riuscite a distruggere le basi segrete sotterranee dei mercenari, questo ha causato un dispiacere nel comando USA/NATO che li appoggiava e li riforniva, con il tentativo successivo di ritorsione contro la base russa di Khmeimim.
I mercenari stranieri dei paesi membri della NATO sono stati annientati da una serie di possenti attacchi delle forze Aerospaziali Russe in Siria. Questo ha avuto il risultato che i miliziani, che avevano ricevuto le attrezzature dalla Turchia e che le nascondevano diligentemente nei rifugi sotterranei, non sono riusciti ad evitare il pesante bombardamento russo e la distruzione dei depositi. Questo risultato è stato ottenuto grazie al riconoscimento dei veicoli aerei senza pilota (droni) russi: tramite questi è stato possibile identificare la maggior parte dei rifugi sotterranei e distruggerli assieme con le armi e con i mercenari che si trovavano colà, incluso erano presenti nei rifugi, militari di forze speciali che facevano parte dei paesi della NATO.
Gli attacchi aerei e missilistici dell’aviazione russa hanno distrutto i magazzini sotterranei e gli armamenti, principalmente veicoli blindati trasferiti agli jihadisti da parte della Turchia (paese NATO), vi erano anche carri armati turchi ed elementi di artiglieria da campagna, munizioni ed attrezzature logistiche. Tutto materiale di appartenenza alle forze NATO.

Dalla fine dello scorso anno l’aviazione militare russa ha ripreso la fase degli attacchi sistematici sulle postazioni dei gruppi terroristi dopo che questi ultimi avevano tentato di sconvolgere gli accordi di pace, così che sembra che la situazione nel nord della Siria procede verso una rapida escalation del conflitto, come lo evidenzia il recente attacco contro la base aerea russa dove è stato utilizzato il sistema MLRS di missili di lunga gittata.
Secondo come informa l’agenzia di notizie SANA, le forze statunitensi hanno iniziato a ritirarsi dalla loro base nel nord est della Siria, che sia questa una coincidenza o no, il caso è che il 12 di febbraio, le forze USA si sono ritirate da una delle loro basi nel nord est della Siria, secondo l’agenzia di araba di notizie, le truppe statunitensi hanno evacuato la base che era ubicata a Tell’Alo, nel nord est della campagna di al-Hasakah e si sono ritirate verso il territorio dell’Iraq. All’alba del giorno dopo le forze di occupazione statunitensi hanno iniziato ad evacuare i loro veicoli, l’equipaggiamento miltare e i soldati dalla loro base dai silos di Tell’Alo, nell’area di Yarubyah, come ha riferito il rapportio della SANA. Tutte le forze ed i mezzi USA sono stati trasferiti da questa base al territorio dell’Iraq attraverso il valico illegale di Al-Yarubiyah. Questa è la prima base nel nord est della Siria che viene evacuata dalle forze statunitensi dall’attacco turco del 2019 e le forze USA si sono ritirate dal nord est di Aleppo Raqqa e da alcune installazioni ad al-Hasakah.
Al principio di questo mese la coalizione USA aveva trasferito rinforzi nel nord este della Siria, alcuni erano stati trasferiti in elicottero alla base di Al-Shaddadi, nel campo sud di al-Hasakah.


Oggi come oggi non si sa se il trasferimento di queste forze sia stato deciso come una vera ritirata o una conseguenza del bombardamento russo, questo di sicuro lo saprà il generale Mac Kenzie che ha fatto le sue dichiarazioni due giorni dopo degli attacchi aerei russi e siriani.
Sapremo in seguito quale saranno le decisioni sul campo da parte del comando USA delle forze occupanti. Di sicuro statunitensi e mercenari loro alleati adesso avranno da leccarsi le ferite prima di riprendere l’iniziativa in Siria.

Fonti Varie

17 Commenti
  • Eugenio Orso
    Inserito alle 19:19h, 14 Febbraio Rispondi

    Questa volta sarà chiaro che la solda
    Almeno questa volta sarà chiaro che si tratterà di un invasione usa e, forse, la soldataglia usa sostituirà gli “ascari” tagliagole isis e al-nusra … e anche ciò che rimane dei “ribelli moderati” di obama, se mai sono veramente esistiti.

    Cari saluti

  • Farouq
    Inserito alle 19:36h, 14 Febbraio Rispondi

    Ben venga una fase di escalation, i russi e i siriani saprebbero cosa fare

    La tattica dei topi terroristi americani e locali è quella del logoramento ed eviterebbero il confronto diretto

  • prowall
    Inserito alle 19:55h, 14 Febbraio Rispondi

    Si ritirano perché l’operazione SAR non è più necessaria

  • atlas
    Inserito alle 23:38h, 14 Febbraio Rispondi

    scommettiamo che la guerra Russia contro merde sarà a motivo della Siria e non dell’Uktaina di merda ?

  • Teoclimeno
    Inserito alle 03:13h, 15 Febbraio Rispondi

    “La pace e la stabilità del M.O. sono importanti per gli USA in quanto la salute e la stabilità della economia mondiale dipendono dal petrolio”. Finalmente c’è qualcuno che incomincia a parlare del petrolio, e del perché delle tensioni e guerre ad esso collegate, non solo in M.O., ma anche nel mondo. Repetita iuvant: l’Italia senza petrolio può alimentare al massimo 25 milioni di persone e siamo più di 60 milioni. Il Mondo senza petrolio può alimentare al massimo 1,5-2 miliardi di persone e siamo più di 7 miliardi. Se vogliamo capire il presente, dobbiamo necessariamente capire cosa rappresenta il petrolio per l’umanità. Fine del petrolio, fine di quel mondo che siamo abituati a vedere sin da quando siamo nati, fine della crescita infinita. In futuro sentiremo sempre più spesso parlare di ecologismo, sostenibilità, energie alternative, anidride carbonica, green e via discorrendo. Tutte balle, per nascondere l’orribile verità, e cioè che il petrolio è in via di esaurimento.

    • atlas
      Inserito alle 07:08h, 15 Febbraio Rispondi

      ma sai cosa CAZZO me ne frega a me dell’italia. Di ovunque tu sia, ma non hai SCHIFO a scrivere questa parola ?

      60 milioni ? Ma scrivi per te. Più di 30 milioni di persone sono DUO SICILIANE. Il petrolio in Basilicata c’è, a Gela c’è, Nazionalizzeremo tutto, UN GIORNO ! Riavremo la nostra libertà. Un giorno.

  • giorgio
    Inserito alle 09:20h, 15 Febbraio Rispondi

    Dai Atlas ….. lo so che la propria regione o ambito territoriale vengono prima di tutto ….. però non potremo mai e poi mai accettare il dominio dei liberal democratici globalisti sui nostri simili in qualunque regione o stato vivano ……

    • atlas
      Inserito alle 12:19h, 16 Febbraio Rispondi

      il Principe Carlo di Borbone ha sposato una Crociani, Camilla, laureatasi a New York, nella merda

      massoneria quindi, di merda

      ebbene, io preferisco stare nella merda, fare patti anche con satana in persona ma avere indietro il mio Stato, la mia Nazione

      POI SI VEDRA’. Il primo problema da risolvere per noi è sempre questo: l’italia

  • ugo
    Inserito alle 09:51h, 15 Febbraio Rispondi

    mah, non so, i cinesi dicono di avere il “sole artificiale “. Un generatore a fusione che utilizza l’ Elio 3 e può produrre tutta la stracazzo di energia che serve (a continuare sta vita di merda, ndr)

    • Teoclimeno
      Inserito alle 11:45h, 15 Febbraio Rispondi

      Egregio Signor UGO, il problema è che il petrolio non è solo energia, è molto, altro ancora. Ad esempio: per ogni caloria alimentare ce ne vogliono dieci dal petrolio. Il 99% dei medicinali, plastica, fibre tessili, detersivi cosmetici. La rivoluzione verde degli anni 60 e stata fatta coi fertilizzanti derivati dal petrolio, che hanno permesso il superamento della rotazione dei terreni, e quindi ogni anno abbiamo un nuovo raccolto. Carburante, colle, pitture, pesticidi, bitume, gomme per auto, cavi elettrici e moltissimo altro ancora. Se si vuole fare la guerra servono gli esplosivi, che guarda caso derivano dal petrolio. Fine del petrolio, fine della globalizzazione dei viaggi aerei. Solo l’1% dei soliti noti potrà viaggiare in aereo. Forse adesso le è più chiaro quanto sta succedendo quotidianamente sotto i suoi occhi. Il nucleare, il gas, danno solo energia, e che comunque col tempo sono destinati ad esaurirsi. Purtroppo anche l’elio citato da lei da’ solo energia. Diversamente non si spiegherebbe come mai la Cina importi buona parte delle sue materie prime; petrolio e gas proprio dalla Russia. Tutta la nostra vita è petrolio. Sono più di 6500 prodotti, e quello che non è petrolio serve il petrolio per farlo. Non ci sarà mai più una ripresa economica dovessimo campare mille anni. Ha notato…? Non si parla mai del petrolio. Si chieda il perché. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

      • Eugenio Orso
        Inserito alle 13:07h, 15 Febbraio Rispondi

        Ma certo, caro TEOCLIMENO, i disastri della “modernità” e della successiva “postmodernità” (che dovrebbe essere l’oggi), nascono dal combinato disposto capitalismo/ era dei combustibili fossili, nel quale siamo ancora totalmente immersi … nonostante il neonato ministero per la “transizione ecologica”, tipicamente “gretino”.
        Le stesse guerre di questo ultimo decennio sono un riflesso di questo combinato disposto, interpretabili il diversi casi come guerre dei gasdotti o degli oleodotti (dalla Siria alla libia e, financo, all’ucraina)..
        Si pensi che il mercato energetico più strutturato è quello del petrolio/greggio (non del gas naturale), da new york ad atlanta (in usa), che influenza, a cascata, una miriade di prezzi su altri mercati anche ai giorni nostri (pensiamo, ad esempio, ai trasporti).

        A tale proposito, non per essere prolisso, ma per farmi capire meglio, richiamo un mio vecchio articolo dal titolo “Il programma decriscista latoucheano delle otto erre. La nona erre: Rienergizzare dopo il nucleare di Eugenio Orso” del 21 marzo 2011.

        https://pauperclass.myblog.it/2011/03/21/il-programma-decriscista-latoucheano-delle-otto-erre-la-nona/

        https://appelloalpopolo.it/?p=3306

        […] Una erre che si potrebbe aggiungere, dopo il grave incidente nucleare giapponese, è “Rivendere il modello energetico” o “Rienergizzare” il sistema con l’uso di nuove fonti non pericolose, che implicherebbe, se fosse veramente possibile farlo [ma non lo è di certo nelle logiche di questo capitalismo], un epocale spostamento di risorse a tale scopo, una riduzione benefica dei consumi planetari ed una riduzione dei tassi di sviluppo capitalistico, dal PIL mondiale al tasso di profitto. […]

        Cari saluti

        • Teoclimeno
          Inserito alle 10:49h, 16 Febbraio Rispondi

          Caro EUGENIO ORSO, ha detto bene: “transizione ecologica”, tipicamente “gretino”. Un altro imbarazzante “cetriolo” per il popolo italiano. Ho salvato i sui due collegamenti e mi riprometto di leggerli con attenzione. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

      • atlas
        Inserito alle 22:01h, 15 Febbraio Rispondi

        tutto ciò egregio signor teoclimeno dovrebbe sollecitarla a farla riflettere almeno un pochino, visto che Allah la maggior parte del petrolio, detto anche oro nero, l’ha dato agli Arabi

        molti cordiali saluti, Ismayl

        • Teoclimeno
          Inserito alle 10:35h, 16 Febbraio Rispondi

          Atlas, ha ragione: bisogna “riflettere almeno un pochino”, che per quelli come lei potrebbe essere un’operazione altamente acrobatica. D’altronde non abbiamo alternative; “O si pensa o si crede”. Ma veniamo alla materia del contendere. Per capire la politica, la nascita delle grandi civiltà, e la questione legata ai giacimenti di petrolio è indispensabile capire la geografia, che guarda caso, serve anche a spiegare il perché della brutale invasione del Regno delle Due Sicilie.

          • atlas
            Inserito alle 12:12h, 16 Febbraio

            e una volta conosciuto il perchè penso al COME “fare”, per liberarci

            a meno che non mi fermino. Ma si sono dovuti mettere in tanti e bene armati. E fra loro anche tanti traditori italianizzati di merda. Io continuo, viceversa, al di là delle tue opinioni su di me, sarei/diventerei veramente una merda anch’io

  • ugo
    Inserito alle 14:49h, 15 Febbraio Rispondi

    A me è chiaro solo il “Libro chiarissimo” che dice che Dio è il “Sostentatore” (Al- Razaāq).

    • atlas
      Inserito alle 21:56h, 15 Febbraio Rispondi

      ‘wa bi gheyri hisab’ (senza rendicontamentazione)

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