Gli Stati Uniti sull’orlo di un precipizio per la visione paranoica di un Consigliere alla Sicurezza e per la megalomania di un principe ereditario saudita


di Luciano Lago

Tutti gli avvenimenti di queste ultime settimane dimostrano che, la politica condotta dai falchi neocon della Casa Bianca, in particolare da John Bolton e da Mike Pompeo, stanno portando verso una nuova distruttiva guerra in Medio Oriente per l’ossessione dei neocon di attaccare e distrugere l’Iran. Questa politica si deve in particolare allo psicopatico John Bolton, Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, il quale orienta la politica di guerra nei confronti dell’Iran sulla base di nient’altro che della sua squilibrata visione del mondo e sull’ossessione anti-Iran.
Sarebbe un grande regalo per l’America e per tutto il mondo se il presidente Trump dovesse decidere di sbarazzarsi immediatamente di un personaggio tanto imbarazzante e psicopatico. Lo dovrebbe fare anche a costo di dare un dispiacere al suo amico Netanyahu, protettore e sponsor di Bolton, ispiratore delle sue sparate anti-iraniane.
Il settantenne Bolton, privo di esperienza militare diretta , corresponsabile della disastrosa guerra in Iraq , dovrebbe essere oggi in una prigione come un criminale di guerra condannato, non dovendosi trovare ancora oggi mentre sospinge per un’altra guerra basata su un’intelligence costruita su menzogne. I criminali ritornano sempre sul luogo del delitto e Bolton conferma questa regola.

Non c’era niente di peggio per il presidente Trump che affidare a Bolton l’incarico di consulente per la sicurezza per gestire la politica sull’Iran. Trump avrebbe necessità di far fuori Bolton dal suo incarico- prima che scoppi un conflitto che potrebbe essere molto più disastroso di quello dell’Iraq e portare anche alla terza guerra mondiale. Non bisogna sottovalutare il pericolo, un attacco all’Iran incendierebbe tutta la regione e coinvolgerebbe anche la Russia con una conseguente conflagrazione nucleare.
Le false notizie di intelligence, fatte diffondere dai collaboratori di Bolton, circa le presunte minacce offensive provenienti dall’Iran o dai delegati iraniani in Medio Oriente, sono state smentite fra gli altri dal generale britannico, Christopher Ghika, il quale ha direttamente contraddetto le affermazioni di John Bolton della settimana scorsa secondo cui gli interessi degli Stati Uniti erano in pericolo imminente da un attacco sostenuto dall’Iran. Lo stesso generale ha espresso i suoi franchi commenti , dichiarando ai giornalisti, in un briefing tenuto questa settimana , in cui ha affermato che lui non ha visto aumentare le minacce offensive provenienti dall’Iran o dagli alleati iraniani in Medio Oriente.

“No, non mi risulta che ci sia stata una crescente minaccia da parte delle forze sostenute dall’Iran in Iraq o in Siria”, ha detto Ghika, che è il vice comandante della coalizione militare a guida Usa che si oppone (apparentemente) allo Stato islamico (IS, ex ISIS).
Il generale britannico non è il solo. Anche diversi funzionari europei e americani sono stati citati nei resoconti dei media secondo i quali la valutazione di Bolton del rischio di sicurezza dall’Iran o dai suoi presunti proxy è esagerata.
Non per caso, quando il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha incontrato i ministri dell’Unione Europea all’inizio di questa settimana, i delegati britannici, francesi e tedeschi hanno esortato Pompeo a ridurre l’ostilità americana nei confronti dell’Iran, indicando che non condividere gli avvertimenti allarmati di Washington sulle minacce iraniane.
Nessuno prende sul serio la fantasia malata della mente psicopatica di Bolton, secondo il quale l’Iran si appresterebbe ad attaccare gli interessi degli Stati Uniti nella regione e con questo varcherebbe la “linea rossa” , meritandosi quella che lui definisce una “risposta inesorabile” dagli USA, indicando tale minaccia in forma vaga e incline all’immaginazione paranoica – di cui Bolton dimostra di essere invasato.

John Bolton

Nella sua ossessione anti-Iraniana, Bolton vede la mano di Teheran in tutto il Medio Oriente, esattamente come il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Di conseguenza, l’Iran secondo Bolton, sta presumibilmente tirando le fila delle milizie sciite in Iraq e in Siria, sta incitando i possibili attacchi di Hezbollah del Libano, così come la azioni di Hamas a Gaza e dei ribelli Houthi nello Yemen. L’Iran potrebbe benissimo avere collegamenti e simpatie con questi gruppi, ma nella febbrile visione del mondo di Bolton, qualsiasi attività contro gli interessi americani può essere ascritta all’Iran, innescando così la “risposta inesorabile” della guerra USA che tanto desidera.

Ne consegue che, nell’intero quadro della regione, tutte le varie situazioni di conflitti creati da Israele e dall’Arabia Saudita, diventano una polveriera che, nella mente malata di Bolton, sono da ascrivere alla perfida azione dell’Iran, come se il conflitto in Palestina e nel Libano sia stato creato dall’Iran, così come quello derivante dall’aggressione dell’Arabia Sauita contro lo Yemen. Tutta la situazione esplosiva è suscettibile di accendersi per la minima scintilla, nell’interpretazione errata o per un errato calcolo o per una cattiva intenzione.

L’intelligence USA e dell’Arabia Saudita interpreta il presunto sabotaggio di quattro petroliere avvenuto questa settimana nel Golfo di Oman, al largo della città portuale degli Emirati di Fujairah, come ascrivibile all’Iran. I sauditi hanno immediatamente puntato il dito sull’Iran, visto che una delle petroliere stava per raccogliere petrolio grezzo da esportare negli Stati Uniti. Questo costituirebbe un vitale interesse americano, come dice Bolton. Non ci vorrebbe molta intuizione per spingere l’idea che le forze iraniane o agenti “iraniani siano dietro il presunto sabotaggio, anche se Teheran ha avvertito che l’incidente è stato sospettosamente orchestrato.

Quasiasi evento, come ad esempio l’attacco dei droni avvenuto pochi giorni dopo sulle installazioni petrolifere saudite dei ribelli Houthi dello Yemen, potrebbe essrre la scintila che incendia il tutto. Gli Houthi hanno detto che l’attacco era una rappresaglia per l’aggressione saudita nel loro paese. Il ministro saudita dell’energia Khalid al-Falih ha condannato gli Houthi come “sostenuti dall’Iran”, anche se non ci sono prove attendibili di questo. Ancora una volta, quell’incidente potrebbe essere facilmente distorto come attribuito alla responsabilità iraniana dai falchi della guerra.

John Bolton, con la sua politica aggressiva, non solo sta incautamente spingendo l’Iran in un angolo ma sta anche spingendo gli Stati Uniti in un “cul de sac”. Da quando è stato abbandonato l’accordo sul nucleare si è verificata una escalation di azioni aggressive contro l’Iran, dalle sanzioni all’embargo contro le esportazioni petrolifere iraniane, a cui si è aggiunto l’embargo sulle esportazioni di minerali. Da ultimo l’ingresso di una poderosa squadra d’attacco con portaerei e bombardieri strategici, non lascia dubbi a Teheran su quali siano le intenzione del trio Trump, Bolton, Pompeo nei confronti dell’Iran. Sul fondo c’è soltanto la guerra, esattamente quello che vogliono Netanyahu e il principe saudita Bin Salman, una guerra condotta dagli Stati Uniti per distruggere il loro acerrimo nemico, l’Iran.

Missili iraniani in bunker sotterranei


Molti osservatori stanno però avvertendo Trump del pericolo: l’Iran non è l’Iraq ma è un paese grande, con 80 milioni di persone e che dispone di un potenziale di armi in grado di infliggere durissimi colpi alle basi USA nel Medio Oriente ed a Israele. Inoltre l’Iran è in grado di bloccare lo stretto di Hormuz da cui transita il 60% del petrolio mondiale con conseguenze disastrose per tutto il sistema economico mondiale. Senza considerare che la Russia e la Cina non tralascerebbero di difendere quello che per entrambe le potenze è un alleato strategico. Si accenderebbe un campanello d’allarme a Mosca e sicuro che Putin prenderebbe le sue misure per difendere l’Iran da un attacco americano.
Il presidente Trump potrebbe riflettere e, nonostante la sua irrazionale ostilità nei confronti dell’Iran, potrebbe comprendere di aver seguito i consigli di un paranoico guerrafondaio che potrebbe portare gli Stati Uniti ed il mondo verso il disastro soltanto per favorire i calcoli egemonici di Israele e la megalomania di un principe ereditario dell’Arabia Saudita.


3 Commenti

  • eusebio
    17 Maggio 2019

    Bisogna dire che gli iraniani sono caduti da ingenui nella trappola che gli tirato il salafita Obama attraverso i loro falsi amici wahabiti del Qatar, che difatti ospitano le forze che dovrebbero attaccare l’Iran.
    Hanno rinunciato da ingenui al loro nucleare in cambio di una fine delle sanzioni che non è arrivata, anzi esponendosi all’attacco dei loro inveterati nemici.
    Invece la Corea del nord non c’è cascata ed è intoccabile.
    Non se deve dare ascolto ai sionisti e ai wahabiti, sono totalmente inaffidabili e inesorabilmente aggressivi, solo la strapotenza economica della Cina, che controlla finanziariamente gli USA e ha bisogno del petrolio iraniano li ha temporaneamente bloccati.
    Adesso l’Iran dovrà velocemente dotarsi di armi atomiche, aiutato da Russia e Cina, mentre la Russia dovrà cercare di recuperare l’Ucraina eliminando i due fantocci ebrei che la governano, altrimenti sia Russia che Iran ricadranno vittime della inesauribile fantasia aggressiva dei sionisti.

  • Fabio Franceschini
    17 Maggio 2019

    l’Iran comunque non avrebbe ancora la bomba atomica e tanto meno dei vettori testati ed affidabili. l’Iran è un paese dove esiste una opinione pubblica e una democrazia. Rouhanny ha vinto le elezioni proprio per raggiungere un accordo e superare le sanzioni.. la cosa incredibile è che così facendo gli usa hanno dato ragione alla parte più vicina agli ayatollah e ai pasdaran

  • Sed Vaste
    17 Maggio 2019

    Video che vale u Peru digitate:” Io Sono Israele video” 6 minuti e 28 , sembra I’ll titolo del libro ” io sono Salvini ” leccate a distanza I segni di sottomussione non son mai abbastanza tutto fa brodo per le nostre nostrane prost-politiche

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