Gli Stati Uniti stanno ancora pianificando di attaccare l’Iran, l’esercito israeliano è pronto ad agire

Gli Stati Uniti stanno ancora pianificando di attaccare l’Iran, l’esercito israeliano è pronto ad agire

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a spingere i suoi collaboratori a elaborare quelle che lui definisce opzioni militari “decisive” contro l’Iran, ha riportato il Wall Street Journal il 20 gennaio.

Trump ha ripetutamente minacciato la Repubblica Islamica per l’ondata di proteste in corso dall’inizio del mese, arrivando persino a promettere di punire il governo se i manifestanti fossero stati uccisi. Le proteste si sono rapidamente trasformate in un massacro a causa di queste minacce.

Diverse fonti e gruppi di monitoraggio hanno stimato il numero delle vittime tra 4.000 e 16.000. Tuttavia, la televisione di Stato iraniana ha riferito che solo 3.117 persone sono state uccise, includendo sia i manifestanti che il personale di sicurezza.

La scorsa settimana, Trump ha evitato di attaccare l’Iran, nonostante alcune indiscrezioni rivelassero che paesi arabi, Turchia e persino Israele gli avevano chiesto di ridurre l’escalation. Tuttavia, ha ordinato il dispiegamento di ulteriori risorse militari statunitensi in Medio Oriente, tra cui una portaerei, presumibilmente la USS Abraham Lincoln, e uno squadrone di caccia F-15.

Inoltre, i dati di tracciamento dell’aviazione hanno rivelato che negli ultimi giorni sono atterrati nella regione 29 aerei da trasporto militare C-17 e 12 aerei cisterna di rifornimento di vario tipo.

Citando funzionari statunitensi, il Wall Street Journal ha affermato che Trump ha ripetutamente utilizzato la parola “decisivo” quando ha discusso quale risultato vorrebbe ottenere da un attacco degli Stati Uniti all’Iran, portando i collaboratori della Casa Bianca e del Pentagono a elaborare una serie di opzioni per lui, tra cui azioni che sarebbero mirate a rovesciare il regime.

Altre opzioni, più limitate nello scopo, prevedono attacchi alle strutture collegate al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

I funzionari citati dal quotidiano statunitense hanno affermato che Trump non ha ancora escluso attacchi, anche se non è chiaro cosa potrebbe decidere in ultima analisi.

Nel mezzo di questa escalation, il capo di stato maggiore israeliano, tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che l’esercito è pronto ad agire contro qualsiasi nemico che rappresenti una minaccia.

Durante una visita alla base aerea di Nevatim, dove sono installati i caccia stealth F-35, il 21 gennaio, Zamir ha detto ai piloti e al personale aereo dell’aeronautica militare israeliana che i militari “sapranno come colpire con forza in qualsiasi arena contro qualsiasi nemico che minacci la sicurezza dello Stato di Israele”, secondo quanto dichiarato dai militari.

Missili iraniani pronti

“L’aeronautica militare costituisce il braccio strategico delle IDF. Siete stati in prima linea negli sforzi offensivi e difensivi in ​​arene vicine e lontane negli ultimi due anni di combattimenti”, ha affermato Zamir.

“Avete accumulato un’esperienza operativa senza pari al mondo e sapremo trarne insegnamento e utilizzarla per garantire la sicurezza dello Stato di Israele in ogni momento”, ha aggiunto.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha lanciato la minaccia più diretta contro gli Stati Uniti, avvertendo che la Repubblica islamica “reagirà con tutte le sue forze se dovessimo subire un nuovo attacco”.

“A differenza della moderazione dimostrata dall’Iran nel giugno 2025, le nostre potenti forze armate non hanno remore a rispondere al fuoco con tutte le nostre forze se dovessimo subire un nuovo attacco”, ha scritto Araghchi il 20 gennaio, riferendosi alla guerra di 12 giorni tra Israele e Iran di giugno.

“Questa non è una minaccia, ma una realtà che sento di dover comunicare esplicitamente, perché come diplomatico e veterano, detesto la guerra”, ha continuato il ministro.

“Uno scontro totale sarà certamente feroce e si protrarrà molto, molto più a lungo delle fantasiose tempistiche che Israele e i suoi alleati stanno cercando di spacciare alla Casa Bianca. Trascinerà sicuramente l’intera regione e avrà un impatto sulla gente comune in tutto il mondo”, ha aggiunto.

Nonostante la recente de-escalation di Trump e il fatto che le proteste in Iran siano ormai terminate, un attacco statunitense alla Repubblica Islamica rimane più che probabile. L’elevato costo dell’attuale rafforzamento militare statunitense nella regione è una prova sufficiente.

Israele si sta chiaramente preparando a unirsi a un simile attacco. Tuttavia, è improbabile che sarà lui a dare inizio alla guerra come a giugno. Questo metterebbe la maggior parte del rischio sugli Stati Uniti.

Fonte: South Front Press

Traduzione: Luciano Lago

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6 commenti su “Gli Stati Uniti stanno ancora pianificando di attaccare l’Iran, l’esercito israeliano è pronto ad agire”

  1. Il problema è che l’impero del male assoluto, con le componenti principali ebree e statunitoidi, non può reggere un conflitto con un paese aggredito ma bene armato, con dovizia di forze missilistiche e di droni come l’Iran, per più di dieci giorni, infatti, la guerra dei 12 giorni dello scorso giugno 2025 ha messo in gravissima difficoltà gli ebrei genocidi/ nazi adunchi dell’entità sionista e, proprio per questo, c’è stato un breve bombardamento statunitoide che ha posto fine all’aggressione all’Iran, con accordi sotto banco, proprio per salvare la parte debole, che rischiava di finire l’antiaerea, cioè “israele”, ma questa volta è possibile che gli iraniani vadano oltre e, oltre che causare gravissimi danni agli ebrei genocidi, colpiscano seriamente le basi statunitoidi in Medio Oriente e affondino qualche nave militare (perché non una maledetta portaerei?) … Quindi l’impero del male assoluto si sta ancora preparando per l’aggressione all’Iran e, credo, ci vorrà del tempo prima di una nuova aggressione alla Repubblica Islamica.

    Cari saluti

  2. I pagliacci al potere in America e nell’Israele sono oramai istupiditi e allucinati, come il pugile che le ha prese talmente tante che vuole bastonare il pubblico. Ha ha ha ha ha !!!!!! I padroni e i servi sono tenaci ma tonti, e quindi vogliono la ripetizione di altre SCONFITTE ETERNE. Sono tragicomici,
    fanno ridere ovunque. La loro presunta superiorità non è REALE, si credono superiori, ma hanno una intelligenza scarsa, il loro QI, è medio-basso ……………. non si spiega altrimenti la serie infinita di errori e smacchi e scacchi tremendi subìti da questi genioni del casio. Sono così superiori, che sono perdenti, ma molto perdenti. Ha ha ha ha ha !!!!! Good morning, Vietnam !!!!!

  3. Il fascismo mondiale detto liberismo finanziario non è riuscito a spezzettare e rapinare la Russia e adesso prova a sirianizzare e rapinare l’Iran con lo strangolamento economico e le tecniche di infiltrazione della CIA e del Mossad e infine con l’attacco militare.
    Spero che in considerazione dell’importanza energetica e strategica dell’Iran, Russia e Cina abbiano provveduto ad armarlo potentemente.Che Israele sia asfaltato.

  4. Se si sono rafforzati Israele e la presenza militare americana loro alleata, Teheran ha fatto sicuramente di piu’ per migliorarsi in caso di scontro. Sono stati in grado d’ oscurare i satelliti di comunicazione e monitoraggio, piu’ la nuova rete avanzata Starlink. Questo perché sono stati riforniti da russi e cinesi di veivoli aerei da combattimento moderni e performanti, di contraerea avanzata e di potenti sistemi di guerra elettronica. Nella missilistica sono secondi solo ai russi. Aragchi dice il vero, una guerra di distruzione totale, anche non nucleare, in Medioriente cambierebbe il volto del pianeta per sempre.

  5. Tre ipotesi: 1 – USA, GB, Israele implodono, insieme al resto dell’occidente. 2 – il resto del mondo li cancella dalla faccia della terra, o gli infligge sconfitte economico militari decisive oppure, 3 – Il trio del male distruggerà il pianeta. La tendenza storica ci dice chiaramente che a prevalere sara la combinazione delle prime 2 ipotesi.

  6. Non solo sono arrivati molti aerei militari da trasporto yankee soprattutto in Giordania, ma pure molti aerei da trasporto militari degli Emirati hanno fatto la spola tra lo asshole sionista e il Turkmenistan, il quale pare essere diventato uno dei più feroci nemici di Iran, Russia e Cina, la quale tra l’altro controlla e compra la produzione di gas del piccolo paese centroasiatico.
    Gli anglo-sion-wahabi aspettano solo che l’Iran riattivi internet per collegarsi con i loro agenti nel paese, e poi lanceranno un massiccio attacco coordinato, forse pure atomico, contro l’Iran.
    I terroristi dell’ISIS liberati in Siria stanno già sciamando nel Caucaso e in Asia centrale per attaccare la Russia e la Cina, pare che Trump invierà il suo mediatore giudeo Witkoff a Mosca per ingannare i russi ed indurli ad abbandonare l’Iran.
    Trump ormai è stato abbandonato dai suoi elettori di destra a causa della sua completa sottomissione agli ebrei, comune ad altri politici repubblicani giudeolatri come Ted Cruz e Ron DeSantis.
    I bianchi cristiani ma non solo, anche ispanici e neri, perlopiù protestanti, stanno cominciando ad avvicinarsi alle varie chiese ortodosse presenti nel paese, spinti dall’affinità culturale passata tra il protestantesimo conservatore e l’ortodossia, rimasta conservatrice mentre le varie chiese protestanti, le cui confessioni tradizionali come metodisti, battisti, anglicani e luterani ormai sono ridotte ad uno o due punti percentuali, mentre quelle evangeliche cominciano a declinare a causa della morte o vecchiaia dei loro pastori carismatici (era un fenomeno soprattutto televisivo, molto spinto dai networks controllati dai giudei, nell’epoca di internet non funzionano), a causa dell’istigazione israelitica si sono spostate verso il culattonismo progressista.
    Le parrocchie ortodosse hanno ognuna decine di catecumeni neoconvertiti, spesso con problemi di lingua, visto che questi parlano inglese o qualcuno spagnolo, mentre spesso le parrocchie ortodosse sono di matrice etnica, russa, greca, rumena o siriaca (quindi di lingua araba).
    Questo fenomeno si comincia a riscontrare pure in paesi già a maggioranza protestante come Germania e Regno Unito, anche in Cina qualche evangelico del posto si sta avvicinando alla minuscola chiesa ortodossa cinese rimessasi in piedi grazie all’appoggio di quella russa.
    In Cina i protestanti sono decine di milioni, forse 30-40, mentre i cattolici sono al massimo 15-20 milioni.
    In Corea del Sud, dove i cristiani sono oltre il 30% della popolazione, i protestanti locali stanno passando alla chiesa cattolica, oltre il 10% della popolazione, ma in Cina dopo l’avvento del papa americano, visto come un agente della CIA, i cinesi preferiscono la chiesa ortodossa autocefala.

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