APPELLO RACCOLTA FONDI! MANTIENI IN VITA UNA VOCE LIBERA!

Gli USA stanno considerando l’idea di attaccare le forze russe in Siria?

di Luciano Lago

Gli Stati Uniti stanno considerando la concreta possibilità di attaccare le forze russe e iraniane in Siria che stanno combattendo per annientare definitivamente i gruppi terroristi ancora presenti nel paese arabo. Lo sostiene una fonte informativa autorevole, il Wall Street Journal.
Tuttavia, secondo il media USA, il presidente Trump non ha ancora deciso quale posizione prendere e se dare una risposta militare alla prossima offensiva russo-siriana che dovrebbe spazzare via le formazioni di miliziani protette ed armate da Washington e dai suoi alleati.

Il pretesto delle armi chimiche montato ad arte per creare la provocazione, dopo le rivelazioni diffuse da Mosca circa il gruppo dei miliziani che le sta preparando ed il luogo preciso dove dovrebbe essere inscenata la provocazione con i gas, non appare più abbastanza credibile.


In alternativa il Pentagono potrebbe adottare la motivazione di voler colpire le forze iraniane che si trovano sul territorio siriano ma questo coinvolgerebbe si sicuro anche le truppe russe e sarebbe quindi inevitabile una risposta militare dalla Russia che dispone di sufficienti mezzi sul campo per infliggere grossi danni e perdite alle forze USA stazionate in Siria.

La questione quindi diventa molto delicata ed il rischio di un conflitto allargato che possa coinvolgere direttamente USA e Russia è molto concreto. Esiste l’incognita della Turchia che a sua volta oscilla tra Mosca e Washington e dispone di forze sul terreno e sta tentando di negoziare una tregua ma non è chiaro quanto possa avere ascolto dai miliziani che sono su Idlib.
L’inviato USA in Siria sta cercando di trovare un accordo con Erdogan, il premier turco, ma questi a sua volta è particolarmente furioso con gli statunitensi visto che le forze turche sono state attaccate dalle formazioni curde armate e rifornite dagli USA.

In pratica l’Amministrazione Trump si trova in un vero “cul de sac” , aggravato dalle pressioni dei neocon che rimproverano alla Casa Bianca una eccessiva passività sullo scenario mediorientale, dalle richieste pressanti di Israele di intervenire subito contro l’Iran, considerato la più grave minaccia dal clan sionista, mentre dall’altra parte Trump si trova messo nell’angolo dagli scandali e dagli atacchi contro di lui della fazione democratica che vuole farlo destituire con un impeachment.
La tentazione di un colpo di teatro di Tump con lo scatenare una guerra all’esterno per trarsi d’impaccio e richiedere alla Nazione di stringersi al suo presidente, è molto forte e concreta e rappresenta il vero pericolo che deriverebbe da un conflitto dagli esiti imprevedibili.

Forze speciali russe in Siria

In realtà la decisione non sarebbe di Trump ma dei settori del “Deep state” che di fatto pilotano le decisioni dell’Amministrazione Trump e questi sono a lor volta sotto l’influenza dei neocon e della lobby sionista che ha preso il potere alla Casa Bianca.
I sionisti sono molto delusi e scontenti dall’atteggiamento del presidente russo Putin che non ha aderito alle richieste di Netanyahu di mettere fuori dalla Siria le truppe iraniane e vedono con preoccupazione il saldarsi dell’asse della resistenza fra Siria-Iran-Hezbollah a cui si è unito anche l’Iraq sciita.

D’altra parte non si vede perchè Putin avrebbe dovuto favorire le richieste israeliane quando la Russia si trova sotto assedio di sanzioni e minacce da parte degli USA e della NATO non soltanto in Siria ma anche in Ucraina, in Georgia e sul Baltico.

Israele non ha carte da giocare con la Russia e Putin non è più disposto a concedere nulla in cambio di niente, e tanto meno alla arrogante Amministrazione di Washington.

Si aspetta quindi da un momento all’altro, questione di ore o di pochi giorni, un attacco americano in Siria che, a giudizio di vari analisti,  potrebbe segnare la fine della egemonia USA in Medio Oriente.

*

code

  1. amadeus 1 settimana fa

    Bisogna sempre cercare di evitare la guerra se ti lasciano una via di uscita, ma stavolta penso che la coalizione sionista non ha nessuna intenzione di lasciarla, o si fa come vogliono loro o niente. Questo gli costerà molto ma molto caro, e se la sono cercata con ogni mezzo !

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. atlas 1 settimana fa

    fatemi vedere la mia ragazzina (ha 27anni, ma l’ho cresciuta io e sarà sempre una ragazzina per me) a Ottobre in Tunisia. Poi spaccate tutto

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Sguarcialupo 1 settimana fa

      fai prima a farla venire a casa, almeno la curi meglio

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. amadeus 1 settimana fa

    Attenzione, se la coalizione sionista dopo aver attaccato le forze Russe dovesse ricevere da queste gravissime perdite di uomini e navi a causa della sua preponderante superiorità bellica, la risposta potrebbe certamente essere l’opzione nucleare in territorio Russo e questo varrebbe anche per gli alleati della Russia, e su questo bisogna batterli sul tempo e non dargli nemmeno il tempo di azionare nessun bottone, solo così si otterrebbe la vittoria totale e definitiva.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Fabio Franceschini 1 settimana fa

      Scusa preponderante capacità bellica di chi?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. amadeus 1 settimana fa

    Attenzione, se la coalizione sionista dopo aver attaccato le forze Russe dovesse ricevere da queste gravissime perdite di uomini e navi a causa della sua preponderante superiorità bellica, la risposta potrebbe certamente essere l’opzione nucleare in territorio Russo e questo varrebbe anche per gli alleati della Russia, e su questo bisogna batterli sul tempo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. amadeus 1 settimana fa

    Attenzione, se la coalizione sionista dopo aver attaccato le forze Russe dovesse ricevere da queste gravissime perdite di uomini e navi a causa della sua preponderante superiorità bellica, la risposta potrebbe certamente essere l’opzione nucleare in territorio Russo e questo varrebbe anche per gli alleati della Russia.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. nicholas 1 settimana fa

    Gli Usa non sono più la potenza militare di una volta.
    Perderanno, sicuramente.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Animaligebbia 1 settimana fa

      Gli specialisti della guerra in casa d’altri non faranno nessuna guerra,quello e’ un boccone troppo grosso anche per loro,forse questa volta i sionisti dovranno versare il loro preziosissimo sangue.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. Fabio Franceschini 1 settimana fa

    Beh sicuramente anche i russi valutano se colpite gli occupanti illegali americani in Siria.sopratutto ne valutano le conseguenze io credo che gli americani facciano le loro valutazioni.vedremo se porteranno ad un attacco diretto.io ci credo poco almeno ché non avvenga durante un attacco a forze siriane
    Gli americani pagherebbero prezzi salati se i russi decidessero di rispondere (sarebbe impensabile subire senza enormi contropartite) ad aprile pare che lo stesso boulton s’impegnasse a convincere trump a non attaccare i russi perché trump che non ha idea di cose militari.il fatto è che un attacco limitato tipo aprile sarebbe inutile sul piano militare e sarebbe un messaggio debolissimo dal punto di vista politico anzi controproducente.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. eusebio 1 settimana fa

    I russi come popolazione sono estremamente infuriati con gli USA e la NATO per tutte le sanzioni, le aggressioni, le interferenze
    (basti pensare all’ennesimo tentativo di Soros di portare Navalny al Cremlino attraverso manifestazioni di piazza manipolate di poche centinaia di
    sfaccendati a pagamento strombazzati dai media sionisti italiani come “epocale rivolta anti-Putin per la riforma delle pensioni”), il genocidio ucraino
    (fame, milioni di emigrati, adesso volevano alzare le bollette del gas ad inverno imminente, chiusura dei rapporti economici con la Russia),
    stavolta i missili su navi e basi americane in Siria volano sul serio, forse Trump cerca la sconfitta militare proprio per mettere a tacere
    la lobby sionista dicendo loro che non si può sconfiggere la Russia.
    Del resto a Idlib ci sono pure consiglieri militari cinesi per i terroristi uighuri, la Cina era il maggiore investitore in Siria prima della
    guerra e ha perso miliardi di dollari, se ci dovessero restare secchi militari cinesi per gli USA si metterebbe male, la Cina controlla
    un terzo del debito USA e Trump finirebbe in bancarotta.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. Maxi 1 settimana fa

    Attualmente la Nato come comparto bellico
    Standard, sono superiori alla Russia. Unico pericolo
    per la Nato sono gli armamenti nucleari sovietici.
    Infatti la strategia attuale è di dislocare sistemi antimissile
    lungo tutto il confine che va dai paesi baltici,sino alla Georgia.
    Questo richiede tempo e tecnologia che sarà pronta tra 4/5 anni.
    Quindi ora non sono pronti per attaccare la Russia, vi ricordo che in Italia,ci
    sono le principali basi militari americane, quindi i primi obiettivi per la Russia saremmo noi!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  10. Idea3online 1 settimana fa

    Segnerà la fine della egemonia USA in Medio Oriente, ed il mondo diviso in due blocchi, ed l’Europa che inizia a cedere a Sud. Una Storia meravigliosa è la vita da Adamo ed Eva in poi, anche se per tanti aspetti triste e dominata dagli oppressori.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. stefano 1 settimana fa

      Un attacco diretto a forze Russe che stazionano in Siria non segnerà la fine dell’egemonia Usa in Medio Oriente, ma la fine di noi tutti. Sarà l’inizio di un conflitto Usa Russia prima convenzionale e poi nucleare. Non credo che succederà. Putin e Trump si sono già accordati. La Siria rimarrà ad Hassad.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. atlas 6 giorni fa

        forse non hai ben compreso che tutti si possono accordare con tutti, ma lì ci sono giudei che oltre la Palestina occupano il mondo intero e quindi con loro non ci sarà mai pace. Almeno sino al Giorno del Giudizio.

        Rispondi Mi piace Non mi piace