Gli USA trasferiscono bombardieri strategici in Medio Oriente

di Luciano Lago

Sembra che Trump abbia da giorni sopra la sua scrivania la possibilità di un attacco devastante contro una centrale iraniana di arricchimento uranio ma è importante sottolineare la dichiarazione rilasciata da Hossein Dehghan, consulente del presidente iraniano e candidato alla presidenza dell’Iran.
Questi ha dichiarato che un attacco militare contro il suo paese potrebbe scatenare una guerra in piena regola in tutto il Medio Oriente e sarebbe un conflitto devastante . Tuttavia bisogna considerare che i prodomi di questa guerra si stanno già verificando e sono quelli che stanno avvenendo tutti i giorni .
Risulta che il Martedì 24/11 aerei sconosciuti hanno attacccato e bombardato una raffineria di petrolio nella città di Kabasin, nord della Siria, controllata dai gruppi pro turchi. E’ possibile che l’attacco con missili contro le unità di miliziani controllate dalla Turchia sia stato attuato in risposta dell’attacco di unità dell’esercito turco contro i gruppi che appoggiano il governo di Damasco . Gli attacchi contro le forze turche non si sono fermati con la distruzione di una raffineria di petrolio (rubato alla Siria) di Kadr Takharim (zona di Idlib). Subito dopo si è verificato un attacco con bombardamento contro il gruppo di miliziani pro turchi e l’attacco ha posto fine alla vita del comandante, Abu Absul Ahi, il capo del gruppo filo turco Feilak al Sham, il gruppo più influente agli ordini del comandante rimasto ucciso che prendeva ordini da Ankara.


Nel frattempo gli USA stanno trasferendo massicciamente aerei da guerra e bombardieri strategici in Medio Oriente e questo è un fatto accertato. Vedi: https://theaviationist.com/2020/11/21/u-s-air-force-b-52h-stratofortress-bombers-conduct-short-notice-long-range-deterrence-mission-into-middle-east/

Il Comando centrale delle US. Forces ha pubblicato informazioni relative al trasferimento di aerei da guerra dalla Germania agli Emirati Arabi Uniti, come parte di uno squadrone di F-16 appartenenti al 480° gruppo di combattimento, trasferiti dalla Germania assieme al personale di servizio, così come riferisce la rivista “Publico” , che, secondo il Comando, avviene “per contenere le minacce e aggressioni alla sicurezza e stabilità della regione” (sic!). L’ubicazione esatta dei bombardieri non si conosce ma sembra certo che lo squadrone degli F-16 siano stati ubicati nella base di Al Dafra. Il sabato 21 il Pentagono ha trasferito bombardieri strategici B-52H in Medio Oriente: questi hanno volato dalla loro base nel Dakota del nord fino allla regione del M.O. “per appoggiare i soci degli USA e contenere le eventuali aggressioni”, sostiene il comando, anche se non è chiaro chi aggredisce chi.
Al principio di Novembre, vari media avevano informato dell’intenzione degli USA con Trump di attaccare la pianta di arricchimento di uranio in Natanz, Iran, come hanno informato varie fonti e l’esercito israeliano si è preparato per possibile rappresaglie da parte dell’Iran contro Israele, lo spiegano le stesse fonti israeliane consultatesi con la rivista Axios . Le fonti avevano informato della possibilità di una decisione di attacco da parte di Trump prima di lasciare l’incarico, come ultimo colpo di coda.
Secondo il portale, nel consultare alti funzionari Isaeliani, la allerta non è devuta a segnali dell’intelligence ma sono stati gli stessi alti comandi di Israele che hanno anticipato dell’avvicinarsi di un periodo molto delicato, prima dell’investitura del 20 Genaio della nuova Amministrazione USA. Vedi: https://www.forbes.com/sites/jackbrewster/2020/11/25/report-israeli-military-braces-for-possibility-trump-attacks-iran-in-final-days-of-presidency/?sh=61743480778f


I preparativi di Israele devono considerare la possibili rappresaglie delle forze filo iraniane nei vari paesi, Siria, Iraq, Libano, Gaza, nel presupposto che tale scenario sia possibile. La scorsa settimana il NYT aveva riferito come, nel corso di una riunione con i massimi incarichi dello Stato Maggiore USA, Trump aveva fatto la stessa richiesta di un attacco all’Iran ai suoi consiglieri. Sconsigliato per un attacco militare preventivo contro l’Iran ed era stato dissuaso da questi (secondo il NYT) per le conseguenze di un conflitto generalizzato nella regione.

Trump con suoi consiglieri militari

A questo quadro bisogna aggiungere gli attacchi che si sono realizzati da Israele contro la Siria negli ultimi giorni. Mentre su un altro fronte, gli Houthi dello Yemen hanno lanciato un attacco missilistico contro una importante raffineria dell’Arabia Saudita, nella zona occidentale di Gedda. Il 23 di Novembre le forze dell’esercito yemenita e le forze popolari hanno attaccato la stazione di distribuzione petrolifera saudita Aramco e il portavoce yemenita, Yahya Sarie, ha specificato che la stazione è stata colpita con un missile Quds 2 che ha colpito con precisione l’obiettivo, quale attacco di rappresaglia in risposta alla continuazione dell’aggressione e dell’assedio saudita al popolo yemenita e ha aggiunto che la forze armate si sono impegnate ad implementare altre operazioni di attacco in profondità dell Arabia S. . Inoltre ll portavoce ha avvertito le imprese straniere di non avvicinarsi alle installazioni petrolifere dell’Aramco per la sicurezza del loro personale. Le forze yemenite hanno attaccato in varie occasioni le installazioni petrolifere saudite, senza che le difese antiaeree riuscissero ad intercettare i missili. Uno smacco per i sauditi e per la tecnologia USA di difesa antiaerea, fornita ai sauditi dietro molti milioni di dollari.

Siti petroliferi sauditi attaccati e colpiti dagli Houthi Yemeniti


Ieri, dopo un iniziale silenzio, l’Arabia ha ammesso che le sue installazioni petrolifere sono state colpite da un misile yemenita e il portavoce saudita ha ha detto , in una chiara allusione, che Hansarollah ha puntato non solo contro obiettivi vitali sauditi ma anche contro il nucleo dell’autonomia globale nelle sue rotte di somministrazione, una forma indiretta per chiedere aiuto alla NATO per combattere contro il paese più povero del mondo arabo che è riuscito a mettere in scacco le forze di aggressione saudite in cinque anni di conflitto (nonostante l’aiuto logistico e militare di USA e GB).

Gli statunitensi hanno almeno due buoni motivi per intervenire con le loro forze militari: uno è quello di colpire l’Iran per dare l’esempio agli altri paesi della regione che rifiutano di sottomettersi all’egemonia USA. L’altro motivo è quello di intervenire in soccorso dell’Arabia Saudita, il loro stato vassallo messo a guardia del pozzi di petrolio, che ha sempre eseguito il “lavoro sporco” per conto di Washington, finanziando e supportando i gruppi jihadisti in Siria e in Iraq e in altri paesi. L’Arabia Saudita finanzia anche una buona parte delle oligarchie di potere negli USA (come i Clinton) ed è il maggiore acquirente di armi USA al mondo. Troppo prezioso per non raccogliere le sue richieste di aiuto.

Mike Pompeo con i sauditi


A questo punto non è difficile capire il perchè il Comando USA stia trasferendo massicciamente forze aeree strategiche nella regione assieme a personale militare e gruppi di marines a bordo delle unità navali della flotta USA.
I prossimi giorni daranno la conferma di quanto stia per diventare sempre più bollente l’atmosfera della regione Medio Orientale.

Fonti: Axios – Press Tv – Kxnet.com – Al Alam – Veterans Today

2 Commenti
  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 17:52h, 27 Novembre Rispondi

    ed anche oggi gli yankee attaccano l’Iran domani

    tra l’altro spostano i B-52 come giocassero a risiko, prima stavano in Ucraina e sembrava che dovessero attaccare la Russia tra 20 minuti, ora sono tutti in Iran, magari tra 15gg sono ai confini della Cina e poi rientrano a casa passando per il via, 10.000 lire come a monopoli, olè

  • Fictionary
    Inserito alle 04:35h, 28 Novembre Rispondi

    Guerra contro l’Iran significa guerra anche a Russia e Cina,se israele e gli Usa attaccheranno, stavolta è TERZA GUERRA MONDIALE.

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