Gli ultimi sussulti dell’Amministrazione Trump prima di ritirarsi nella discarica della politica americana

di Luciano Lago

Si poteva immaginare che gli ultimi giorni dell’Amministrazione Trump sarebbero stati dedicati a completare la lista di minacce e ricatti da cui questa Amministrazione è stata caratterizzata per tutto il tempo della sua durata in carica.
Non poteva mancare il segretario di Stato uscente, Mike Pompeo, il quale ha decretato l’inclusione nella lista dei paesi che supportano il terrorismo, il governo di Cuba e la giunta attualmente al potere nello Yemen del sud, Ansarullah, con il suo leader Sayyed Abdul Malik Al Huzí, inserito nella sua lista di “terroristi”. Si tratta di una lista, stilata dal Dipartimento di Stato USA, che comprende tutti quei paesi e quei movimenti che non si piegano all’egemonia degli Stati Uniti, di Israele (e della Monarchia Saudita) nella regione del Medio Oriente come anche in America Latina.
A disprezzo di ogni avvertimento dato dall’ONU, che aveva messo in guardia il governo di Washington dall’includere il movimento Yemenita in questa lista, per le gravi conseguenze che questo avrebbe avuto nella regione già devastata dalla guerra voluta dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati, Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele in primis, Washington ha proceduto ad emettere il suo decreto. Non è mancata la reazione degli esponenti del Fronte della Resistenza yemenita i quali hanno qualificato quella degli Stati Uniti come “un’azione criminale che mira al morale degli yemeniti che affrontano con fermezza l’ingiusto blocco e l’aggressione di cui gli Stati Uniti e la monarchia Saudita sono responsabili con tutte le conseguenze umanitarie e sanitarie”.

Combattenti Houthi nello Yemen (secondo gli USA sono terroristi)

Il comunicato rileva che queste misure statunitensi, così come le simili azioni ostili che le hanno precedute e che erano dirette contro i movimenti di resistenza nella regione, mirano a punire tutti i popoli che rifiutano l’egemonia e il dominio degli Stati Uniti sulle capacità, risorse e l’indipendenza della regione così come l’occupazione sionista della Palestina e il sinistro e rifiutato movimento di normalizzazione.
In particolare fra gli altri il movimento Hezbollah ha ribadito la sua solidarietà ad Ansarullah e al suo nobile e coraggioso comando contro la manovra criminale degli Stati Uniti, e ha sottolineato che il movimento yemenita, che dal 2015 difende lo Yemen dall’aggressione degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita, mostrerà, a seguito della decisione di Washington, maggiore fermezza e adesione al loro sacro diritto di difendere il proprio paese, le proprie risorse e la propria indipendenza nazionale. (Comunicato tramite Al Manar).
Condanna della decisione USA da parte di Cuba

Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha condannato la manovra “ipocrita e cinica” degli Stati Uniti per riportare l’Avana nella sua lista di “sponsor statali del terrorismo”, definendola opportunismo politico.
“Condanniamo l’ipocrita e cinica designazione di Cuba, annunciata dagli Stati Uniti, come sponsor di stato del terrorismo”, ha twittato lunedì sera Rodriguez.
“L’opportunismo politico americano è riconosciuto da coloro che sono onestamente preoccupati per la piaga del terrorismo e delle sue vittime”, ha aggiunto.
I suoi commenti sono arrivati ​​dopo che l’amministrazione americana ha annunciato che avrebbe riportato Cuba nella lista degli Stati Uniti sponsor del terrorismo, una mossa che potrebbe complicare gli sforzi dell’amministrazione Biden in arrivo per rilanciare la distensione dell’era Obama con l’Avana.
Solo nove giorni prima che il presidente repubblicano Donald Trump lasci l’incarico, il segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato lunedì che Cuba è stata inserita nella lista nera per “aver ripetutamente sostenuto atti di terrorismo internazionale” ospitando fuggitivi americani e Leader ribelli colombiani.

Terroristi e mercenari infiltrati dalla CIA in Venezuela, bloccati e neutralizzati dalle FANB (Fuerza Armada Bolivariana de Venezuela)


Pompeo ha anche citato il sostegno alla sicurezza della Cuba governata dai comunisti al presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Il massimo diplomatico statunitense ha esortato il governo di Raúl Castro a porre fine al suo sostegno a quello che ha definito “terrorismo internazionale e sovversione della giustizia statunitense”.
“L’ipocrisia di Washington passa ogni limite”, ha sostenuto un’altro esponente del fronte di resistenza in America Latina, Lisandro Alvarado, il quale ha dichiarato che gli Stati Uniti sono il mandante di una molteplicità di azioni di terrorismo perpetrate sul territorio del Venezuela come su quello di altri paesi, in particolare il tentativo di assassinio di leader politici bolivariani, sono gli USA che hanno sostenuto il tentativo di infiltrazione di terroristi e mercenari sul territorio del Venezuela per operazioni di sabotaggio e di attacco contro le forze di sicurezza e le installazioni della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Alcuni di questi elementi terroristi mercenari, di nazionalità colombiana e statunitense, sono stati individuati e neutralizzati dalle FANB del Venezuela ed adesso Washington, grande sponsor del terrorismo di ogni tipo, pretende di stilare un elenco dei paesi che sostengono il terrorismo dimenticando di includere se stesso in tale elenco.
Reazioni dello stesso tipo si sono avute in tutti i paesi che da anni conducono una lotta per la propria indipendenza e che da tempo sono oggetto delle azioni di destabilizzazione e di terrorismo patrocinate dagli Stati Uniti e dai loro alleati.

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