Gli Stati Uniti stanno cercando di circondare la Russia di paesi “democratici” filoamericani

Gli Stati Uniti stanno cercando di circondare la Russia con una cintura di paesi satellite filo-americani. Lo ha affermato il pubblicista e politologo Andrey Vajra.
Si tratta di una strategia già consolidata che ha visto il colpo di stato in Ucraina nel 2014 come suo massimo apice che è successivamente continuata nei Balcani, nel Caucaso e nell’Asia Occidentale attraverso sobillazione interna, pseudo rivoluzioni colorate pilotate dalla CIA e dalla NED (The National Endowment for Democracy), così come da altre ONG finaziate da George Soros.

L’obiettivo in questi paesi è quello di un cambio di regime e favorire l’ascesa al potere di governi filo occidentali e ferocemete anti russi. Si tratta di un confronto nell’ambito geostrategico fra gli Stati Uniti e la Federazione Russa dove non ci possono essere accomodamenti o vie di mezzo ma soltanto conquiste o perdite di territori fra i contendenti.
In precedenza, il capo del Dipartimento di Stato americano, Mike Pompeo, aveva annunciato la disponibilità di Washington ad aiutare la Georgia ad approfondire i suoi legami euro-atlantici e rafforzare le istituzioni democratiche. Pompeo ha anche aggiunto che gli Stati Uniti intendono rafforzare la loro presenza nel Caucaso. Un area questa che rappresenta il cortile di casa per la Russia nel suo lato sud.
Vajra ha sottolineato che la subordinazione dei piccoli stati è il principale strumento degli Stati Uniti in politica estera, motivo per cui Washington sta cercando di circondare la Russia di paesi “democratici” filo-americani, riferisce Nation News.

Truppe russe in N. Karabakh

Questi sono tentativi di circondare la Russia con “piccoli cani” americani incatenati ed obbedienti. Così la Georgia, e lo straordinario regime in Armenia e in Ucraina, un tentativo scoperto di inghiottire la Bielorussia, tutti elementi della stessa catena: stabilire l’accerchiamento post-sovietico nella Federazione Russa ”, ha spiegato.


Nota: Le autorità di Mosca hanno scoperto per tempo questa strategia ed hanno fatto le loro contromosse che hanno bloccato questo tentativo ostile, come avvenuto da ultimo in Bielorussia e nel Caucaso.
Tuttavia è bene che a Mosca non si facciano illusioni: con l’avvento di un presidente democratico come Joe Biden, questa strategia continuerà e sarà sempre più aggressiva, senza poter escludere tentativi di forzare le situazioni con colpi di mano che si potrebbero realizzare facilmente in Ucraina e in Bielorussia.

Truppe russe a guardia dei monasteri in N. Karabakh


Per questo motivo alcuni analisti russi suggeriscono a Putin di adottare una strategia più dura verso l’Occidente, evitando qualsiasi tentativo negoziale che, dalla dirigenza USA sarebbe utilizzato contro la Russia e verrebbe visto come un segno di debolezza. Al contrario occorre un approccio più determinato e questi suggeriscono di sfruttare come teste di ponte i paesi che sono fortemente ostili a Washington in America Latina, come il Venezuela e Cuba, che potrebbero essere zone strategiche situate in prossimità degli States in cui creare dei bastioni anti-imperialisti che possono divenire una spina nel fianco del potere di Washington nell’emisfero americano.

Fonti: Nation News Riafan.ru

Traduzione sintesi: Sergei Leonov

Nota: Luciano Lago

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