Guerra israeliana a Gaza, fine dell’”ordine basato sulle regole”: Foreign Affairs

Agnès Callamard fa luce sull’impatto degli Stati Uniti sul cosiddetto “ordine basato sulle regole” e su come quest’ultimo stia giungendo al termine a causa delle atrocità israeliane a Gaza.
La crisi di “Gaza è la fine dell’ordine basato sulle regole”, scrive Agnès Callamard su Foreign Affairs e afferma che dopo più di quattro mesi dal 7 ottobre, la serie di attacchi israeliani a Gaza è stata etichettata come crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale che “Israele” giustifica sostendo che “combatte contro Hamas”.

Callamard spiega come da allora “Israele” abbia deliberatamente sfollato i palestinesi e assediato Gaza, lasciando centinaia di migliaia di palestinesi privati ​​delle necessità umane fondamentali. L’occupazione israeliana ha effettuato attacchi indiscriminati, sproporzionati e diretti contro palestinesi e “obiettivi civili”, come scuole e ospedali. Circa 28.000 palestinesi sono stati martirizzati, la maggior parte dei quali sono donne e bambini. Molte zone di Gaza sono state distrutte, un quinto delle sue infrastrutture e la maggior parte delle sue case sono ora danneggiate o distrutte, rendendo la regione in gran parte inabitabile.

Il blocco israeliano contro i palestinesi ha negato loro cibo adeguato, acqua potabile, carburante, accesso a Internet, riparo e assistenza medica, tutte queste azioni equivalgono a una punizione collettiva. Inoltre, l’occupazione israeliana sta detenendo i palestinesi in condizioni inumane e degradanti, pur ammettendo che alcuni dei detenuti vengono martirizzati. Forti violenze da parte delle IOF e dei coloni contro i palestinesi hanno preso il sopravvento anche in Cisgiordania.

Partner nel crimine….letteralmente
Dichiara che gli Stati Uniti e molti paesi occidentali hanno continuamente sostenuto “Israele”, fornendo aiuti militari, votando contro il cessate il fuoco alle Nazioni Unite, tagliando i finanziamenti all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi, e condannando l’azione del Sud Africa nel caso di genocidio contro “Israele” presso la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), anche se i massacri continuavano a svolgersi.

Callamard ritiene che l’attuale collaborazione diplomatica nella catastrofica crisi umanitaria e dei diritti umani a Gaza sia il culmine di anni di decadimento dello stato di diritto internazionale e del sistema globale dei diritti umani. Ha affermato che questa disintegrazione è iniziata dopo l’11 settembre, quando gli Stati Uniti hanno abbracciato la loro “guerra al terrorismo”, che secondo l’analista è una campagna che “normalizza l’idea che tutto è lecito” nella caccia ai “terroristi”.
Sottolineando ulteriormente il ruolo degli Stati Uniti nella guerra a Gaza, Callamard menziona come “Israele prende in prestito l’etica, la strategia e le tattiche da quel quadro”.

È come se le gravi lezioni morali dell’Olocausto e della Seconda Guerra Mondiale fossero state quasi dimenticate, e con esse, il nucleo stesso del principio decennale del “Mai più”: la sua assoluta universalità, l’idea che protegge tutti noi o nessuno di noi. Questa disintegrazione, così evidente nella distruzione di Gaza e nella risposta dell’Occidente ad essa, segnala la fine dell’ordine basato sulle regole e l’inizio di una nuova era.

Un sistema internazionale radicato nella discriminazione e nella disuguaglianza.

Fonte: Foreign Affairs

Traduzione: Luciano Lago

4 commenti su “Guerra israeliana a Gaza, fine dell’”ordine basato sulle regole”: Foreign Affairs

  1. Quando un Sistema politico è in crisi, lo è in tutti i settori. Basta vedere le società occidentali come si sono ridotte…… invece di essere opulente, sono immiserite ed abbruttite. L’Arte, la salute, la sicurezza, la bellezza ed eleganza della gente sono in peggioramento, come pure il panorama, con tutte le bruttezze dei malaticci importati.

  2. La ejaculatio praecox degli pseudo-imperi barbarici, cani del mare, pendagli da forca olezzanti, imparruccati e incipriati, figli di madri algide dediti alla pirateria, allo schiavismo, al saccheggio di idromele, alla conquista di mosche e vacche magre sacre, alimentati dal sangue delle proprie concubine e dei legittimi regnanti, finanziati in ogni tempo dai cambiavalute del Tempio.

  3. Lo dice l’espressione stessa, l’Occidente segue l’ordine “basato sulle regole” (e non sulle “leggi”, stabilite in base alla giustizia e al bene comune), in quanto le “regole” vengono stabilite in base agli interessi di parte e variano a seconda del comodo. Ora il comodo e gli interessi dell’Occidente sono conquistare Gaza per mettere le mani sul Gaza Marine, il grande giacimento di gas di cui Israele ha bloccato l’utilizzo ai palestinesi dal 2007 e sta vendendo a suo nome, come fosse già in suo possesso, le concessioni allo sfruttamento alle agenzie occidentali (si veda il caso ENI), e per via del progetto del canale Ben Gurion, che Israele sta pianificando di costruire sulla parte nord della Striscia di Gaza come alternativa al Canale di Suez, fonte di grandi profitti all’Egitto (ma non a USA/GB/Israele), Stato che tra l’altro e’ appena entrato a far parte dei BRICS, acerrimi nemici dell’Occidente. Quindi, secondo l’ordine “basato sulle regole”, ben venga la strage del popolo di Gaza.

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