Hezbollah avverte Israele: in caso di guerra totale in Libano sono previsti in arrivo oltre centomila volontari della Resistenza

Hezbollah avverte Israele: in caso di guerra totale in Libano sono previsti in arrivo oltre centomila volontari della Resistenza

La resistenza non conosce limiti in caso di attacco del Libano: Sayyed Nasrallah

Il capo di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha sottolineato l’importanza del fronte di sostegno libanese a livello militare, economico e politico contro “Israele”.
l segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha sottolineato, in un discorso televisivo trasmesso ieri, il ruolo sostanziale svolto dal fronte di sostegno libanese nella guerra a Gaza di fronte all’occupazione israeliana.

“La battaglia sul fronte libanese ha giocato un ruolo molto significativo, causando perdite materiali, morali e psicologiche al nemico”, ha sottolineato durante la cerimonia commemorativa per il leader di Hezbollah Hajj Sami Taleb Abdullah e i suoi compagni, martirizzati giorni prima in un attacco israeliano nel sud del Libano.

Ha messo in dubbio la rappresentazione degli eventi sul fronte meridionale, suggerendo che l’intensità delle risposte israeliane indica una situazione più grave. “Se quello che sta accadendo sul fronte meridionale era una questione di routine, allora perché questi strenui sforzi per fermarlo, e perché tutte le urla, le intimidazioni, i lamenti e le minacce?”, ha chiesto.

Forze di Hezbollah

Sayyed Nasrallah ha anche menzionato il potenziale di un’ulteriore escalation, osservando: “La possibilità di invadere al-Jalil rimane sul tavolo se lo scontro dovesse intensificarsi”.

Rivolgendosi alle vittime israeliane, il leader della Resistenza ha accusato l’occupazione israeliana di nascondere le sue perdite nel nord. “Il nemico nasconde le sue perdite sul fronte settentrionale, ma non ha potuto nascondere il numero di coloro che hanno evacuato gli insediamenti”, ha affermato.

Ha criticato la rappresentazione della guerra da parte dei media globali, dicendo: “Dall’inizio dell’Operazione al-Aqsa Flood, c’è stata una macchina mediatica globale la cui missione è quella di sminuire le azioni dei fronti di sostegno e della resistenza a Gaza”.

Sayyed Nasrallah ha ribadito che l’occupazione israeliana sta deliberatamente nascondendo le sue perdite nel nord per evitare ulteriori pressioni. Ha fornito cifre specifiche sulle evacuazioni, sottolineando che “42 insediamenti sono stati completamente evacuati e la vita è stata interrotta in molti altri”.

Inoltre, ha affermato che l’immagine dell’esercito e della sicurezza israeliana si stava deteriorando. “L’immagine deterrente del nemico sta crollando di fronte al suo popolo, alla sua società e al mondo”, ha concluso.

Perdite crescenti
“Non sono riusciti a proteggere le navi israeliane, il che è un enorme fallimento per le due flotte navali più importanti del mondo, in primo luogo la flotta americana”, ha sottolineato il capo di Hezbollah.

Sayyed Nasrallah ha tratto due conclusioni dal fronte yemenita: “In primo luogo, il fallimento americano-britannico, e in secondo luogo, l’incapacità israeliana di combattere su quel fronte”.

Ha criticato il perseguimento di false vittorie da parte dell’occupazione israeliana, affermando: “Il nemico ansima per una vittoria falsa e fabbricata che non ha alcun fondamento nella realtà, solo per presentarla al suo pubblico come una vittoria”.

Il capo di Hezbollah ha evidenziato le perdite significative inflitte all’occupazione israeliana da Gaza e dalla Cisgiordania, così come dal Libano, dallo Yemen e dall’Iraq.

Il nemico ha capito dall’8 ottobre che le sue posizioni sarebbero state prese di mira e che abbiamo abbastanza informazioni su di loro, le loro fortificazioni, il loro equipaggiamento e il loro numero”, ha detto. “Stiamo continuando a colpire le posizioni nemiche entro un certo e specifico programma”, ha dichiarato.

Sayyed Nasrallah ha dettagliato la strategia della Resistenza per “accecare” e “assordare” l’occupazione israeliana. “La resistenza ha seguito una strategia di accecare il nemico e assordare le sue orecchie prendendo di mira attrezzature tecniche, radar, palloni aerostatici e altro ancora”, ha spiegato.
Operazione upupa
“Abbiamo una quantità molto, molto, molto grande di informazioni, e il rilascio di ieri è selezionato da molte ore su Haifa”, ha sottolineato a proposito dei media militari della Resistenza islamica in Libano – Hezbollah ha rilasciato martedì filmati che mostrano i suoi droni da ricognizione che sorvolano fasce di terra palestinese occupata, tra cui Kiryat Shmona, Nahariya, Safad, Karmiel, Afula, fino ad Haifa e al suo porto.

Nel dettaglio, il video mostra prima i droni di Hezbollah che sorvolano un complesso militare-industriale appartenente a Rafael Advanced Defense Systems, che comprende numerose fabbriche, magazzini e campi di prova in cui vengono prodotti e assemblati componenti di sistemi di difesa aerea, in particolare l’Iron Dome e il David’s Sling.
Abbiamo lunghe ore di filmati di Haifa e dei suoi dintorni, che coprono ciò che è a nord di Haifa, ciò che è oltre Haifa e ciò che è oltre, oltre Haifa”, ha detto Sayyed Nasrallah.

“Abbiamo sviluppato le nostre armi, ne abbiamo usate di nuove e ne conserviamo altre per i prossimi giorni per difendere la nostra terra, il nostro popolo e la sovranità del Libano”, ha affermato. “Finora abbiamo combattuto solo con una parte delle nostre armi, e abbiamo ottenuto nuove armi che non riveleremo; Questo diventerà evidente sul campo di battaglia”.

Sayyed Nasrallah ha anche sottolineato che la Resistenza ha prodotto una forza lavoro senza precedenti. In questo momento abbiamo oltre centomila volontari dell’Asse della Resistenza, provenienti da Iraq, Siria e Iran, pronti a venire in Libano per combattere contro il nemico sionista. (………..)

Nasrallah ha concluso riaffermando la fermezza e la prontezza di Hezbollah a impegnarsi in questa storica battaglia fino alla vittoria. “Affermiamo la solidità della nostra posizione e la nostra disponibilità a continuare questa posizione storica, umanitaria e morale fino alla vittoria”, ha concluso.

Fonte: Al Mayadeen + Agenzie

Traduzione: Fadi Haddad

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La Redazione

10 commenti su “Hezbollah avverte Israele: in caso di guerra totale in Libano sono previsti in arrivo oltre centomila volontari della Resistenza

  1. La qualità degli armamenti ed il valore delle truppe dell’EST non hanno confronti con l’occidente. I Vietcong erano relativamente pochi, mentre gli americani e la NATO e i fantocci erano milioni …………………………. lo stesso scenario qui, decine di migliaia di guerriglieri contro mezzi milioni di occidentali………………….. Anche i turchi, come gli americani, scarsamente combattivi, hanno usato i grandi numeri per vincere. Grandi numeri, grandi morti !

  2. Ciao ARMIN e LOLLO, e mi rivolgo anche agli altri “amici” del sito, se non lo avete già visto, consiglio di vedere su https://www.presstv.ir/ le immagini satellitari diffuse dallo Yemen che riportano i danni evidentissimi sul ponte della portaerei Eisenhover, e il video della tv yemenita che ritrae l’affondamento della nave Tutor, diretta in uno scalo sionista !
    Interessanti anche le notizie sui malumori dell’equipaggio della Eisenhover, al quale non viene dato il cambio a bordo da più di 9 mesi, cambio di equipaggio rinviato già due volte, e quella sulla inaugurazione di un tratta ferroviaria tra la sponda iraniana dell’oceano indiano, il mar caspio e il territoro russo ! Notizie parecchio “diverse” da quelle propinateci dai nostri cosiddetti TG ! Saluti

    1. GIORGIO, ti ringrazio, ho visto le esplosioni sulle due navi mercantili, sono notevoli ! La portaerei devo ancora vederla. Ciao.

  3. Approfittare del momento storico e distruggere i nazisionisti e portare la pace nel mondo intero. I proclami non servono a niente.

  4. Chissà se gli Usa invieranno truppe a supporto dei battaglioni Israeliani???
    Sarebbe una dura sconfitta per l’esercito ammericano e per tutto l’occidente collettivo.
    Una forza dirompente, annienterebbe Israele.
    Gli ebrei , sarebbero costretti a cambiare nuovamente terra.

    1. Ciao Nicholas, la maggior parte degl’ analisti non schierati lo ritiene altamente improbabile. M’ associo a tale pensiero. Secondo le stime ufficiale l’ ammontare dell’ esercito Usa, compresa aviazione e marina, fa’ fatica ad arrivare a 350 mila uomini. Quasi tutti dislocati gia’ per l’ intero globo. Inviare truppe in Israele nello specifico, dedicate ad una missione di terra vorrebbe dire una coscrizione d’ arruolamento nazionale, o ritirarle da altri scenari chiave come il Nord Europa od il Pacifico. Non credo che l’ amministrazione Biden possa farlo. Forse la nuova a Novembre, ma dubito.

  5. ma in fondo gli ebrei cosa sono ?

    frasi famose…..
    GOLDA MEIR, PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1969 – 1974

    «Non esiste una cosa come il popolo palestinese. Non è che noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro paese. Essi non esistono». (Golda Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.)

    «Come possiamo restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui restituirli». (Golda Meir, 8 marzo 1969.)

    «A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche chiedere come pensano di prendersi questa responsabilità, se sono interessati allo stato d’Israele. È bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada». (Golda Meir, 1961, in un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961)

    «Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità». (Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971)

    ITZHAK RABIN, PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1974 – 1977, 1992 – 1995

    «Uscimmo fuori, Ben-Gurion ci accompagnava. Allon rifece la sua domanda: Che cosa si doveva fare con la popolazione palestinese? Ben-Gurion ondeggiò la mano in un gesto che diceva: cacciateli fuori!» (Yitzhak Rabin, versione censurata delle memorie di Rabin, pubblicata sul New York Times, 23 ottobre 1979.)

    «[Israele vorrà] creare nel corso dei prossimi 10 o 20 anni le condizioni per attrarre naturalmente e volontariamente una migrazione dei rifugiati dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania verso la Giordania. Per ottenere questo dobbiamo arrivare ad un accordo con Re Hussein e non con Yasser Arafat». (Yitzhak Rabin [un «Principe di Pace» secondo Clinton], spiega il suo metodo di pulizia etnica dei territori occupati senza sollevare scalpore nel mondo.)

    (Riportato da David Shipler sul The New York Times, 04/04/1983 citando i commenti di Meir Cohen al comitato affari esteri e difesa della Knesset del 16 marzo.)

    MENACHEM BEGIN, PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1977 -1983

    «[I palestinesi] sono bestie che camminano su due gambe». (Discorso alla Knesset di Menachem Begin Primo Ministro israeliano, riportato da Amnon Kapeliouk, «Begin and the ‘Beasts’», su New Statesman, 25 giugno 1982.)

    «La divisione della Palestina è illegale. Non sarà mai riconosciuta. Gerusalemme è e sarà per sempre la nostra capitale. Eretz Israel verrà ricostruito per il popolo d’Israele. Tutto quanto. E per sempre». (Menachem Begin, il giorno dopo il voto all’ONU sulla divisione della Palestina.)

    YITZHAK SHAMIR, PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1983 – 1984, 1986 – 1992
    «I vecchi dirigenti del nostro movimento ci hanno lasciato un chiaro messaggio di prendere Eretz Israel dal mare al fiume Giordano per le future generazioni, per un’aliya di massa (=immigrazione ebraica), e per il popolo ebraico, che tutto quanto sarà radunato in questo paese». (Dichiarazione dell’ex primo Ministro Yitzhak Shamir al ricordo funebre dei primi dirigenti del Likud, novembre 1990. Servizio locale di Radio Gerusalemme.)

    «Determinare la terra d’Israele è l’essenza del sionismo. Senza determinazione, noi non realizziamo il sionismo. È semplice». (Yitzhak Shamir, su Maariv, 02/21/1997)

    «(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette… con le teste sfracellate contro i massi e le mura».(Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d’Israele in un discorso ai coloni ebrei, New York Times, 1 aprile 1988.)

    BENJAMIN NETANYAHU, PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1996 – 1999

    «Israele avrebbe dovuto approfittare dell’attenzione del mondo sulla repressione delle dimostrazioni in Cina, quando l’attenzione del mondo era focalizzata su quel paese, per portare a termine una massiccia espulsione degli arabi dei territori». (Benjamin Netanyahu, allora vice ministro degli esteri, ex Primo Ministro d’Israele, in un discorso agli studenti della Bar Ilan University, dal giornale israeliano Hotam, 24 novembre 1989.)

    EHUD BARAK, PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1999 – 2001

    « I palestinesi sono come coccodrilli, più gli date carne, più ne vogliono». (Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d’Israele – 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000)

    «Se pensassimo che invece di 200 vittime palestinesi, 2.000 morti metterebbero fine agli scontri in un colpo, dovremmo usare più forza… » (Il Primo Ministro israeliano Ehud Barak, citato dall’Associated Press, 16 novembre 2000.)

    «Sarei entrato in un’organizzazione terroristica». (Risposta di Ehud Barak a Gideon Levy, giornalista del quotidiano Ha’aretz, quando chiese a Barak che cosa avrebbe fatto se fosse nato palestinese.)

    ARIEL SHARON, PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 2001-2006

    «É dovere dei dirigenti d’Israele spiegare all’opinione pubblica, chiaramente e coraggiosamente, un certo numero di fatti che col tempo sono stati dimenticati. Il primo di questi è che non c’è sionismo, colonizzazione, o Stato Ebraico senza lo sradicamento degli arabi e l’espropriazione delle loro terre». (Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, parlando ad una riunione di militanti del partito di estrema destra Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.)

    «Tutti devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile in modo da allargare gli insediamenti (ebraici) perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro… Tutto quello che non prenderemo andrà a loro». (Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.)

    «Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l’America farà questo o quello…devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi, il popolo ebraico, controlliamo l’America, e gli americani lo sanno». (Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.)

    «Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele». (Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Online)

    1. Ciao Ric, gran bel lavoro di puro giornalismo storico il tuo. Esplicazione della malvagità umana sionista, e dei loro alleati NaziNato che li sostengono imperterriti. Complimenti e saluti!

    2. Egregio RIC, hai fatto un gran bel lavoro nel riepilogare queste citazioni ! E’ necessario portarne a conoscenza quante più persone possibile, non solo tra chi è dichiaratamente anti sionista, ma soprattutto tra chi è filo sionista e si mostra “comprensivo”, e crede che gli ebrei siano in credito con la storia ! Se nei primi decenni del dopoguerra hanno goduto di ampio credito (gonfiato dalla propaganda), ora questo è quasi “prosciugato” presso una gran parte dell’opinione pubblica internazionale !

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