Gli USA puntano a inserirsi sui territori dell’Artico per contrastare la Russia

Studio sui mercati del Circolo polare”: gli Usa puntano il nord della Russia! L’agenzia logistica di difesa del Pentagono sta cercando un’azienda per “uno studio sui mercati del Circolo polare artico con i relativi rapporti” per uno scopo ben preciso.

Gli USA vogliono studiare le regioni del Circolo polare artico. Tra le regioni che ritiene interessanti il Pentagono indica molti territori russi, e precisamente l’isola Kolguev, il circondariato autonomo Jamalo-Nenets, l’arcipelago Severnaja Zemlja, la Sakha (Jakuzia) e le isole della Nuova Siberia.

Oltre ai territori russi, della lista fanno parte anche la Groenlandia, l’Alaska, il Canada, la Norvegia, la Svezia, l’Islanda e la Finlandia.

Nel documento reso pubblico dallo stesso Pentagono si legge che i rapporti dovranno contenere informazioni sulla provenienza dell’acqua in bottiglia, del cibo, dei vestiti, dei prodotto di origine petrolifera e dei farmaci di cui sono rifornite le regioni. Inoltre, agli americani interessano dati sulla presenza di risorse naturali e materiali in ognuno dei territori indicati.

Chi si farà avanti per svolgere lo studio dovrà anche stilare la lista dei porti marini, degli aeroporti, delle strade e delle stazioni ferroviarie utilizzati più spesso e indicare le loro caratteristiche.

Come scopo dello studio il documento cita il miglioramento delle capacità del settore commerciale in tutto il mondo di “rispondere ai bisogni del governo degli Stati Uniti in caso di mobilizzazione in eventuali situazioni di emergenza”.

Inoltre i report relativi allo studio serviranno al Pentagono nell’ambito del Programma di espansione della base industriale (IBex), finalizzata a raccogliere dati sulle possibilità delle imprese commerciali in tutto il mondo di facilitare le operazioni dell’esercito americano e contribuire al lavoro di liquidazione delle conseguenze di eventuali catastrofi naturali. (Fonte: Pars Today)

Flotta Russa nell’Artico

Nota: La rotta ARTICA del Nord-est costeggia la Siberia settentrionale, si trova in acque russe ed è collegata alla Northern Sea Route, che si estende dalla costa siberiana allo stretto di Bering, zona sotto controllo russo, dove la Russia prevede un pedaggio per le navi che transitano in queste acque.
Bisogna considerare che lo scioglimento dei ghiacci sta anche rendendo più accessibili le risorse minerarie della regione. Attualmente il 10 per cento del petrolio e il 25 per cento del gas naturale mondiale (in massima parte off-shore) viene dall’Artico. La Russia sta già sfruttando in parte le risorse dell’Artico, vista la presenza di un impianto della Gazprom nella penisola di Yamal, già operativo, che fornirà fino a 360 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno.
La presenza di queste ingenti risorse naturale nell’Artico suscita l’interesse di Washington che cerca il modo di entrare nell’area, che non gli appartiene, reclamando un suo diritto allo sfruttamento sulla base di pretesti di ordine geopolitico, quali contrastare l’espansionismo russo, bloccare la minaccia russa, ecc… In realtà considerazioni di ordine economico e geopolitico stanno conducendo ad un nuovo potenziale scontro tra gli Stati Uniti e la Russia.

Nota: Luciano Lago

1 commento

  • eusebio
    2 Agosto 2019

    Dopo Greta e Carola, le ragazzotte bianche impegnate ad afroislamizzare l’Europa, il mainstream giudaico si è inventata Olga, la ragazzina russa anti-Putin che lo sfida leggendo la costituzione.
    Ormai gli ebrei che si piccano di gestire “The Narrative” non si rendono conto che queste trovate analfabete e un po coglione, come tutti i giudei che volevano essere il popolo eletto e finivano genocidizzati, finiscono svergognate appena escono.
    La classe media consumista, occidentale e fessa che loro erano abituati a prendere in giro non esiste più, esistono solo masse affamate e impoverite in cerca di capri espiatori.

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