Human Ecology Fund, la missione di lavaggio del cervello della CIA

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di Emanuele Pietrobon

La pandemia di Covid e la guerra in Ucraina hanno definitivamente aperto la strada alle guerre cognitive, un’arte della guerra destinata a durare per la concomitanza di alcuni fattori globali, sociali e tecnologici.

Nelle guerre cognitive tutto è o può essere un’arma: da un canale Telegram a un gruppo Facebook. E il bersaglio è unico: la mente. O meglio, il dominio dello spirito. La fantascienza diventa realtà: neuro-armi, tecnologia menticida, “candidati manciuriani” (ndt: “programmati per attentati omicidi”). Destabilizzazione di intere società attraverso influencer, piattaforme social, blog, eserciti di troll e messaggistica istantanea.

Le origini delle guerre cognitive risalgono a un’epoca precisa, la Guerra Fredda, di cui dobbiamo parlare e a cui dobbiamo tornare per capirle. Perché le tecniche, le tattiche e le conoscenze dei neuro-strateghi di oggi sono solo il frutto degli eventi di ieri, come il progetto MKULTRA, gli esperimenti di Montreal, gli studi di Kurt Plötner, Sidney Gottlieb, William Sargant e Donald Cameron, e lo “Human Ecology Fund” sui sondaggi.

Il contesto storico
Non si può comprendere la logica dello “Human Ecology Fund”, un’indagine sul funzionamento della mente umana finanziata dalla Central Intelligence Agency, senza ricostruire il contesto storico.

Siamo negli anni ’60, il confronto con l’Unione Sovietica è giunto al culmine e gli Stati Uniti, in preda alla paura dei rossi, temono la propaganda invisibile del nemico e sono convinti che ci siano quinte colonne ovunque: dal Pentagono a Hollywood . La società era in subbuglio, l’imminente esplosione di movimenti controculturali era nell’aria e nelle sale di controllo si discuteva su come trasformare la sfida del cambiamento sociale in atto in un’opportunità.

Fu nel contesto delle tensioni interrazziali, delle manifestazioni pacifiste di massa e della violenza politica dei turbolenti anni ’60 che la Casa Bianca delegò a Langley (sinonimo della CIA) il compito di trovare una soluzione all’infiltrazione della propaganda sovietica negli Stati Uniti. Una soluzione che gli psico-guerrieri della CIA hanno cercato di trovare nel nascente campo degli studi cognitivi.

Ecologia umana o ingegneria sociale
Di questo “Fondo per l’ecologia umana”, uno dei programmi più segreti della CIA fino ad oggi conosciuti, si sa ancora poco. Date, nomi, numeri, molte cose sono rimaste misteriose. Il che, ovviamente, ha contribuito ad alimentare le teorie del complotto.

Si dice che la HEF sia stata fondata nel 1955, come Society for the Investigation of Human Ecology, all’interno del Dipartimento di Psichiatria della Cornell University. Il neurologo Harold Wolff (nella foto) gestiva questa entità, ufficialmente focalizzata sullo studio delle tecniche di interrogatorio persuasivo.

Nel 1957, dopo soli due anni, Wolff fu rimosso dal suo incarico e sostituito da James Monroe, un soldato esperto di guerra psicologica, e Carl Rogers, uno dei più eminenti psicologi dell’epoca. Langley, in particolare, era interessata a un’applicazione militare delle teorie di Rogers sulla terapia non direttiva.

Sarebbe stato possibile indurre le persone ad agire contro la loro volontà, ad esempio rivelando segreti senza rendersene conto e senza bisogno di severi interrogatori. Gli psico-guerrieri dell’HEF ne erano convinti. E la CIA leggeva con ottimismo i loro rapporti periodici, da qui la decisione di ampliare i collaboratori HEF – dall’Office of Naval Research al Geeschickter Fund for Medical Research – e di ampliare l’ambito della ricerca – dalla mera psicologia all’uso di narcotici e psichedelici, compresa la dietilamide dell’acido lisergico (LSD).

I risultati
Ad un certo punto, al culmine della ricerca, il destino dell’HEF si è intrecciato con quello del famigerato Allen Memorial Institute della McGill University, teatro dei paralleli esperimenti di lavaggio del cervello effettuati a Montreal nell’ambito di un altro progetto della CIA sulla mente: MKULTRA . Con risultati di tutto rispetto.

Il direttore del progetto MK Ultra,Sidney Gottlieb

Nei laboratori dell’HEF, che spesso coincidono con le celle degli istituti psichiatrici, le teorie dell’ingegneria sociale e della manipolazione mentale sono state sperimentate, portate all’estremo e superate. Pazienti catatonici riportati alla normalità. Pazienti sani ridotti in catatonia. Esperimenti su bombardamento psicologico, resistenza allo stress, guida psichica, modifica del comportamento. Tutto questo in nome della lotta al comunismo.

Nonostante i successi vantati dai neurologi e psicologi dell’HEF, la CIA ordinerà di sospendere i lavori nel 1965. Forse per fonderli nel calderone di MKULTRA. O forse per continuare le sue ricerche nella massima segretezza, con la scusa della fine delle operazioni.

Nota: Da allora tutto viene circondato dal segreto ma la guerra cognitiva prosegue più forte di prima e le armi di manipolazione della mente, sempre più sofisticate, vengono utilizzate nelle campagne propagandistiche e psicologiche lanciate dal Dipartimento di Stato Usa e dalla CIA, utilizzando non soltanto i media controllati ma anche, i social, le piattaforme informatiche come Google, Facebook, You Tube, ecc., le Università, i centri di cultura e tutte le più importanti istituzioni sovranazionali controllati dalle èlite, dall’ONU alla Commissione Europea, all’OMS, e tante altre.

fonte: Inside Over
Traduzione e nota: Luciano Lago

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