Gli USA accusano l’Iran di non comportarsi come una “nazione normale”


di Luciano Lago

L’Amministrazione del Presidente Donald Trump, si trova da tempo sotto stretto controllo della potente lobby sionista che gestisce di fatto la politica estera degli Stati Uniti ed in particolare quella per l’area del Medio Oriente.
Non è un caso che tutte le decisioni prese da Trump riguardo a questa regione siano state sempre in linea con quanto suggerito dal premier israeliano Netanyahu.

Così è stato fin dal primo viaggio all’estero di Trump fatto platealmente in Arabia Saudita, per consacrare quella che molti analisti chiamano ormai la nuova “Santa Alleanza” del trio USA-Israele-Arabia Saudita, per fronteggiare la comune minaccia dell’Iran e dell’asse sciita in via di consolidamento fra Iran-Siria-Libano e da ultimo anche l’Iraq.
E’ seguita poi la decisione di spostare l’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme, adeguandosi precisamente ad una esplicita richiesta del governo Israeliano. Poco prima Trump aveva unilateralmente ripudiato l’accordo sul nucleare (JPCOA) sottoscritto da sei paesi con Teheran, oltre a varare una serie di sanzioni pesantissime contro il paese persiano, aderendo alle richieste di Netanyahu.

Netanyahu con Trump


Come se non bastasse, Trump da ultimo si sta adoperando per far riconoscere le Alture del Golan, territorio siriano occupato da Israele, come “legittima annessione” di territori da parte di Israele, anche questa decisione sulla base di una specifica richiesta di Netanyahu. Tutto avviene con una condotta degli USA attuata in violazione di ogni norma di diritto internazionale, dimostrando Washington un plateale disprezzo per norme internazionali ed accordi pregressi sullo status di Gerusalemme come dei territori occupati illegalmente da Israele.
Non per nulla avevamo scritto, fin da prima dell’ascesa al potere di Trump, che questi si sarebbe rivelato quale una “marionetta” di Israele. Così è stato e così si dimostra il comportamento inconcludente e contraddittorio dell’Amministrazione Trump che risulta operare sotto la gestione di un gruppo di potere neocon di affiliazione ultra sionista.

Us. Power

Parlando alla conferenza CERA Week, il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, uno dei neocon di Washington, si dimostra chiaramente che questo personaggio si trova molto più a suo agio con il linguaggio delle minacce che con quello della diplomazia, tanto che ha dichiarato che se l’Iran non si fosse comportato come una “nazione normale”, il regime delle sanzioni sarebbe durato a lungo. È del tutto naturale che gli Stati Uniti, che si sono costituiti come poliziotti internazionali, debbano presentare la propria condotta come standard per gli altri paesi e decidere loro quale sia la “condotta normale” e quella che non lo è.

Quindi vale la pena guardare al modo in cui si comportano gli Stati Uniti, da “paese normale”. Se andiamo indietro nella Storia, gli USA bombardarono la popolazione indifesa della città tedesca di Dresda, sganciarano bombe atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki, dove non c’erano truppe giapponesi, spruzzarono il Vietnam intensamente con armi chimiche (defoglianti), bombardaronio a tappeto la Corea del Nord (1950-1953) e hanno aggredito e distrutto gli stati di Siria, di Libia, di Iraq e di Afghanistan. Questa è stata la condotta degli Stati Uniti, da paese “normale”. E Washington quindi consiglia gli altri paesi di comportarsi nello stesso modo, come una “nazione normale”. Queste accuse vengono fate , fra l’altro, contro uno Stato, l’Iran che, a differenza degli USA e dei suoi alleati, non ha mai aggredito, invaso o bombardato altri paesi.
Per l’Amministrazione USA è una condotta “normale” sobillare guerra civile e sabotaggi in paesi dove si vuole arrivare ad un cambio di regime, strangolare economicamente con le sanzioni paesi come il Venezuela, la Siria, Cuba ed altri . Sempre una “condotta normale”, secondo Pompeo, istigare golpe pilotati da Washington come avvenuto in una quantità di paesi del Latino America, da ultimo in Honduras, prima in Perù, ad Haiti, a Panama, in Salvador, come anche in Asia ed altrove.
Il ruolo distruttivo svolto da Washington è ormai un fatto storicamante assodato e consolidato che i politicanti della Casa Bianca hanno cercato di mascherare con l’abituale retorica della “esportazione della democrazia” o con l’intervento a difesa dei “diritti umani”. Tuttavia questa retorica oggi non regge più e di fronte ai popoli del mondo Washington appare sempre più per quello che è realmente: un Impero basato sulla menzogna e sull’arroganza del proprio potere.

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