I combattenti della Resistenza libanese rispondono agli attacchi del regime sionista

Gli attacchi dell’esercito sionista contro le aree residenziali nel sud del Libano hanno suscitato una forte risposta da parte di Hezbollah, prendendo di mira gli insediamenti militari e sionisti e le loro caserme.

Gli Hezbollah libanesi hanno annunciato in diversi comunicati stampa di aver preso di mira un quartier generale, quattro raduni, tre basi, tre caserme e attrezzature di spionaggio dell’esercito sionista.

Aerei da combattimento del regime sionista hanno colpito 5 aree residenziali nel sud del Libano. Durante un raid a Kfar Raman nella città di Nabatieh, 3 persone sono state martirizzate e altre 3 sono rimaste ferite.

L’artiglieria e i droni del regime sionista avevano attaccato anche Houla, Meiss El Jabal e Khiam, nonché altre 13 aree al confine tra Libano e Palestina occupata.

In risposta a questi attacchi, Hezbollah ha preso di mira il quartier generale del comando della 769a Brigata del regime sionista a Kiryat Shmona, tre manifestazioni negli insediamenti militari e sionisti di Kfar Yuval, al-Manara e Metula, nonché un altro raduno nella base di Hanita.

L’equipaggiamento spia della base di Barkat Risha e le fortificazioni delle basi di Samaka e Rweisat Al-Alam con missili guidati, le caserme di Yoav e Kila con Katyusha, le fortificazioni della base di Barkat Risha con missili Burkan e la caserma di Maalia Golan con armi pesanti erano altri obiettivi delle operazioni offensive di Hezbollah.

I coloni sionisti che vivono nelle regioni settentrionali hanno riferito al quotidiano Yediot Aharonot che gli attacchi di razzi e droni continuano ogni giorno e che l’esercito israeliano non può garantire la loro sicurezza.Hanno detto a questo giornale: ” Nasrallah decide la situazione qui, mette in pratica tutto quello che dice, dobbiamo aspettare e vedere cosa dice e qual è il suo piano “.

Nota: Una grande frustrazione ed un senso di impotenza si è impadronita dei coloni israeliani e molti stanno meditando di andarsene da un paese che non garantisce loro la sicurezza. D’altra parte, fino a che il governo israeliano continua il suo metodico massacro della popolazione di Gaza, Hezbollah e l’asse della resistenza, continueranno a colpire Israele per impegnare le forze sioniste su un altro fronte.

Fonte: PressTV

Traduzione: Fadi Haddad

Nota: Luciano Lago

11 commenti su “I combattenti della Resistenza libanese rispondono agli attacchi del regime sionista

  1. Hezbollah ha un arsenale da fantascienza. Qui non si parla di centinaia di missili, ma centinaia di migliaia ………………. Sistemi di guerra nuovissimi,
    sistemi di guerra elettronica ………………………… che fanno credere ai radar nemici qualsiasi cosa: piccioni …….. aerei da turismo …… ed invece sono missili…………….. Come l’Aviazione Siriana, qualche anno fa, a mezzogiorno, una squadriglia di aviogetti sorvolò Tel Aviv …………….. gli israeliani ai radar no si accorti, perché la guerra elettronica aveva mandato immagini fasulle. Non ci fu nessuna reazione !

    1. Beh che attendono per mettere al tappeto i nazisionisti? Adesso c’è l’occasione di scacciarli dal medioriente visto anche che il 90% del mondo il odia sempre più. Con l’operazione su Gaza si sono indeboliti, quindi bisogna colpirli e metterli KO

      1. Mah, secondo me, l’Israele è già vacillante, non DURA come Paese per molto ancora, la conformazione del territorio non si presta a una grande difesa prolungata……………….. il territorio è piatto, senza fiumi ,,,,,,,,,,,,,,,,,, Finanziariamente sta subendo grandi perdite commerciali col blocco, politicamente si è isolata…….. e molti “ebrei” sono già fuggiti (due mesi fa si parlava di 700.000). Ciao.

  2. I cosiddetti coloni israeliani sono ebrei predatori e armati che uccidono a piacere i palestinesi e gli rubano le case e le proprietà, oltre alla vita, quindi questi scarti di verme nazi adunchi non devono farci alcuna pena e se saranno colpiti a dovere, sarà solo giustizia.

    Cari saluti

  3. Dopo essersi condannata da sola ad un esistenza di violenza e morte per i vicini arabi, e di terrore e paranoia per i suoi coloni, Israele aveva una sola carta da giocarsi. Dopo il 7 ottobre nella sua orrenda politica guerrafondaia. Un rapido e schiacciante attacco contro Hamas. Per due motivi, uno strategico cioè l’ impossibilità di circondarli e catturarli, l’ altro economico. È un piccolo stato con budget limitati, senza gl’ aiuti americani. Ed ora anche gl’ Usa sono in difficoltà. Si perché anche se le industrie d’ armi usa ci guadagnano, lo stato spende per comprargliele, sono privati. Ed i conflitti da sostenere sono troppini. Tel Aviv ha fallito su tutta la linea e fallirà anche economicamente. La sconfitta s’ avvicina.

    1. Lollo73, ciao. Anche l’Israele ha una “élite” come tutti gli occidentali, una “élite” mediocre e bugiarda. I sionisti invece di prendere in giro i cosiddetti “ebrei” – che non sono originari della Palestina -, ma originari dell’ASIA CENTRALE, invece di scegliere uno stato del Canadà o dell’Australia, per fissazione, hanno scelto una terra che non centra nulla nella loro storia. LE IDEE ERRATE RESTANO ERRATE !

      1. Ciao Armin concordo. Idee folli. Potevano anche pensare un ritorno in terrasanta da mezzo mondo, come hanno fatto. Ma sicuramente non imponendosi con la violenza come hanno fatto. Ma da semplici immigrati. Saluti

  4. I sionisti potrebbero trasferirsi al Polo sud: posto ce n’è, nessuno li disturba e smettono di massacrare civili inermi con il pretesto del diritto a difendersi.

  5. La situazione si sta aggravando, se i sionisti attaccheranno Rafah all’inizio del Ramadan spingeranno oltre 1,5 milioni di palestinesi in territorio egiziano, destabilizzando l’Egitto che nel Sinai già deve affrontare l’ISIS creato dagli anglo sion, l’Egitto è in una situazione economica precaria, sta abbandonando il dollaro come valuta di riferimento per il commercio, ed essendo vicino alla Cina, che sta facendo massicci investimenti nell’area del Canale, e alla Russia, che gli fornisce grano e sta costruendo la maggiore centrale nucleare del mondo ad ovest di Alessandria, viene destabilizzato dai sionisti con il terrorismo nel Sinai, con la guerra civile in Sudan che ha portato centinaia di migliaia di profughi in Egitto e ora con il genocidio di Gaza.
    Tra l’altro il blocco del Mar Rosso da parte yemenita ha chiaramente messo in ginocchio l’economia egiziana, mentre i sauditi riforniscono i sionisti di merci asiatiche via terra.
    Nello Yemen molti miliziani sunniti pagati dai sauditi stanno passando con il governo zaydita di Sanaa, del resto l’economia saudita va sempre peggio, i sauditi tengono i piedi in due scarpe, sono amici di Russia e Cina ma mandano merci tipo gruppi elettrogeni e grandi trasformatori all’Ucraina, ormai al collasso, e quindi forse Cina Russia e Iran oltre ad armare gli Houthi anche con missili antinave che stanno facendo molti danni agli angloamericani pagano i miliziani sunniti anti-Sanaa meglio dei sauditi.
    Bisogna vedere chi collasserà prima, il regime filo-sionista di Ryad oppure quello filo-cinese e filo-russo del Cairo.
    Certo è che Cina e Russia, tranne sparute quinte colonne, stanno andando giù duro con l’entità sionista.

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