Hezbollah ha rafforzato la sua presenza sul confine Siriano-Libanese

Hezbollah ha stabilito nuovi posti al confine siriano-libanese , ha riferito il 6 gennaio l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR).

Secondo il gruppo di monitoraggio con sede a Londra, i nuovi posti sono stati istituiti intorno alla città siriana di Serghaya, che si trova a circa 30 km a nord della capitale, Damasco. “Gruppi armati degli Hezbollah libanesi hanno sequestrato diverse fattorie nelle montagne aride della città di Sarghaya nella zona di al-Kharrabat, e hanno bloccato tutte le strade agricole per queste fattorie tranne una dove hanno stabilito un checkpoint con barriere di terra e cemento”, si legge nel rapporto del SOHR.

Inoltre, Hezbollah ha dispiegato una serie di veicoli e armi pesanti nelle nuove postazioni. I veicoli e le armi sono mimetizzati o collocati sottoterra.

Hezbollah mantiene una forte presenza lungo il confine siriano-libanese. I combattenti del gruppo libanese sono di stanza tra Homs orientale e Qalamun occidentale. Il gruppo ha contribuito a proteggere la maggior parte delle aree di confine della Siria tra il 2013 e il 2017. La presenza dei presidi di Hezbollah sul confine sirian-libanese ha bloccato le infiltrazioni dei gruppi terroristi in Libano che erano (e sono tuttora) appoggiati dagli USA, da Israele e dall’Arabia Saudita.

Israele afferma che Hezbollah sta contrabbandando attivamente armi di fabbricazione iraniana, compresi missili a guida di precisione, attraverso il confine siriano-libanese.

La presenza di Hezbollah sul confine siriano-libanese, coordinata con Damasco, ha lo scopo di proteggere il Libano dal terrorismo e di mantenere una rotta aperta con il suo sostenitore, l’Iran, attraverso la Siria e l’Iraq.

Hezbollah postazione


Il Gruppo terrorista Ahrar Al-Sham ha cinfermato che quasi 10.000 dei suoi appartenenti sono stati eliminati dal 2011

Il movimento Ahrar al-Sham ha rivelato che quasi 10.000 dei suoi combattenti e comandanti sono stati eliminati dall’esercito arabo siriano e dai suoi alleati.
Per la prima volta in assoluto, il 5 gennaio, il gruppo di miliziani jihadisti, appoggiato da USA, Turchia e Arabia Saudita, ha pubblicato i nomi di 9.525 dei suoi comandanti e combattenti uccisi tra il 2011 3 il 2020.
Questo gruppo aveva iniziato a formare le sue untià dopo la rivoluzione egiziana e si era infiltrato in Siria a partire dal marzo del 2011. Il gruppo era cresciuto rapidamente fino a diventare una delle principale fazioni armate dell’opposizione armata in Siria con unità attive su quasi tutti i fronti.

Esercito siriano, armi catturate ai terroristi

Nel settembre del 2014 il gruppo ha ricevuto un duro colpo quando una misteriosa esplosione in un bunker di Idlib ha eliminato la sua leadership, incluso il suo fondatore e comandante in capo, Hassane Abboud.
Nella battaglia per Aleppo del 2016, il gruppo ha subito pesanti perdite di personale ed attrezzature e da quel momento non ha più avuto la stessa forza, dopo aver perso labattaglia con l’Esercito siriano. Successivamente si è trovato in contrasto con altre fazioni di terroristi del fronte al Nusra ed altre di diverse confessioni per cui ha subito altre perdite negli scontri con gli altri gruppi di militanti.
In pratica il gruppo ha perso buona parte delle sue forze e si trova arroccato in alcune posizioni nell’Idlib siriano, contando sull’appoggio dell’Esercito turco e sugli aiuti che i terroristi ricevono, tramite la Turchia, dalla NATO.

Fonte: South Front

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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