Gli Stati Uniti sono sull’orlo di una guerra civile?

A seguito di un precedente sondaggio del 2017, il blog “Best Defense” di politica estera negli USA ha aperto un sondaggio sulla probabilità di una seconda guerra civile americana.

Tuttavia, inquadrarla come una seconda guerra civile include numerose ipotesi sulla guerra sul suolo americano che si basano più sulla storia dell’attuale realtà di come la Elite di potere USA d agisce nel mondo. La distinzione è fondamentale per contrastare efficacemente l’emergere della violenza in America.

La guerra attualmente procede spesso da comunità marginalizzate ideologicamente ed economicamente la cui sofferenza e paura sono manipolate da astuti attori globali. Gli insorti diventano guerriglieri, fazioni ribelli, procure e insurrezioni.

A volte assomigliano più a conflitti tribali composti lungo linee razziali, religiose, familiari o economiche, spesso in cima a crisi di risorse che spingono la violenza a diventare una soluzione necessaria.
Per quanto previsto negli Stati Uniti, la forma dei futuri conflitti interni sarà asimmetrica, distribuita ed eterogenea.

I leader neri organizzano la marcia sulla Casa Bianca per chiedere la fine delle guerre USA all’Africa

Si deve citare l’ultimo comunicato recitato dalla organizzazione “The Black is Back Coalition for Social Justice Peace and Reparations” ha lanciato un appello affinché i neri scendano a Washington DC questo fine settimana per una mobilitazione di 2 giorni in cui chiedono la fine delle aggressioni militari ed economiche statunitensi in Africa e nelle comunità africane di tutto il mondo.

Il 3 novembre i manifestanti si raduneranno a Malcolm X Park a mezzogiorno e marciano verso la Casa Bianca per una manifestazione alle 16:00. Poi, il 4 novembre, una conferenza organizzativa si terrà presso lo Stuart Centre, 821 Varnum Street NE.

La Coalizione cita alcune questioni chiave che verranno affrontate nella mobilitazione di novembre, tra cui:

L’avvenuto sequestro di quasi 100 acri di terra nella comunità nera di St. Louis per costruire la “National Geo-spazial Intelligence Station”, una stazione di spionaggio internazionale da $ 2 miliardi.
Inasprimento delle uccisioni da parte della polizia di persone di colore nelle città degli Stati Uniti
Attacchi di cittadini bianchi su chiese nere, campus, ristoranti e trasporti pubblici
Incarcerazione di massa di persone di colore e sforzi per organizzarsi all’interno delle prigioni
Guerre statunitensi di aggressione in Africa, Asia e Sud America
La Coalizione è stata costituita nel 2009 per affrontare le terribili condizioni di esistenza per i neri che non venivano affrontati una volta che Barack Obama si era insediato alla Casa Bianca e molti attivisti neri avevano evitato di criticare il primo presidente nero.

Scontri polizia manifestanti negli USA

L’ampia coalizione è composta da organizzazioni che rappresentano una serie di questioni e filosofie, unite nella loro visione che la lotta dei neri in America è una lotta per l’autodeterminazione. Chiedono il controllo da parte della comunità nera della polizia e delle scuole, la liberazione di prigionieri politici neri, le riparazioni agli africani, la fine dell’oppressione speciale delle donne africane e la fine dell’ìe guerre USA in Africa, così come la fine delle guerre militari americane che cercano la destabilizzazione politica di altri paesi come la Repubblica popolare democratica di Corea, la Siria, l’Iran, il Venezuela, Nicaragua, Cina e Russia.

Il Comitato Direttivo della Coalizione, molti dei quali interverranno alla Conferenza, include:

Omali Yeshitela, Chair of Black è Back Coalition
Lisa Davis, vicepresidente e presidente della Coalition Healthcare Working Group
Glen Ford, co-fondatore della Coalition e Senior Editor del rapporto Black Agenda
Nellie Bailey, Consiglio degli inquilini di Harlem
Zaki Baruti, Universal People People Organization
Betty Davis, New Abolitionist Movement
Kamm Howard, Coalizione nazionale dei neri per le riparazioni in America, presidente del gruppo di lavoro sulle riparazioni della coalizione
Ajamu Baraka, Black Alliance for Peace
Reverendo Edward Pinkney, Black Community Autonomy Network Community Organization
Khalid Raheem, New Afrikan Independence Party
Ralph Poynter, gruppo di lavoro dei prigionieri politici
Diop Olugbala, presidente della Coalition Black Community Control del gruppo di lavoro della polizia
Ikemba Ojore, Ubuntu
Secondo il presidente della coalizione Omali Yeshitela ,

“L’escalation di attacchi da parte degli Stati Uniti sull’Africa e sul popolo africano in tutto il mondo è la prova della crescente crisi del potere bianco imperialista. The Black is Back Coalition invita tutti gli africani e gli amici di pace ad unirsi a noi in una grande celebrazione di resistenza. Dobbiamo organizzarci per difenderci dalla guerra contro il nostro popolo in un processo che costruirà un nuovo mondo senza oppressione nera e sfruttamento umano “.

Nota: Questo è uno dei proclami della minoranza nera ma negli USA ci sono altri gruppi che si stanno organizzando fra i quali numerosi sono quelli che comprendono i “latinos”, composti da persone  di origine sud Americana che sono una fetta importante della popolazione del paese.

Molti osservatori hanno dichiarato che il rischio di una sanguinosa guerra civile in America è divenutio molto alto,  con la crescita delle disuguaglianze e della emarginazione. Il sangue potrebbe scorrere abbondante sul territorio degli States.

Fonte: Global Research

Traduzione e note: Luciano Lago

5 Commenti

  • Monk
    30 ottobre 2018

    Mi viene in mente lo spassoso film del 1997 ‘La seconda guerra civile americana’ di Joe Dante, al massimo riusciranno a fare una pagliacciata simile

    • atlas
      31 ottobre 2018

      a me 1997 fuga da new york ( e c’è solo da tenerli lontani quegl’infettati )

      hahaha e cosa vorrebbero fare tutti questi gruppi, ammesso che riescano a coordinarsi e non si spacchino le corna tra loro. Un sistema socialista ? Verranno sterminati dalla guardia nazionale in massimo 3gg.

      quello è il regno del male, della democrazia, che si scaldino pure, a Dio la vendetta piace fredda

  • Monk
    31 ottobre 2018

    Per quale motivo i negri americani – europei non fanno come i loro compari jihadisti foreign fighter? Possono sempre combattere nei loro Paesi senza rompere gli zebedei in occidente

  • redfifer
    31 ottobre 2018

    Il “dolce” evidentemente piace a tutti neri o bianchi che siano e fino a prova contraria, dall’America non partono più le navi schiaviste degli ebrei per prendere schiavi da collocare nei loro campi di cotone.

    Quello che però si denota, è che una volta ottenuta la “libertà” piuttosto che tornare a casa circondati dal niente, hanno finora preferito in massa di agiarsi delle comodità che ci sono in America, piuttosto che rimpatriare, onde e per cui, vedo il loro atteggiamento alquanto ipocrita tipico dei fancazzisti.

    Essendo oggigiorno i neri esseri liberi altrettanto liberamente possono andarsene e se davvero credono di non avere diritti in America, vadano altrettanto liberamente nella loro amata(?) Africa, di sicuro alcun americano caucasico boicotterà la loro partenza.

  • Nicola
    1 novembre 2018

    Complimenti ai precedenti commentatori filo “WASP”! Inde-fessi difensori del padrone a stelle e strisce. Io personalmente, indipendentemente dalla primigenia causa, tiferei con piacere per per una nuova guerra intestina agli Usa tanto per velocizzare la caduta dell’impero!

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