"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Hezbollah irachena: Barzani è un traditore

Il portavoce militare di Hezbollah brigate irachene, Jaafar al Husseini, ha descritto Massoud Barzani, l’atonominatosi premier della regione del Kurdistan iracheno, come un traditore e ha confermato che le brigate Hezbollah lo tratteranno allo stesso modo  come hanno trattato con il Daesh (lo Stato Islamico).
Secondo Al Husseini, Barzani ha approfittato della presenza del  Daesh ed è un loro partner nel  progetto di spartizione del paese.
Al Husseini ha detto che le brigate Hezbollah sono presenti in tutta la geografia dell’Iraq, compresa la regione del Kurdistan, e ha sottolineato che la creazione di uno stato curdo non è una richiesta curda, ma il sogno della famiglia di Massoud Barzani, ossessionata da ottenere potere e soldi.

Al Husseini ha annunciato di aver lavorato con i popoli curdi per contrastare  l’egemonia della famiglia Barzani.

Lo stesso  Husseini ha anche sottolineato che il referendum nella regione del Kurdistan è stato  falsato  e non esiste un controllo internazionale che conferma i risultati annunciati.

Al Husseini ha accusato Barzani di commettere un delitto di alto tradimento e di esercitare una dittatura personale contro gli interessi del popolo curdo.

Il portavoce di Hezbollah in Iraq ha aggiunto che queste  loro pressioni,  dentro e fuori il parlamento curdo, saranno respinte, e  ha accusato Barzani  di usare la forza militare per controllare Kirkuk e in altre città, ed ha  considerato che le loro intenzioni separatiste esistevano da prima ed erano dormienti.

Al Husseini ha dichiarato che Barzani ha raddoppiato unilateralemte  l’espansione territoriale da parte del governo regionale del Kurdistan iracheno controllato nel 2007, in quanto non vi era alcuna garanzia che Barzani avrebbe rinunciato a  dichiarare il loro status e che il referendum svoltosi non rappresenta  alcun valore legale ed inoltre  lui deve sapere che  la resistenza  prenderà  una serie di misure.

Husseini ha ribadito  che tra i primi obiettivi dell’asse di resistenza in Iraq vi è quello di mantenere l’unità e l’integrità del paese in contrasto con i piani USA e sionisti.

Il portavoce di Hezbollah irachena ha sostenuto  che, tra l’asse della resistenza e il governo iracheno, esistono comuni denominatori che permettono di impedire la dichiarazione di uno stato autonomo nella regione del Kurdistan.

Al Husseini ha voluto anche indicare  che Baghdad e i partiti iracheni in passato hanno  sbagliato nel cedere  molte facoltà alle autorità di Erbil. Ha aggiunto che Barzani ha venduto illegalmente il petrolio iracheno e tutte le sue azioni condotte nella regione sono sospette e ispirate dall’esterno.

Al Husseini ha ritenuto che la posizione del primo ministro iracheno Haidar al Abadi sia stata lenta e inadeguata e che sia necessario lavorare seriamente e con maggiore fermezza.
D’altra parte, Al Husseini ha accusato le autorità di Erbil di essere uno strumento americano in Iraq e nella regione, rilevando che Baghdad non dispone attualmente di  alcun controllo o comando sugli aeroporti e sulle frontiere.

Formazioni Hezbollah irachene

Il portavoce di Hezbollah ha dichiarato che, dietro la proposta di separazione della regione del Kurdistan, ci sono gli americani e il nemico sionista  e considera  che la vera posizione degli Stati Uniti è stato intravista quando Baghdad ha manifestato l’intenzione di  prendere seri provvedimenti per affrontare il pericolo separatista.

Come dichiarato al giornale turco, Al Husseini ha detto, “noi non lo permetteremo, saremo noi che impediremo la creazione di uno stato nella regione del Kurdistan iracheno”.

Al Husseini ha espresso la sua speranza che ci sia sincerità nella posizione della Turchia riguardo al rifiuto della separazione della regione del Kurdistan. Ha anche sottolineato che l’Iraq non consentirebbe interferenze esterne.

Per quello che si riferisce  ad una possibile cooperazione israeliana con Barzani, Husseini ha dichiarato: “Quello di cui  abbiamo  prova e quanto è apparso nei media è sufficiente per dimostrare la collaborazione di Barzani con Israele. Se l’entità sionista non può proteggere se stessa, come potrebbe  quindi proteggere il progetto Barzani? ”

Al Husseini ha espresso la speranza che le brigate di Hezbollah in Iraq non dovranno condurre una battaglia contro i Peshmerga. Ha detto che quelli sono differenti dalle bande di Barzani.

Infine Al Husseini ha ritenuto che la posizione del presidente iracheno, Fuad Masoum, avrebbe dovuto essere più chiara. Ha sottolineato però che l’asse della resistenza (Iraq- Hezbollah-Siria-Iran) oggi è forte, unito e opera nell’ambito di una strategia chiara.

Fonte: Al Mayadeen

Traduzione: L. Lago

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  1. animaligebbia 3 settimane fa

    Pane al pane,vino al vino.

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