Guerra e genocidio nella Giornata della Terra

L’aggressione militare e le ambizioni imperiali degli Stati Uniti lasciano una scia di distruzione naturale, il tutto sotto la maschera della sicurezza nazionale, scrive Melissa Garrigue

Di Melissa Garrigue (*)
Questo Lunedì della Giornata della Terra, preparatevi per lo spettacolo annuale dei legislatori statunitensi che indossano i loro cappelli ambientalisti, esprimendo poeticità sul loro amore per il pianeta ignorando la devastazione che le loro azioni provocano.

La dura realtà è che accanto alle loro vane promesse c’è una scia di distruzione alimentata dall’aggressione militare e dalle ambizioni imperiali, il tutto sotto la maschera della sicurezza nazionale.

Prendi Gaza, per esempio. I suoi terreni agricoli, un tempo fertili, ora giacciono sterili, le sue fonti d’acqua avvelenate dal conflitto e dall’incuria. Le tristi statistiche parlano chiaro: Il 97% dell’acqua di Gaza non è adatta all’uso e consumo umano, causando uno sconcertante 26% di malattie, in particolare tra i bambini e persone vulnerabili.

Il decennale progetto di insediamento coloniale di Israele e la pulizia etnica della Palestina hanno causato danni inconfutabili alla terra, all’aria e all’acqua, contribuendo di conseguenza alla crisi climatica.

Infatti, nei primi due mesi dell’attuale campagna di genocidio a Gaza, il bombardamento omicida di Israele, che ha ucciso quasi 35,000 persone, ha avuto anche conseguenze di generare più emissioni che riscaldano il pianeta rispetto all’impronta di carbonio annuale delle 20 nazioni più vulnerabili al clima del mondo.

Eppure, nonostante queste terribili circostanze, i legislatori statunitensi persistono nell’incanalare armi verso Israele, perpetuando un ciclo di violenza e degrado ambientale.

Gli effetti a catena del militarismo si estendono ben oltre i confini di Gaza. In Ucraina, la guerra russo-ucraina ha lasciato un l’incredibile fattura ambientale da 56.4 miliardi di dollari, con diffusa contaminazione dell’aria, dell’acqua e del suolo. Mine e ordigni inesplosi rappresentano il 30%. del paese, comportando rischi a lungo termine sia per l’ambiente che per la salute umana.

La risposta degli Stati Uniti a tutto ciò è stata quella di rifiutare la diplomazia e alimentare una guerra lunga e prolungata con una fornitura infinita di armi e sostegno militare. Una guerra che la maggior parte degli esperti ti dirà non è una guerra vincibile. La guerra per procura che gli Stati Uniti stanno finanziando non solo lascia gli ucraini a rischio di non raggiungere mai la pace, ma contribuisce anche in modo significativo alla crisi climatica in continua crescita.


Poi c’è il desiderio del governo americano di entrare in guerra con la Cina. La pesante impronta dell’esercito americano già incombe nel Pacifico, e con i tamburi di guerra che ora risuonano più forte che mai a favore della guerra, l’impronta sta crescendo.

Con oltre 200 basi sparse nella regione, il, vorace consumo di energia del Pentagono alimenta le emissioni di gas serra e degrado ambientale, da acqua potabile inquinata a Okinawa a grave contaminazione nei pressi di installazioni militari a Guam.

Tuttavia, il governo degli Stati Uniti insiste sul fatto che è la Cina il suo più grande nemico e non la minaccia incombente della distruzione del clima. La presenza militare statunitense nel Pacifico sta distruggendo gli ecosistemi naturali e indigeni, favorendo l’idea di distruzione ambientale rispetto a qualsiasi forma di diplomazia e cooperazione con la Cina.

Tutta questa distruzione dell’ambiente e l’accelerazione della crisi climatica avvengono silenziosamente sotto il velo della “sicurezza nazionale”, mentre le discussioni su come il costo ambientale della guerra sia la minaccia più significativa alla sicurezza nazionale sono assenti a Washington.

Mentre la minaccia dell’annientamento nucleare e delle vittime civili dominano giustamente i titoli dei giornali, le ricadute ecologiche rimangono una tragedia sottostimata.

Il Pentagono è il il più grande emettitore istituzionale di combustibili fossili del pianeta; la sua insaziabile sete di conflitto esacerba il cambiamento climatico e minaccia gli ecosistemi in tutto il mondo. A peggiorare le cose, il governo degli Stati Uniti vuole finanziare questa distruzione una cifra pari a quasi un trilione di dollari l’anno mentre le comunità povere e a basso reddito in tutto il mondo sopportano il peso delle catastrofi climatiche con poche o nessuna risorsa per proteggersi.

Al centro di questo ciclo distruttivo si trova un incentivo economico perverso, in cui la guerra diventa un business redditizio a scapito sia delle persone che del pianeta. La narrazione della crescita del prodotto interno lordo maschera il costo reale del conflitto, dando priorità al profitto finanziario rispetto al progresso reale nell’istruzione, nella sanità e nella biodiversità.

Invece di parametri di economia di guerra come il PIL, potremmo abbracciare parametri alternativi come il Pil indicatore di progresso reale (GPI) che tengono conto del reale tributo di guerra nel nostro mondo.

Possiamo passare da una crescita infinita a un benessere autentico valorizzando la qualità dell’aria, la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale.

In questa Giornata della Terra, rifiutiamo la vuota retorica dell’ambientalismo senza azione. Chiediamo responsabilità ai nostri legislatori e insistiamo sulla fine del ciclo di violenza e devastazione ecologica. Dando priorità alla pace e alla sostenibilità, possiamo proteggere il nostro pianeta e salvaguardare le generazioni future.

*Melissa Garriga è responsabile della comunicazione e delle relazioni con i media per CODEPINK. Scrive dell’intersezione tra militarismo e costo umano della guerra.

Fonte: Consortium News

Traduzione: Luciano Lago

8 commenti su “Guerra e genocidio nella Giornata della Terra

  1. “Quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri a morire” (J.P. Sartre)
    Le guerre sono convenienti per alcuni e catastrofiche per molti.
    Finchè a governare il mondo saranno le èlites le guerre non cesseranno.
    Le èlites sono Motore, i popoli Benzina: il motore funziona se la benzina continua a bruciare.

    1. Commento da incorniciare e solo da condividere. In sole due frasi ci sta’ dentro il tutto cosmico. Ciao Sando Kan!

  2. Chi ha scritto l’articolo, accompagna a concetti condivisibili, anche diverse castronerie, le stesse che conclama il WEF, rintracciabili nei termini ” crisi climatica” e “sostenibilita’. Non c’e’ nessuna crisi climatica provocata da CO2 antropica, ne ci sono guerre ecologiche. L’effetto piu’ grave delle guerre sono la enorme perdita di vite umane, che al WEF puo’ anche far comodo dal momento che propugnano il depopolamento, la distruzione delle strutture civili e l’inquinamento di terra, acqua e aria, non solo chimico ma anche radioattivo, visto l’uso ormai consolidato, da parte Nato, dei proiettili all’uranio. Del resto dovremmo preoccuparci non solo delle armi da guerra che, oltre ad uccidere, riscaldano e inquinano l’atmosfera, ma delle migliaia e migliaia di aerei che solcano h24 i cieli europei, americani ed asiatici immettendo quantita’ mostruose di sostanze sicuramente tossiche e gas surriscaldati.
    Sostenibilita’ rispetto a cosa? C’e’ troppa CO2 sulla terra? Ma lo sa Garrigue che la CO2 antropica e’ solo il 4% del totale e il 96% ha origine naturale e consente ancora la vita?
    160 mln di anni fa la CO2 aveva la concentrazione ottimale di piu’ di 2000 ppm, con una vegetazione estremamente lussureggiante, mentre sotto le 150 ppm esisterebbe solo deserto e niente piante. Ora siamo a circa 400-450 ppm praticamente vicini al limite sotto il quale, dopo l’estinzione delle piante, moriremmo tutti quanti. Ma c’e’ chi crede, in buona o in malafede, che ci sia crisi climatica mondiale provocata dalluomo, dalle attivita’ agricole, dalle vacche, dalle caldaie a gas metano etc.. E con questa scusa, vorrebbe farci mangiare insetti, carne sintetica, controllare ogni aspetto della nostra vita con la moneta e l’identita’ digitale e le citta 15 minuto o 30 km/ora.

  3. Queste cloache sioniste. E togliete le aquile dalle insegne, copioni in peggio. Almeno gl’ antichi romani non si spacciavano per ipocriti pacifisti, sicuramente non erano schiavi degl’ ebrei., tantomeno erano TERRORISTI come voi vaccari ignoranti!!

  4. I commenti di SANDO KAN e SCEVOLA21 sono da mandare a memoria, spiegano la situazione attuale molto meglio di qualunque libro di testo scolastico ! Quanto agli USA, dico solo che l’esistenza di quel paese (oltre a GB ed entità sionista) è una vera sciagura per tutti i popoli del pianeta, serve solo a distruggere interi paesi, uccidere milioni di persone tramite guerre, sanzioni e invasioni, affamare popoli, rendere sterili i territori, inquinare mari, fiumi e cieli, grazie al loro modello di società basato sulle guerre senza fine per il profitto illimitato di pochi a danno di milioni, anzi miliardi, di nostri simili !
    Ancora complimenti a SANDOKAN e SCEVOLA21 per il loro gran bel commento !

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