Grande competizione per il potere e conflitto in aumento in Ucraina

di Markku Siira

Guardando più obiettivamente agli eventi degli ultimi sei mesi in Ucraina, si deve riconoscere che la leadership russa ha esercitato grande moderazione nel tentativo di ridurre al minimo i danni e le vittime civili. La Russia avrebbe potuto bombardare Kiev e la maggior parte delle principali città riducendo in macerie già a febbraio, se lo avesse voluto.

Washington, dal canto suo, è determinata ad intensificare la guerra contro Mosca, come dimostrano chiaramente i recenti avvenimenti in Crimea, con l’esplosione di missili balistici. Il mondo si sta dividendo e gli obiettivi di questa guerra vanno ben oltre l’Ucraina. Il fronte di guerra può quindi solo che espandersi sempre di più.

Anche la guerra dell’informazione e varie operazioni sporche, condotte e dirette dalle agenzie di intelligence USA, aumenteranno sicuramente. I terroristi ucraini, come molti altri gruppi che operano in tutto il mondo, sono addestrati e armati dai servizi di intelligence statunitensi e britannici. In Finlandia, Mika Aaltola, del Foreign Policy Institute, è già esultante all’idea di “portare la guerra in Russia”.

L’Ucraina, infatti, non è sola: il regime di Zelensky non prende autonomamente le proprie decisioni, ma opera sotto la stretta direzione dell’Occidente. Yahoo News ha riferito a marzo che dal 2015 la CIA conduce un programma di addestramento segreto per le forze speciali ucraine e il personale dell’intelligence per prepararli al futuro.

Un ex funzionario della CIA ha detto senza mezzi termini che il programma insegnava agli ucraini “come uccidere i russi”. Gli Stati Uniti hanno quindi addestrato gli ucraini ad atti terroristici che si estendono oltre l’Ucraina. Ne abbiamo già avuto un assaggio: non solo la giornalista Daria Dugin, ma anche funzionari delle regioni russe dell’Ucraina sono stati assassinati usando autobombe.

Autobombe come arma di guerra in Medio Oriente e in Ucraina
Autobomba contro Daria Dugina (come avvenuto in Siria)

Dalla “rivoluzione” di Kiev, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno armato e addestrato non solo l’esercito ucraino, ma anche le forze paramilitari. Questi programmi di formazione sono stati massicciamente sviluppati negli ultimi anni. Le loro operazioni sinistre sono pianificate e coordinate non a Kiev, ma a Washington e Londra.

A questo punto, il pretesto della “non partecipazione” statunitense alla guerra contro la Russia è già stato abbandonato, come dimostrano la pubblicità data agli aiuti statunitensi alle armi e ai miliardi riversati in Ucraina. I resoconti sulla guerra dei media imprimono anche le stesse frasi e immagini di una “guerra di aggressione contro la Russia” nella mente delle masse occidentali settimana dopo settimana e mese dopo mese.

Questo significa anche che i media occidentali non danno spazio alle proposte di pace, ma si limitano a ripetere che “la guerra contro la Russia deve essere vinta”. Il presidente Sauli Niinistö, parlando alle Giornate degli ambasciatori, ha affermato che anche il sostegno della Finlandia all’Ucraina continuerà “per tutto il tempo necessario”. Slava Ukraini, il primo ministro Sanna Marin ha twittato nel giorno dell’indipendenza dell’Ucraina.

Ma negli Stati Uniti si teme che il prossimo inverno metterà alla prova il sostegno europeo all’Ucraina più che mai. L’élite politica americana non sembra preoccuparsi dei problemi economici ed energetici dell’Europa, con il paese ospite transatlantico che incolpa vagamente l’Europa per la fatica della guerra.

Finora, il Cremlino ha mostrato una sorprendente moderazione nella sua risposta ai tentativi di Washington di intensificare la guerra. L’amministrazione Biden ha ipocritamente avvertito del pericolo della terza guerra mondiale, ma essa stessa ha deliberatamente superato tutte le linee rosse e ha solo intensificato il conflitto.

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha reso ancora più chiaro che le grandi potenze devono tenere maggiormente conto della loro interdipendenza. In un mondo globale, sicurezza e pericoli sono condivisi. Espandendo la NATO e invogliando i paesi dell’euro a entrare in guerra, gli Stati Uniti stanno solo alimentando il dilemma della sicurezza.

Enfatizzare eccessivamente la vittoria o la sconfitta nella competizione tra grandi potenze, creare artificialmente “minacce” e trascinare i paesi vicini nella corsa agli armamenti non farà che esacerbare l’ambiente di sicurezza regionale. Le ricadute del conflitto locale possono essere imprevedibili. Per finire, alcune delle armi pesanti inviate dall’Occidente in Ucraina sono già state vendute a criminali e terroristi sul mercato nero.

È proprio a questo tipo di reazione a catena di instabilità a cui puntano i piani di Washington, affinché il declino politico ed economico non si esaurisca solo negli Stati Uniti. L’egemone alla fine dovrà dimettersi, ma prima farà tutto ciò che è in suo potere per indebolire le potenze rivali. A tal fine, Ucraina, Polonia e Finlandia e molti altri paesi sono solo pedine da sacrificare.

Fonte: Markku Siira

Traduzione: Gerard Trousson

2 Commenti
  • giuseppe peluso
    Inserito alle 22:18h, 01 Settembre Rispondi

    La finanza anglosassone ha ordito una congiura che intuitivamente si è spinta ben dentro la Russia per disarticolarla, ma ha puntato anche ad impoverire i Paesi europei trascurando il fatto che una situazione socialmente esplosiva in Europa può rimbalzare in una America, che ha già gravi problemi a sua volta .Agli USA non rimangono poi molti amici oltre agli europei. Si può dedurre che gli americani pensassero di vincere in tempi brevi in Ucraina ; epperò i tempi si allungano, la sconfitta si avvicina, l’Europa può scoppiare. Se non fosse che grazie ai nostri sedicenti dirigenti, cagnolini degli USA-NATO, andiamo incontro a sofferenze, ci sarebbe da battere le mani – non per scaldarle.

  • eusebio
    Inserito alle 06:27h, 02 Settembre Rispondi

    Il sito russo Politnavigator riporta anche il rischio di aggressioni biologiche alla Russia da parte USA provenienti dai laboratori biologici del Pentagono in paesi come Georgia, Kazakhstan e Armenia, dove sono di stanza truppe russe, quindi a rischio di infezione immediata di agenti biologici potenziati studiati sui cittadini armeni oltrechè kazaki e georgiani, oltre che ucraini, come dimostrato dalle analisi cliniche russe sui profughi e prigionieri di guerra ucraini, ritrovati infetti di ogni genere di virus.
    Il governo armeno ha sottoscritto un comunicato del Pentagono che confuta in modo grottesco le accuse russe agli ammereCani di condurre operazioni di guerra biologica contro la Russia https://www.state.gov/joint-statement-on-the-contribution-of-cooperative-threat-reduction-partnerships-to-global-health-security/ accuse ben documentate dalle autorità russe, che avevano già trovato tracce di operazioni di guerra biologica contro la Russia in Crimea.
    Appare sempre più evidente che le potenze anglosassoni, drammaticamente inferiori a Russia e Cina per quanto riguarda armi, tecnologia ed industria, hanno puntato le loro residue speranze imperiali sulle armi biologiche, scatenando un attacco con il covid contro la Cina, e ora secondo i russi potrebbero attaccare di nuovo la Russia se vincesse in Ucraina.
    Da notare come le classi dirigenti postsovietiche dei paesi minori hanno venduto le vite e la salute dei loro stessi cittadini pur di fare soldi al servizio del loro padrone anglosionista.
    La Cina si dovrebbe rendere conto dell’estrema pericolosità della situazione e andarci giù molto pesante con l’economia americana, cedendo di colpo i titoli di stato USA per mandare a gambe all’aria il debito pubblico USA.
    Il rischio guerra civile negli USA è molto forte e un default lo innescherebbe di certo.

Inserisci un Commento