Gli Stati Uniti suonano l’allarme: “L’Iran sta spostando il suo Paese sempre più vicino alle nostre truppe!”


L’Iran è cresciuto fino ad ora nei suoi confini e le truppe americane sono quasi a tiro. Un farneticante messaggio da Washington.

Le tensioni tra Washington e Teheran continuano ad aumentare. Gli Stati Uniti accusano l’Iran di spostare le sue frontiere sempre più vicine alle truppe statunitensi. Ormai alcuni soldati americani sono quasi a tiro.

“L’Iran sta usando il suo territorio per molestare le nostre truppe schierate pacificamente”, ha detto il consigliere della sicurezza nazionale John Bolton. “Alcuni dei confini del paese si avvicinano pericolosamente ai nostri soldati – quasi a portata di mano, l’ Iran deve smettere di farlo subito!”

Anche la marina statunitense è stata colpita dall’aggressione dell’Iran. “La scorsa settimana, la nostra squadra aeronavale era a più di 1.000 chilometri dall’Iran, e ora questo stato canaglia, che interferisce con tutto, si è improvvisamente avvicinato alla nostra portaerei USS Abraham Lincoln, con la sua costa a circa 100 chilometri”.

Gli Stati Uniti hanno minacciato di mobilitare le proprie truppe. Bolton: “Siamo una nazione pacifica, ma se l’Iran osa lasciare che i suoi confini si incrocino sotto i piedi dei nostri soldati, ciò significa inevitabilmente guerra!”

Nota: La paranoia di John Bolton e dei neocon della Casa Bianca può causare allucinazioni nelle mente malata di questi consiglieri dell’Amministrazione Trump.

Fonte: Der Postillon

Traduzione e nota: Lisandro Alvaado

8 Commenti

  • Monk
    26 Maggio 2019

    Chiacchiere? Può darsi ma se i servi degli ebrei hanno deciso sarà guerra e la Russia farà nulla, come quando attaccarono i serbi, più fratelli dei persiani. Troveranno l’inferno in Persia, tutti, e lo sanno, e si stanno cagando sotto ma devono per ordini superiori.

    • MONDO FALSO
      26 Maggio 2019

      Quando hanno attaccati i serbi la Russia non era forte come adesso

      • Monk
        26 Maggio 2019

        Non gliene frega niente a Putin, avrebbe avuto molte occasioni, dopo delle infami provocazioni, per mostrare oltre i muscoli ben altro. L’Iran è spacciato ma ne porterà molti all’inferno.

  • MONDO FALSO
    26 Maggio 2019

    Bolton : siamo una nazione pacifica . ahahahahahahaahahahah

  • La soluzione
    26 Maggio 2019

    Questi personaggi sono da manicomi.

  • Eugenio Orso
    26 Maggio 2019

    Sarebbe meglio se l’Iran “spostasse” i suoi confini fino a lambire gli stati uniti di merda, così almeno i pagliacci crimanali-Bolton di turno avrebbero una valida ragione per starnazzare … E noi potremmo finalmente ridere e brindare!

    Cari saluti

  • Mario Rossi
    27 Maggio 2019

    Ahahahahahaha non sapevo che gli iraniani potessero spostare le coste! ma che cazzo dice quel coglione di Bolton!!

  • Idea3online
    27 Maggio 2019

    La Russia ha arrestato il colpo di stato in Venezuela…..non starà a guardare in Iran, ma tesserà come in Siria un’alleanza degli sciiti, ed la Turchia dovrà decidere definitivamente da che parte stare. La Russia e la Cina non si presentano come impero conquistatore, ma come impero regolatore. Gli sciiti percepiscono la Russia come alleato e non come competitore, se alcuni sunniti sono amici della Russia lo diventeranno degli sciiti. Gli USA seminano CAOS, la Russia reagisce seminando ORDINE. CAOS contro CAOS vince l’Occidente, ORDINE contro CAOS, vince l’Oriente. Putin farà tutto il possibile di creare una ragnatela in medio oriente costruita da sciiti e sunniti. Solo questo farebbe tremare i migliori strateghi americani che temono l’ORDINE. Inoltre anche i sunniti se potranno ottenere vantaggi economici e commerciali dalla collaborazione russa&cinese potrebbero dire basta alle guerre imperialiste distruttive che generano sofferenza a milioni di musulmani.
    La guerra all’Iran in un mondo non più unipolare è improbabile, gli USA non desiderano dichiarare al mondo il loro declino e fare capire che non sono più l’unica potenza globale. Sono solo atti di forza per testare navi, armi, confronti militari amichevoli, prima delle Olimpiadi della Terza Guerra Mondiale.

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