Gli USA sono pronti a revocare le sanzioni anti-russe a causa del calo dei prezzi del petrolio


La crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus è una grande opportunità per negoziare con il Cremlino.
Tre ex ambasciatori statunitensi in Ucraina, William Taylor, John Herbst e Stephen Pifer, sono giunti a questa conclusione nella loro dichiarazione collettiva, che si trova sul sito web della National Public Radio sito web .

Come riportato in precedenza da Front News, la diffusione del coronavirus COVID-19 ha portato a un calo della domanda di petrolio, che, insieme a una domanda sopravvalutata, ha portato a un calo dei prezzi. Anche i tentativi di limitare l’estrazione di materie prime all’interno dell’OPEC sono falliti. La quarta guerra petrolifera nel mondo è iniziata negli ultimi 35 anni.

Per gli Stati Uniti, la situazione è aggravata dal fatto che una parte significativa della produzione petrolifera statunitense è il segmento dello scisto, che diventa non redditizio a fronte del calo dei prezzi. Inoltre, gli Stati Uniti hanno già battuto il record della Grande Depressione legata al collasso economico, sebbene la crisi possa continuare.

I diplomatici americani chiedono un accordo con il presidente russo Vladimir Putin, la revoca delle sanzioni anti-russe e la fine dell ‘”unica guerra calda in Europa” – il conflitto armato nel Donbass. Allo stesso tempo, i politici affermano che la Russia ha sofferto di più per la guerra del petrolio.

Reparti esercito ucraino

“Data la diffusione del coronavirus e il crollo dei prezzi del petrolio che stanno facendo pressione sul Cremlino, gli Stati Uniti e i loro alleati devono proporre di abbandonare le sanzioni internazionali contro la Russia”, afferma la lettera. In cambio, chiedono la fine delle ostilità nel Donbass e chiedono alla Russia di farlo. Questo è il vettore politico anti-russo di Washington.
I diplomatici offrono al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al Congresso di lavorare in questa direzione per proteggere gli interessi americani in tempi di crisi.

“L’amministrazione e il Congresso di Trump devono cogliere questa opportunità”, hanno sottolineato.

Nota:

Risulta strano che gli esponenti della diplomazia americana chiedano a Mosca la fine delle ostilità nel Donbass quando è ben noto che sono i reparti dell’esercito ucraino quelli che continuano ancora oggi a bombardare con l’artiglieria i sobborghi dei delle zone di Lugansk e di Donetsk.
D’altra parte gli USA hanno fornito armi ed attrezzature letali alle forze ucraine per incoraggiarle nella loro aggressività verso le repubbliche secessioniste del Donbass e non si vede come sia possibile trattare la pace con un regime, quello ucraino, che non ha mai rispettato gli accordi di Minsk e che ancora oggi definisce “terroristi” gli esponenti filo russi delle repubbliche del Donbass rifiutando ogni dialogo.
I milioni di russi che vivono nell’Ucraina orientale non saranno abbandonati dalla Russia ad un destino di pulizia etnica da parte del regime ucraino, Putin ha fatto una promessa e sarà difficile che torni indietro in contraccambio di una trattativa sulla eventuale fine delle sanzioni. In realtà le sanzioni danneggiano molto di più gli alleati di Washington (l’Italia in primis) che non la Russia.
Le proposte dei diplomatici USA sono quindi fuori dalla realtà.

Fonte: npr.org

https://www.npr.org/2020/04/06/827608458/opinion-the-coronavirus-crisis-presents-an-opportunity-to-end-war-in-ukraine

Traduzione e nota: Sergei Leonov

5 Commenti

  • Teoclimeno
    9 Aprile 2020

    È vero: “le sanzioni danneggiano molto di più gli alleati di Washington (l’Italia in primis) che non la Russia”.

    “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”

    “Povera Italia ridotta in schiavitù, dimora di sofferenza, nave alla deriva nel pieno della tempesta, non più signora dei popoli, ma luogo di prostituzione!”

    Parole che bene si adattano al mondo politico Italiano.

    • atlas
      9 Aprile 2020

      e perchè allora vorresti che noi delle Due Sicilie continuassimo a farne parte ? Perchè il dolore vuole compagnia ? Avete fatto tutto voi, ora vedetevela da soli

    • Sandro
      9 Aprile 2020

      “NUMMERI” DI TRILUSSA

      “Conterò poco, è vero”
      diceva l’Uno ar Zero
      “ma tu che vali? Gnente, proprio gnente.
      Sia ne l’azzione come ner pensiero
      rimani un caso voto e inconcrudente.
      Io invece, se me metto a capofila
      de cinque zeri tale e quale a te,
      lo sai quanto divento? Centomila.
      È questione de nnummeri. A un dipresso
      è quello che succede ar dittatore
      che cresce de potenza e de valore
      più so’ li zeri che je vanno appresso”.

      Il grande Trilussa mi ha insegnato a non dar MAI la forza necessaria agli zeri che ci hanno portato fin qui.

  • Eugenio Orso
    9 Aprile 2020

    Sarà una trappola ordita da neocon e ebrei finanziari, che dominano gli usa, dalla quale la Santa Russia, ancora una volta, dovrà guardarsi …
    Inoltre, stigmatizzo il fatto -politicamente concreto! – che anche dopo i tempestivi aiuti russi per combattere il Coronavirus, il lurido governicchio filo occidentale-giudeo della piattola Conte (abituato a vendere il culo a destra e sinistra …) non abbia abolito unilaterlmente le sanzioni contro la Santa Russi, ultima vera e fiera potenza d’Europa!
    Queste mignatte, la governo per conto terzi, preferiscono “trattare” nell’eurolager con le bestie assassine crucche e olandesi che ci vogliono morti!

    Cari saluti

  • Woland
    9 Aprile 2020

    Gli americani chiedono a Putin di mettere fine alla guerra nel dombass…
    Se proprio insistono i Russi possono arrivare a Kiev in 24 ore.
    ma per il resto che c’entra la Russia con la guerra?

Inserisci un Commento

*

code