"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Hezbollah, la forza piu’ efficace contro il terrore in M.O

Il segretario generale del movimento di Resistenza libanese di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha descritto il suo gruppo come una delle forze più efficaci nella lotta contro il terrorismo in tutta la regione del Medio Oriente.

Nel corso di una cerimonia che ha segnato l’anniversario del martirio dei combattenti di Hezbollah nella regione sud-occidentale della Quneitra, Sayyed Hassan Nasrallah ha dichiarato che i sacrifici fatti dai martiri di Hezbollah sono alla base di tutte le vittorie sulle trame Usa-Israele nella regione.

Il segretario generale ha osservato che gli Stati Uniti hanno a lungo cercato di designare Hezbollah come un gruppo terroristico, lanciando accuse infondate di coinvolgimento nel traffico di droga del movimento di Resistenza. Nasrallah ha consigliato agli uomini di Stato statunitensi di avviare un’indagine su vasta scala sulle attività legate alla droga dei loro stessi corpi di intelligence. Successivamente, il capo di Hezbollah ha sottolineato che il suo movimento sostiene il governo e l’esercito libanese di fronte alle minacce poste da Israele lungo il confine meridionale del Libano. (Fonte: Pars Today)

Hezbollah ha difeso il Libano dalle infiltrazioni dei terrorismo jihadista

(……) Cosa sarebbe diventato il Libano se le fazioni estremiste si fossero infiltrate nella parte est del paese? Hezbollah, insieme all’esercito libanese, le ha estirpate. Sopprimendo questi nidi di scorpione su entrambi i lati della frontiera, la Resistenza ha onorato il suo ruolo di protettore del Libano, e perfino quelli che criticavano il suo intervento in Siria sono stati costretti ad ammetterlo.

Ossessione di Israele, Hezbollah ha pagato un prezzo di sangue, traendo però dal conflitto siriano una esperienza preziosa. L’imperialismo voleva abbatterlo privandolo del suo alleato. Fatica sprecata. Incubo dei sionisti, vincitore di Al Qaeda, protettore delle minoranze, Hezbollah è più forte e rispettato che mai.
Non è un caso se l’esercito israeliano ha moltiplicato le aggressioni in territorio siriano nel corso degli ultimi mesi. Parecchi responsabili sionisti lo hanno detto: la prossima guerra vedrà nuovamente contrapposti Israele ed Hezbollah, e sarà di rara violenza. Ma c’è ancora molta strada da fare e l’aggressore dovrebbe meditare sulle lezioni del precedente conflitto. Il 12 luglio 2006, prendendo a pretesto la cattura di due soldati israeliani alla frontiera libanese, una impressionante armada israeliana invase il Libano con l’obiettivo riconosciuto di “sradicare Hezbollah”. L’esito dell’operazione ha però riservato molte soprese ai suoi iniziatori.

Hezbollah- partito armato

Durante questa guerra di 33 giorni, vi era un enorme squilibrio di forze. Israele disponeva di una forza militare colossale, quasi mai battuta sui teatri operativi del Medio Oriente, e alimentata dai trasferimenti tecnologici del suo potente protettore USA. Fanteria meccanizzata, artiglieria pesante, blindati, aviazione, marina da guerra e droni da combattimento si abbatterono sul Libano. Di fronte a questo corpo di spedizione di 40 000 soldati e 450 blindati pesanti, si levò Hezbollah, un partito politico di minoranza in Libano che dispone di una milizia coraggiosa, ma sprovvista di mezzi pesanti.

Per costruire la narrazione della minaccia rappresentata da questa organizzazione detestata dalle Potenze occidentali, venne allora orchestrato un vero melodramma su qualche razzo lanciato verso Israele. Da un punto di vista psicologico il fatto profittava a entrambi i belligeranti: consentiva a Hezbollah di sfidare Israele e a Israele di inscenare la commedia dell’aggressore aggredito. Ma il melodramma mascherava soprattutto la sproporzione dei danni provocati nei due campi. Mentre un migliaio di Libanesi erano già periti sotto le bombe di “Tsahal”, i media puntavano i riflettori su una decina di civili uccisi dai razzi di Hezbollah.

Accecati dalla loro stessa potenza, i sionisti cominciarono allora a colpire ponti, fabbriche, porti, aeroporti, devastarono Beirut sud, dispiegando un apparato di distruzione senza precedenti contro il paese. Ma questo vantaggio aereo non era garanzia di vittoria. Hezbollah, da parte sua, disponeva di innegabili atout: il suo radicamento nella comunità sciita, la sua coesione interna e il valore dei suoi combattenti, l’appoggio di una larga maggioranza della popolazione libanese. Mobilitando i Libanesi al fianco di Hezbollah, la nuova invasione israeliana, inoltre, ne mise anche in evidenza l’utilità militare.

Combattenti cristiani di Hezbollah in combattimento

Ancora confusa alla vigilia del conflitto, l’idea che Hezbollah fosse un bastione contro Israele si impose poi con l’evidenza dei fatti materiali: se Hezbollah cede, il Libano non esiste più, diventa un altro bantustan (le zone in cui il Sudafrica dell’apartheid concentrava i neri, ndt) israeliano. Semplice pretesto, la duplice cattura del 12 luglio fornì ai dirigenti israeliani, infatti, l’occasione sognata di una nuova guerra di cui intendevano assicurarsi i dividendi. Messa in ginocchio la Resistenza, il Libano avrebbe potuto essere ridotto ad un semplice Stato cuscinetto, privo di una vera sovranità, di coesione nazionale e di forza militare.

Perché Israele non è disposto a tollerare alla sua frontiera nord null’altro che uno Stato fantoccio. Ne ha distrutto la flotta aerea civile nel 1968, ne ha invaso il territorio nel 1978 e ha lanciato un’offensiva militare devastante contro Beirut nel 1982. Invaso, occupato e bombardato per decenni, il Libano ha visto andarsene le truppe israeliane dal sud del paese solo nel 2000. Questa tardiva vittoria, il Libano la deve a Hezbollah, che ha tormentato l’occupante per venti anni, uccidendo 900 soldati israeliani e costringendoli ad un ritiro unilaterale. Il violento attacco israeliano del 12 luglio 2006 era, chiaramente, un regolamento di conti.

Facendo gli sbruffoni i leader israeliani promisero di infliggere una lezione magistrale alla Resistenza. Considerati indistruttibili dagli esperti, 52 blindati di “Tsahal” vennero però trasformati in colabrodo. 170 soldati furono uccisi, 800 feriti. Più di 1 500 Libanesi perirono sotto i bombardamenti sionisti, e Hezbollah riconosce la perdita di 200 combattenti. Coi loro lanciarazzi anticarro, i combattenti di Hezbollah costrinsero le forze sioniste a mollare la presa. Inconcepibile per gli ammiratori di Israele, una dura realtà si impone: il “più potente esercito del Medio oriente” ha ripiegato di fronte alla milizia di un partito politico libanese.

Hezbollah postazione

All’indomani del conflitto, Hezbollah era ancora in piedi e il suo potenziale militare ancora più minaccioso. Adornato da un’aureola di gloria per la sua resistenza all’invasore, ha goduto nel mondo arabo di un prestigio senza eguali che trascende la divisione artificialmente alimentata tra sunniti e sciiti. Volendo dare a questa guerra un carattere punitivo, Israele si è punita da se stessa. I suoi soldati si sono dimostrati incapaci di conquistare un pugno di villaggi di frontiera e la sua massima azione armata è stata una campagna di bombardamento aereo devastante. Israele voleva sradicare Hezbollah. E’ riuscita solo a massacrare dei civili. Sconfitto, il suo esercito ha ripassato la frontiera con la coda tra le gambe.

Il ricordo di questa vittoria araba riportata a 1 contro 10 non cessa di ossessionare i dirigenti israeliani e occidentali. E’ una delle ragioni essenziali del loro accanimento contro la Siria, e l’aggressione contro Damasco del 2011, in fondo, ea già in nuce nella sconfitta di Israele del 2006. Ma gli avvenimenti non hanno seguito il corso sperato dai loro brillanti strateghi. Con la rotta della fanteria wahhabita in Siria, il piano ha deragliato e il fallimento ha alimentato il fallimento. Nel 2006, Israele ha subito una disfatta di fronte ad un Hezbollah appoggiato dalla Siria. Nel 2017, l’imperialismo ha perso la partita di fronte ad una Siria appoggiata (tra gli altri) da Hezbollah. I tentativi disperati di rompere questa alleanza si sono infranti come il vetro contro la Resistenza dei popoli fratelli, siriano e libanese.

Fonte: Ossin.org

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  1. dolphin 5 mesi fa

    Gli auguri migliori che meritano, di celebrare cento vittorie come queste e l’annientamento totale del nemico.

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