I difensori dei “diritti umani” si rivelano come i primi responsabili di abusi, violazioni e genocidi

Come ci dimostrano i fatti di Minneapolis, ci sono troppi psicopatici veterani abituati a commettere crimini di guerra contro civili in Afghanistan, Iraq e altrove nella polizia americana.

L’omicidio di George Floyd da parte di Derek Chauvin, un membro della polizia di Minneapolis, il servizio numero 1087 ci ricorda ancora una volta che l’intero sistema dei diritti umani schierato da Washington contro i suoi avversari non è altro che uno stratagemma di guerra e una corsa precipitosa.

L’omicidio a sangue freddo di George Floyd da parte di un criminale psicopatico nascosto sotto l’uniforme della polizia di Minneapolis illustra la vera natura del cosiddetto mondo libero.

Il Dipartimento di Stato dovrebbe includere l’elenco di tutti gli assassinati dalla polizia americana nella sua ridicola relazione annuale sullo stato dei diritti umani nel mondo invece di concentrarsi su Hong Kong.


La pretesa di Washington di ergersi a supremo giudice dei “diritti umani” nel mondo cade nel ridicolo, considerando i crimini che la polizia americana commette diariamente contro i suoi cittadini e l’enorme numero record di detenuti nelle carceri USA (oltre 2 milioni e 350.000 ). Questo senza considerare le complicità dell’Amministrazione USA con i crimini di genocidio compiuti in paesi come Yemen, Iraq e Afghanistan.

Minneapolis Fuoco alla stazione di Polizia
I “difensori dei diritti umani” in azione a Minneapolis


La propaganda del così detto “mondo libero” attualmente lascia il tempo che trova e si denota per quello che è: distorsione della realtà ai fini di ingannare l’opinione pubblica e mantenere la presa del potere sul mondo da parte dell’Impero Anglo USA.

Luciano Lago

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