GLI STATI UNITI VOGLIONO NEGOZIARE CON L’IRAN MENTRE ISRAELE E HEZBOLLAH SI SCAMBIANO LE MINACCE

Hezbollah, uno dei nemici giurati di Israele e un fedele alleato dell’Iran, continua la sua dura retorica contro Tel Aviv.

Il 17 febbraio , il gruppo Hezbollaha pubblicato un video di 2 minuti dal titolo “Oh sionisti, avete obiettivi militari e di sicurezza nelle vostre città.”
Il filmato conteneva una minaccia di colpire 10 obiettivi delle forze di difesa israeliane (IDF) in tutte le città israeliane.

Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, si è mostrato in video, avvertendo il sr. Aviv Kochavi, capo di stato maggiore dell’IDF, di “guerra totale”.
Il video di avvertimento di Hezbollah sulla prossima guerra, se l’IDF (Esercito israeliano) avesse scelto di iniziarla, è arrivato in risposta alle esercitazioni su larga scala che l’IDF ha tenuto nelle ultime settimane.
Durante l’esercitazione, i piloti dell’IDF si sono addestrati per colpire fino a 3.000 bersagli al giorno in caso di scontro a tutto campo.
Questa retorica più dura di Hezbollah non è qualcosa di raro. Quello che lo rende significativo è che il movimento può permettersi di renderlo ancora più duro perché l’amministrazione Biden è formalmente meno favorevole a Israele.

Hezbollah postazione

Su 18 febbraio ° , il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto all’Iran che era pronto a partecipare a colloqui UE-sponsorizzato per ripristinare l’ accordo nucleare con l’Iran.

Questa sembra una grande concessione e provoca un senso di urgenza e nervosismo in Israele. Per la prima volta da quando è entrato in carica, Biden ha accettato una telefonata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (dopo un mese).

Nella conversazione, Biden ha riaffermato l’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele e la cooperazione nella difesa reciproca. Ha detto che il flusso di armi, attrezzature e finanziamenti continuerà. Sembrava tutto molto vuoto e scontato secondo il copione.

Allo stesso modo, rispetto a quanto aveva fatto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Biden ha promesso di aumentare gli aiuti militari israeliani, ma questo significa anche che Israele non otterrà alcun sostegno più “tangibile”.
Va tutto bene, ma significa semplicemente “non ti sentirai speciale come quando c’era Donald Trump”.
Separatamente, un altro nemico dell’Asse della Resistenza, l’Arabia Saudita, soffre per l’avanzata dell’Ansar Allah (gli Houthi) dello Yemen.

Il 17 febbraio, gli Houthi hanno conquistato la significativa diga di Marib, e si spingono verso la città Marib per consolidare il potere nelle zone circostanti.

La città è l’ultima grande roccaforte della coalizione guidata dai sauditi nello Yemen centrale. Se cade questa, il che sembra abbastanza plausibile, gli Houthi avranno ancora più opportunità di spingersi nel sud dell’Arabia Saudita.

Combattenti Houthi nello Yemen

Nelle loro precedenti incursioni hanno catturato centinaia di soldati della coalizione a guida saudita e varie attrezzature militari, un ennesimo rovescio per i sauditi.

Febbraio 2021 sembra essere il mese dell’Asse della Resistenza, con la campagna iraniana di non conformità all’accordo nucleare che sta dando i suoi frutti. Hezbollah, gli Houthi ei gruppi filo-iraniani in Iraq e Siria sembrano inoltre ottenere un successo limitato.

Fonte: South Front

Traduzione: Luciano Lago

7 Commenti

  • Farouq
    20 Febbraio 2021

    L’obiettivo dei sionisti è distruggere tutti i Paesi della zona, gli sciiti si sono dimostrati un osso duro ed hanno il supporto della Russia, quindi ci provano ora contro i sunniti malgrado la loro fedeltà.

    I Paesi sunniti si sono dimostrati più disponibili all’autodistruzione, sono l’attuale obiettivo dei sionisti

  • Eugenio Orso
    20 Febbraio 2021

    Il piano degli ebrei occupatori della Palestina è sempre stato quello di dividere e indebolire i paesi arabi confinanti, o comunque ostili.
    Lo abbiamo visto con l’invasione della Siria, ad opera di mercenari e tagliagole appoggiati anche dagli ebrei, ne abbiamo avuto conferma con la “calata” dell’isis in Iraq, a partire da Mosul.
    Al piano ebreo hanno aderito tutte le componenti dell’asse del male, dagli usa alla turchia, passando per i decapitatori sauditi.
    Su questo, si innesta la guerra degli oleodotti e dei gasdotti, che non è mai finita e fomenta confronti armati e destabilizzazioni violente di interi paesi.

    L’Iran, non essendo un paese arabo, si è opposto con successo a questo piano stragista (per conto proprio e di concerto con la Russia, del quale è alleato) e lo ha constrastato con efficacia, organizzando la resistenza, non solo sciita, nei paesi arabi colpiti, appoggiando con aiuti militari concreti i legittimi governi..
    Il risultato è stato il ripristino delle vie di comunicazione fra Teheran, Bagdad, Mosul, Damasco, Beirut e il contributo alla liberazione dell’importante Aleppo.
    Questa è stata indubbiamente una vittoria, che ancora brucia agli scherani dell’asse del male.
    Gli ebrei, occupatori illegali della Palestina, a paritre dal criminale netanyahu, sembrano quasi impazziti, oggi, mentre biden sta muovendo i primi passi alla presidenza usa (tutti negativi e forieri di conflitti futuri). Questo perché vogliono fare in fretta e rimediare alle sconfitte subite, anche ad opera dell’Iran, perciò si muovono rapidamente verso la guerra.
    Capiscono, questi parassiti e assassini, che senza l’Iran la resistenza in Medio Oriente crollerebbe.

    Cari saluti

    • atlas
      21 Febbraio 2021

      benchè animati delle più pure intenzioni rappresentate miopia a volte. Tu e Farouq. La resistenza attiva e fattiva alla più grande democrazia multinazionale del medio oriente, il cancro dell’umanità, la si fa nazionalizzando tutto, con una politica Sociale e Nazionale, non dividendosi (facendosi dividere) proprio dai giudei, per pseudo motivazioni religiose. Creando politiche strutturate sulla religione (sciita ad es.). Viceversa l’Iran ‘avrebbe’ potuto interagire costruttivamente con tutti gli altri della zona, come l’Egitto (Sunniti), Iraq del Baàth, Algeria, Libia di Gheddhafi, Tunisia di Ben Ali…anzichè fomentare la fratellanza salafita, proprio presente e al potere in Turchia, o distruggendo il Libano …

      salafismo e antisciismo controreattivo che poi può portare gli stolti direttamente nelle braccia di altri giudeizzati spacciatisi per sunniti, i wahhabiti del golfo. Aprite gli occhi mentre atlas si va a fare massaggiare. Anche perchè atlas non comanda un cazzo

      atlas può solo stare a guardare il destino che è stato scritto dal Creatore, che avanza inesorabile

      • Eugenio Orso
        21 Febbraio 2021

        Ti ricordo che, purtroppo, i socialisti arabi (da non confondersi con i marxisti veri e propri) e i panarabisti sono stati sconfitti, a partire dagli anni ottanta, dagli integralisti religiosi, o presunti tali. Alcuni di loro resistono e praticano ancora forme di Socialismo Nazionale (come i militari egiziani o Assad), ma, per il resto, la corruzione di certe classi dirigenti arabe e i petrodollari sauditi, nonché la destabilizzazione indotta ovunque dagli ebrei (e dagli usa), hanno esteso l’area salatìfita e wahabita, facendola diventare sempre più potente e pericolosa …

        Cari saluti

        • atlas
          21 Febbraio 2021

          mah…finora si è perso solo l’Iraq, traumaticamente, passato poi sotto l’ala sciita, Egitto e Algeria no di certo, quest’ultima nemmeno dopo una guerra durata tutti gli anni ’90, no ottanta. Negli anni ’80 c’eravamo ancora tutti

          in Libia si combatte ancora, in Tunisia pure, per ora a parole

          quindi … cosa mi devi ricordare, cose che ti sto dicendo io ?

  • Fratello Marcus
    20 Febbraio 2021

    Esattissima l’ ultima frase Eugenio, ed è anche questo il motivo della seconda esercitazione navale dell’ Iran con Russia e Cina, di questi giorni.

  • Fratello Marcus
    21 Febbraio 2021

    Atlas……..solo chi si apre la “Via” dopo aver superato il punto limite ed averlo trasceso può analizzare come fai tu.

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