"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli USA preparano nuove truppe per l’Afghanistan che si trasforma in base di lancio nella nuova strategia contro l’Iran e la Russia.

Trump annuncia l’invio di nuove truppe a Kabul. Il voltafaccia ‘militarista’ del presidente che voleva finirla con le guerre USA in tutto il mondo

Il presidente Trump ha dichiarato ieri che che la missione delle forze USA non avrà lo scopo di “costruire democrazie”, ma uccidere terroristi. Puntuale arriva Il plauso del corrotto governo afghano e della Nato. I talebani da parte loro hanno promesso che continueranno la jihad finché ci sarà “un singolo soldato americano” e che trasformeranno l’Afghanistan in un “cimitero” per le forze USA.

Una guerra di parole e di dichiarazioni roboanti che non può nascondere la realtà di un conflitto, il più lungo nella storia degli USA, con i suoi 16 anni, che non ha risolto nulla e che vede le forze USA e gli alleati (fra cui un contingente italiano) impantanati in una guerra senza fine mentre il 40% del territorio del paese è di fatto sotto il controllo dei talebani.


Le dichiarazioni di Trump segnano un netto dietro front rispetto a quanto lo stesso Trump aveva dichiarato nel corso della sua campagna elettorale, quando aveva manifestato l’intenzione di ritirarsi da una guerra inutile e dispendiosa. Come segnalano vari analisti internazionali, Trump è ormai diventato un “manichino” che esegue gli ordini del “military-industrial-complex”, determinante a Washington.

Da quando sono intervernuti gli USA e la NATO in Afghanistan, i risultati sono stati disastrosi: il terrorismo e la resistenza dei gruppi talebani non soltanto non è stata debellata ma anche è divenuta più forte ed ha esteso la sua capacità offensiva, vedi gli atttacchi a Kabul contro la zona verde ultra presidiata. Il commercio della droga d’oppio si è decuplicato e la corruzione e le malefatte del Governo di Kabul, fantoccio degli statunitensi, hanno alienato vasti strati della popolazione afghana.

Trump aveva annunciato la nuova strategia rivolgendosi l’altro ieri ai soldati nella base militare di Fort Myer ad Arlington (Virginia). Per il presidente Usa un ritiro affrettato delle truppe Usa dall’Afghanistan lascerebbe un vuoto di facile riempimento per i terroristi. Per cui, nonostante il primo istinto fosse “tirarsi fuori”, ha deciso di restare e “combattere per vincere”. Trump ha poi continuato il suo discorso minacciando il Pakistan che gli Usa non sono più disposti a tollerare per la sua offerta di “rifugio sicuro” agli “agenti del caos”. L’accusa è stata subito respinta dal portavoce dell’esercito pakistano. Infine, il presidente non ha escluso una “risoluzione politica che includa elementi dei talebani”, dopo uno “sforzo militare efficace”.

Nel discorso di Trump sono mancati dei dati concreti sul numero dei militari statunitensi che saranno inviati in Afghanistan. Voci non confermate affermano che sarebbe già stato approvato l’invio di 4mila truppe.

Il presidente afghano Ashraf Ghani ha accolto il piano affermando che le relazioni Usa-Afghanistan sono “più forti che mai nello sconfiggere la minaccia del terrorismo che ci riguarda tutti”. Il capo della Nato, Jens Stoltenberg, ha applaudito la strategia e dichiarato che gli alleati (circa 12mila truppe) non permetteranno che l’Afghanistan diventi un “rifugio per i terroristi che attaccherebbero i nostri Paesi”. Una dichiarazione molto “credibile” da parte del segretario di una alleanza che ha foraggiato di armi e di appoggio militare a gruppi terroristi jihadisti dalla Libia alla Siria per rovesciare governi legittimi sulla base delle finalità geopolitiche di Washington.

Diversa la risposta dei talebani. Il loro portavoce Zabihulla Mujahid ha messo in guardia che “se l’America non ritira le sue truppe dall’Afghanistan, presto l’Afghanistan diventerà un altro cimitero del 21mo secolo per questa superpotenza”. “Fin quando ci sarà un singolo soldato americano sul nostro territorio – ha aggiunto – e proseguiranno a farci la guerra, noi, con decisione continueremo il nostro jihad”.

Afghanistan talebani

Una fonte di AsiaNews conferma che “finché rimane un soldato straniero, i talebani continueranno la loro offensiva”. Sebbene sia vero che l’esercito afghano non sia in grado di sconfiggere i talebani, la fonte commenta che il piano dell’America non è chiaro: “[Trump] dice che non andranno via finché non avranno distrutto i nemici, ma è facile dirlo. I terroristi conoscono il territorio. Alcuni generali conoscono bene l’Afghanistan, sanno benissimo che molte aree non sono mai state raggiunte da truppe della Nato. Non è una prospettiva di pace”.

Per Finian Cunningham, analista, la decisione di Trump di continuare la guerra più “lunga dell’America” avrebbe radici in un crescente militarismo in seno all’amministrazione Usa. Lo stesso Trump aveva criticato Obama e il suo impegno militarista, promettendo in campagna elettorale di convogliare le risorse economiche verso le “dimenticate” comunità nazionali. Ma per Cunningham ora Trump è un “manichino che siede alla Casa Bianca prendendo ordini dai suoi generali”.

Proprio in questa ottica l’analista sottolinea la tempistica della rimozione di Stephen Bannon dalla squadra di Trump: la scorsa settimana Bannon aveva contraddetto la politica militarista verso la Corea del nord e in passato aveva messo in guardia Trump dall’abbracciare il militarismo verso l’estero, in particolare riguardo l’Afghanistan. Per l’analista “non è una coincidenza che Trump abbia deciso di liberarsi di Bannon mentre era circondato da generali e capi dei servizi segreti a Camp David, lo scorso weekend”.

Altri analisti sottolineano come la posizione dell’Amministrazione Trump sia dettata dal valore strategico dell’Afghanistan che risulta fondamentale nell’ipotesi, sempre più probabile, di una prossima aggressione USA contro l’Iran. Inoltre l’Afghanistan consente di avere le basi USA trincerate al confine dell’Asia Centrale da dove potrebbero essere utili per fare pressione sulla Russia.

Questa prospettiva allarma la Russia e l’Iran che stanno già correndo ai ripari predisponendo le loro difese.

Nel 2010 gli Stati Uniti avevano un personale militare di 100mila persone in Afghanistan. Ora la cifra ammonta a 8.400 truppe. Intanto, in Afghanistan le violenze continuano: dall’inizio dell’anno si sono registrate solo fra la polizia e le truppe afghane più 2.500 morti, oltre ad attentati, attacchi contro vari obiettivi e sequestri di persona in un paese dove è in corso parallelamente una guerra della droga dove, secondo fonti ben informate, sarebbe coinvolta anche la CIA che utilizza il traffico di droga per autofinanziarsi.

Fonti: Asia News

Sputnik News

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  1. mardunolbo 4 mesi fa

    Asia News e’ fonte credibile. Del resto che l’oppio sia da decenni il soldo della Cia , lo sanno ovunque nel mondo.
    La guerra alla droga e’ finta e Karzai ha il fratello ampiamente coinvolto come scritto in varie fonti.
    Dunque questo presidente non e’ come il governo siriano, ma solo un pupazzo mantenuto al potere dagli Usa per logiche di controllo del popolo.
    Gli afghani cominciano a non tollerare piu’ le azioni belliche irrazionali e squalificanti degli americojons che ammazzano con droni , a destra e manca ed espandono come non mai i “danni collaterali”.
    Persino ad una festa di matrimonio in un villaggio, non hanno mancato di fare morti.
    Logico che dopo siffatte azioni i parenti maschi decidano di fare una guerra all’ultimo sangue contro questi predatori criminali che considerano tutti gli altri come nulla che si puo’ uccidere !

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    1. Animaligebbia 4 mesi fa

      Ho come l’impressione che Trump sia ostaggio di un gruppo di “eletti”(ah ah ah) a cominciare dal genero.Credo proprio che sia mal consigliato;ma quanti paesi deve minacciare ancora? mo pure il Pakistan ,mica bruscolini, quando si dice farla fuori dal vaso.,

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  2. alessandro farolfi 4 mesi fa

    Trump si dimostra ancora di più che è solo un coglione disinformato!
    I precedenti presidenti USA(Bush ed Obama)NON sono riusciti a debellare i Talebani,con forze dieci volte più numerose,dall’invasione del 2001 e fino al 2010 c’erano più di 100000 soldati USA in Afganistan(senza contare quelli alleati della NATO e non) e lui vorrebbe”vincere”(come ha tuonato)la guerra con un pò più del 10% di quelle che avevano sul territorio fino al 2010!
    I casi sono 2 o è rincretinito del tutto,oppure è ormai ostaggio del cd”deep state”
    ps
    NON ci sono riusciti gli Inglesi x ben 2 volte,1842-1860/1870,ma nemmeno i Sovietici 1979/1989,e con molti più soldati,circa 130000,poi lui dice che vincerà!Ma x favore,che dica meno cazzate!
    un saluto
    alexfaro

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