Gli Stati Uniti utilizzano una strategia di provocazione continua nei confronti dell’Iran

di Luciano Lago

Washingon innervosito per il fallimento della campagna di massima pressione contro l’Iran, che aveva come obiettivo quello di isolare il paese persiano, provocare disordini e violenze all’interno per ottenere il rovesciamento del regime, ha deciso all’improvviso di cambiare strategia.

Ci sono vari indzi di questo cambiamento ma i più importanti possiamo elencarli di seguito.
Gli obiettivi in sostanza non sono cambiati ma attualmente l’Amministrazione Trump cerca di lanciare precise provocazioni contro l’Iran in modo da determinare una reazione da parte del governo iraniano. Si tratta di un gioco simile a qullo del gatto col topo ma dove gli USA credono di essere il gatto avendo sottovalutato l’abilità degli iraniani.


Se la reazione sarà quella che gli strateghi USA prevedono, allora sarà facile per l’amministrazione USA giustificare una soluzione forte come un embargo totale ed un bombardamento dei centri vitali dell’Iran.
Un preludio a quanto potrà accadere si è avuto pochi gorni fa quando due aerei da combattimento statunitensi hanno effettuato manovre “pericolose” giovedì vicino al volo 1152 della compagnia aerea iraniana Mahan Air, diretto verso la capitale libanese Beirut, mentre sorvolava la Siria sudorientale, una mossa che ha costretto il pilota ad esibirsi un brusco cambiamento di altitudine che ha provocato diverse lesioni tra i passeggeri a bordo dell’aeromobile.

Gli USA sarebbero pronti a invocare lo stato di necessità contro la “minaccia iraniana”, se saranno in grado di mascherare la realtà con la loro propaganda ed il controllo dei media. In pratica gli aggressori devono travestirsi da vittime per un eventuale affondamento di una nave o abbattimento di una aereo la cui responsabilità sarebbe attribuita all’Iran. Washington cerca un “casus belli” a cui aggrapparsi per muovere guerra all’Iran e accontentare le richieste di Netanyahu e della potente lobby sionista interna negli States.
Il fattore clou che ha determinato questo cambiamento di strategia nell’amministrazione Trump è da ricercare nell‘accordo intervenuto tra Teheran e Pechino che ha di fatto vanificato tutti gli sforzi della amministrazione USA per ottenere l’isolamento dell’Iran.

Basi USA attorno a Iran


Il grande accusato è la Cina che ha preso in pieno le difese dell’Iran ed ha stretto un contratto di cooperazione per 25 anni che prevede cooperazione su più livelli fra cui quella militare. Questo contratto sarà naturalmente vantaggioso per entrambi questi paesi che sono sotto la pressione americana. Tale programma apre uno spazio internazionale più ampio per la stessa Cina, che è sottoposta a forti pressioni per la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, dalle interferenze statunitensi nel Mar Cinese Meridionale e dalla sua disputa di confine con l’India .

“L’accordo con l’Iran apre la strada all’ingresso della Cina nel mercato del Medio Oriente e pone una sfida alla presenza degli Stati Uniti nella regione ”, come ha scritto anche l’organo ufficiale cinese, il South China Morning Post.

L’accordo Iran-Cina visto da Washington costituisce un affronto per l’elite di potere USA ed è esattamente questo che ha determinato una svolta e un giro di vite nella campagna anticinese il cui massimo portavoce ed interprete è Mike Pompeo.
Tuttavia il problema Cina è molto impegnativo e Washington ritiene di doverlo affrontare per ultimo. Il primo obiettivo previsto è quello di demolire l’Iran e renderlo inoffensivo, prima che la cooperazione tra la Cina renda l’Iran una paese inespugnabile per le mire USA.

L’accordo sino-iraniano potrebbe consentire alla Cina di avere una presenza militare fissa in prossimità del porto iranianao di Chabahar. Una tale base fornirebbe alla marina cinese i mezzi per monitorare le attività della Marina degli Stati Uniti nella regione, in particolare la Quinta Flotta dispiegata in modo permanente nel Golfo Persico, cosa che l’Iran stesso ha da tempo fatto. Questo è solo il risvolto militare dell’accordo che preoccupa molto gli astrateghi di Washington.


Il primo step per la dirigenza USA è quello di far fallire l’accordo e creare un cuneo fra l’Iran e gli altri paesi della regione. Per questo gli USA stanno pressionando al massimo mediante sanzioni, assedio finanziario ed operazioni di intelligence la Siria, il Libano e l’Iraq, che sono i naturali alleati regionali dell’Iran.
Si tratta di scardinare quello che è denominato “l’asse della resistenza” (Iran, Hezbollah, Siria, Iraq sciita) che costituisce una spina nel fianco per Israele e un grosso problema per gli USA.

Collegamenti strategici nell’area Indo pacifico


Gli strateghi USA non hanno però considerato i legami che uniscono l’Iran alla Russia che sono molto più solidi di quanti appaia e la Russia di Putin non può permettersi di abbandonare l’Iran che si è dimostrato un alleato strategico per Mosca. Questo fattore rende tutto possibile e il quadro di insieme si prospetta molto pericoloso e potrebbe portare alle soglie di un conflitto generale.

Un rischio che non preoccupa più di tanto la setta fanatica militarista e neo-evangelica che ha preso possesso della Casa Bianca e che vede nello scontro con Iran-Cina -Russia un evento programmato dalla “missione assegnata” all’America dai Padri Fondatori. La paranoia psicopatica dei neocon sospinge questi ad affrontare i rischi di un conflitto nucleare pur di assecondare la loro visione fanatica .

3 Commenti

  • avatar
    2 Agosto 2020

    Secondo me Usa sono oggi chiachere e distintivo, non ci sono piu le condizioni geopolitiche che erano al momento del attacco contro Iugoslavia, o del Iraq,….per la Russia la caduta del Iran sarebbe anche l’inizio de la sua fine ,e per sempre.

  • eusebio
    2 Agosto 2020

    La Russia sa benissimo che gli USA sono i suoi peggiori nemici e ha abbandonato quasi completamente l’uso del dollaro come moneta di riferimento per i suoi scambi commerciali, adesso anche la Cina sta imparando che l’unico modo per trattare gli USA è mandarli falliti e sta mollando sia il dollaro come moneta per i suoi scambi che i titoli del debito USA, apposta commercia sopratutto con Russia, Iran e Venezuela, curando le relazioni con questo paese fornitore di petrolio e oro con cui sostituire le riserve di una valuta fallita come il dollaro.
    I titoli di debito USA durante la pandemia sono stati liquidati in poche settimane a centinaia di miliardi di dollari dai loro possessori esteri, inclusa la Cina.
    Il blocco Cina-Russia-Iran si configura come un blocco politico-economico-militare infinitamente superiore a quello guidato da una potenza fallita come quella yankee e molto più coeso.

  • Ely
    3 Agosto 2020

    Che ci leveremo di mezzo tutti e creperemo è un fatto chiaro, e ciò che resterà non sarà dipeso da noi, e non sarà immutabile.
    Le monarchie non sono affatto sempre state costituzionali. E comunque gli individui vanno valutati per i risultati che producono, con la loro volontà. Se esiste.
    Perché un individuo senza volontà propria non è un individuo.
    E uno che non è in grado di riconoscere ciò che è giusto, non può essere un amico, tantomeno un compagno di vita, non esiste come persona. Almeno per me.
    Ma non lo è nemmeno per gli altri, anche se sembrano non rendersene conto, perché avere la vicinanza di simili elementi, che poi si dimostra siano tutti, è solo ridicolo.

Inserisci un Commento

*

code