"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli USA sorpresi dalle capacità combattive e dal potere militare della Resistenza Yemenita

I combattenti Houthi dello yemen hanno sparato un missile balistico di medio raggio, denominato Qaher-M2, nel territorio al sud dell’Arabia Saudita. Il missile ha centrato una riunione di truppe saudite e dei loro mercenari alleati nel centro della città di al-Mousem nella provincia di Jizan.
In questo momento non si conosce ancora il bilancio delle perdite subite dalle forze terrestri dirette dall’Arabia Saudita.
L’utilizzo di questo missile e di altri dello stesso tipo (il missile Tochka) dimostra la portata strategica raggiunta dalle forze degli Houthi e della Guardia Repubblicana Yemenita che operano attacchi di rappresaglia per i bombardamenti costanti che subisce lo Yemen ad opera dell’aviaziaone saudita ed i suoi alleati (fra cui USA e GB) che hanno prodotto migliaia di vittime civili e molte distruzioni del paese, il più povero della regione.

Gli USA sorpresi dalle capacità militari degli yemeniti

Un comandante della Marina statunitense, il vice ammiraglio Kevin Donegan, ha affermato che il potere militare del movimento Ansarollah nello Yemen è nettamente aumentato e che i combattenti Houthi sono in possesso di armi che non avevano prima dell’inizio della guerra con l’Arabia Saudita.
Gli Houthi ed i loro alleati sono in grado di lanciare regolarmente missili balistici di lungo raggio contro le installazioni all’interno dell’Arabia Saudita in rappresaglia per gli attacchi miltari subiti dallo Yemen. Gli Houthi hanno anche attaccato le navi da guerra della Marina USA

Vice ammiraglio Marina USA

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In Gennaio un barchino comandato a distanza, pieno di esplosivo, è esploso contro una nave saudita in acque vicine alla città portuale di Hudaidah, uccidendo due marinai e ferendone altri tre, secondo fonti saudite.
Riferendosi a queste capacità, il vice ammiraglio Donegan, del Comando centrale delle forze navali USA, ha dichiarato che lo Yemen in precedenza non disponeva di queste armi, non c’erano barchini esplosivi nell’inventario dell’arsenale dello Yemen.
Anche in tema di missili, considerando i missili sparati contro l’Arabia Saudita, le forze yemenite non disponevano, prima del conflitto, di missili di media e lunga gittata.
Stesso commento anche da parte di un alto ufficiale delgi Emirati Arabi Uniti (che sono nella coalizione saudita) il quale ha dichiarato che si stanno vedendo droni senza pilota, missili anticarro, missili antinave, così come mine anticarro e mine marittime.

La poderosa resistenza degli yemeniti ha avuto l’effetto di far impantanare l’offensiva miltare yemenita, nonostante la superiorità degli armamenti e l’appoggio logistico ed armamentario fornito dagli USA.
Il comando USA e la dirigenza saudita avevano sottovalutato le capacità di resistenza delle forze yemenite che hanno dimostrato la loro tenacia e determinazione a non piegarsi di fronte all’aggresssione saudita e dei loro alleati.

Dopo oltre due anni di costanti bombardamenti ed attacchi per mare, per cielo e per terra, l’Arabia Saudita non è riuscita ad avanzare sul terreno dello Yemen e tanto meno è riuscita ad imporre il governo fantoccio di Abed Rabbo Mansur Hadi, un alleato di Rijad, come presidente, e neppure è riuscita ad eliminare il movimento degli Houthi. Inoltre la monarchia saudita si trova a dover affrontare crescenti critiche per causa dell’enorme numero di vittime civili (oltre 12.000) causate dai bombardamenti indiscriminati e per la crescente crisi umanitaria causata dal blocco aeronavale imposto al paese. Si calcola che centinania di soldati sauditi siano caduti per mano della resistenza yemenita.

Si è parlato di una possibile soluzione politica al conflitto, il segretario di Stato USA, Jim Mattis, in visita di recente a Rijad, ha cercato di auspicare questo tipo di uscita dal conflitto, considerando che l’offensiva saudita non sarebbe possibile senza l’aiuto logistico e militare delle forze USA.

“Nello Yemen il nostro obiettivo è quello di porre termine al conflitto con una soluzione politica patrocinata dall’ONU”, ha dicharato Mattis. Tuttavia le dicharazioni del segretario alla Difesa USA lasciano il tempo che trovano, visto che gli USA stanno incrementando le forniture di armi all’Arabia Saudita che viene considerata un alleato strategico di Washington nella regione.

Fonti: Al Masdar News

Al Manar.com

Traduzione e sintesi: J. Manuel De Silva

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  1. Giorgio 5 mesi fa

    Cosa pretendono gli yankee che gli altri facciano le belle statuine?

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  2. Animaligebbia 5 mesi fa

    Come godo.Questo e’ solo l’inizio,gli americani e le corrottissime elites saudite stanno ballando sul Titanic e presto se ne renderanno conto

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  3. nessuno 5 mesi fa

    Pagano la loro arroganza e superbia, ma non é finita qui si prenderanno
    altri pesci in faccia e spero siano carpe da decine di kili….

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  4. Christian 5 mesi fa

    Onore agli Houti di Ansarullah. Ciò che sostiene il comandante della Marina statunitense, il vice ammiraglio Kevin Donegan, sembra più che altro una dichiarazione volta in qualche modo ad incolpare qualche Stato estero, sicuramente l’Iran e probabilmente anche la Russia. Che l’Iran possa fornire aiuto sotto forma di piattaforme missilistiche e tecnici e operatori per utilizzarli bene, è un qualcosa di legittimo dopo tutto, a anche auspicabile agli occhi di chiunque sostenga la lotta di popoli e Paesi contro potenze estere imperialiste e coloniali. Personalmente, allo stato attuale, non mi risulta che vi sia alcun genere di prova concreta che possa dimostrare come l’Iran stia aiutando militarmente la resistenza yemenita. In fondo, i pedofili cocainomani beduini sauditi sono armati e sostenuti in tutti i modi dall’occidente e da altre monarchie della penisola Araba, nella loro infame aggressione contro lo Yemen. Se l’Iran veramente sostiene la resistenza yemenita, magari tramite l’Oman che è in ottimi rapporti con l’Iran, e che fin dall’inizio è sempre stato contrario all’aggressione contro lo Yemen, significa che l’intelligence di Teheran non solo stà agendo in modo molto efficace per aggirare l’embargo imposto dalla coalizione a giuda saudita, ma riesce a farlo in maniera abbastanza occulta da non lasciare fino ad ora eventuali prove o tracce. La dichiarazione del comandante della marina americana, credo tenda più che altro ad una prossima campagna mediatica insieme ai sauditi, per ‘incolpare’ l’Iran di “interferenze dstabilizzanti nella regione”, o con ancor più ipocrisia “sponsor del terrorismo”.

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  5. Mardunolbo 5 mesi fa

    Onore ai combattenti per la libertà dello Yemen !
    Bene fa Christian ha dichiarare i beduin-sauditi : “pedofili, cocainomani, beduini sauditi”!
    Perfetto !
    Nel frattempo i miei auguri e preghiere sono per il popolo yemenita che sta soffrendo come il popolo siriano per colpa delle kakke mondiali che vogliono imporre ovunque ,con la forza , le loro visioni del mondo…
    Ha da finire questa porcheria globale e globalista !
    Sono in Sicilia, terra massacrata prima dalla mafia reintrodotta dagli Usa durante la guerra, ed ora dal MUOS ed altre porcate americane che gestiscono le basi militari come fossero a casa loro !
    Con l’aiuto del governo di criminali traditori e l’aiuto consapevole o no delle “forze dell’ordine” ,ovvero forze serve del Potere.

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  6. alessandro farolfi 5 mesi fa

    Io,non sono x nulla sorpreso delle capacità combattive degli Yemeniti,in quanto mi ricordo benissimo che nei primi anni ’60 ci fu un colpo di stato che rovesciò la monarchia,Yemenita,proclamando la repubblica,ma le tribù ancora fedeli al re si ribellarono al potere della capitale Sanaa,causando una lunga guerra civile,costata migliaia di morti,ebbene il governo repubblicano,visto che le cose non andavano x nulla bene x i repubblicani,dovette chiamare in suo soccorso l’Egitto di Nasser,il quale mandò un corpo di spedizione di circa 80/90000 uomini,i quali però dopo parecchi anni di ferocissima guerriglia vennero ritirati,nel 1967,anche x lo scoppio della cd”guerra dei 6 giorni”con Israele.
    X farla breve dopo parecchi anni di guerriglia feroce,ed anche qualche decina di migliaia di vittime dopo,venne firmato un trattato di pace tra le due parti,con il patrocinio dell’ONU,con la clausola che la repubblica restava ma con larghe concessioni politiche alle tribù filo-monarchiche.
    Il resto è storia
    comunque viva i combattenti Houthi Yemeniti e la guardia repubblicana dell’ex presidente Shalhe!
    un saluto
    Alexfaro

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    1. Mardunolbo 5 mesi fa

      Grazie mille Alessandro di questo ricordo storico sullo Yemen, che personalmente non avevo !

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